{"id":5394,"date":"2014-07-17T11:33:12","date_gmt":"2014-07-17T11:33:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=5394"},"modified":"2014-07-17T11:33:12","modified_gmt":"2014-07-17T11:33:12","slug":"la-cura-del-terreno-nel-corso-dellanno-di-manfred-klett","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/la-cura-del-terreno-nel-corso-dellanno-di-manfred-klett\/","title":{"rendered":"LA CURA DEL TERRENO NEL CORSO DELL\u2019ANNO di Manfred Klett"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/compost1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5395\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/compost1.jpg\" alt=\"Cura del terreno nel corso dell'anno\" width=\"180\" height=\"133\" \/><\/a>Volentieri riproponiamo ai nostri lettori questa importante conferenza tenuta da Manfred Klett il 14 marzo 2009 al Corso di Agricoltura Biodinamica alla Zelata di Bereguardo (PV)\u00a0 BUONGIORNO. Purtroppo non so parlare l\u2019italiano, ma per fortuna abbiamo una traduttrice (Lucy Milenkovic, ndr.) che ringrazio molto per il suo aiuto. Oggi ci vogliamo occupare del tema del processo di sviluppo del suolo nel corso dell\u2019anno. Prenderemo in considerazione i vari interventi che possiamo adottare in agricoltura biodinamica se vogliamo effettuare una buona cura del terreno. Vedete, in realt\u00e0 il suolo \u00e8 un immenso enigma. Si tratta di un sottilissimo strato di pelle che riveste la terra, e a partire da questa pelle si sviluppa tutto il creato. Il compito dell\u2019agricoltura \u00e8 quello di sviluppare una crescente fertilit\u00e0 in questo suolo, su questa pelle. Se noi esercitiamo l\u2019attivit\u00e0 di agricoltori o di orticoltori, il nostro compito consiste nel prenderci cura del terreno e nel riconoscere che esso non \u00e8 qualcosa di statico, bens\u00ec \u00e8 un organo che ha una propria dinamica, un proprio ritmo. Questa dinamica si sviluppa nel corso di decenni, di centinaia di anni, di millenni addirittura. Ma esiste anche una dinamica del suolo che si sviluppa nel corso dell\u2019anno e di essa ci occuperemo questa mattina. Per prima cosa alcuni cenni, su cosa \u00e8 in realt\u00e0 il terreno e su cosa esso si costruisce. In primo luogo possiamo dire che il suolo \u00e8 il risultato della compenetrazione dei quattro elementi: terra, aria, acqua e calore. Questi sono i quattro elementi che costruiscono questo organo misterioso: il solido, il liquido, l\u2019aeriforme, il calore. Se adesso prendiamo in considerazione lo stato solido, vediamo che questo a sua volta \u00e8 costituito da quattro elementi il primo \u00e8 ci\u00f2 che noi chiamiamo humus; il secondo \u00e8 ci\u00f2 che noi chiamiamo argilla; poi abbiamo il calcare e infine il silicio. Questi sono i quattro elementi che costituiscono lo stato solido della terra. Essi sono i vettori di ogni tipo di dinamica del suolo. Nelle considerazioni che far\u00f2 stamattina mi voglio limitare a considerare la dinamica dell\u2019humus. Il vero e proprio elemento dinamico col quale abbiamo a che fare nel nostro lavoro \u00e8 l\u2019humus. Passiamo ora a considerare lo sviluppo del suolo nel corso dell\u2019 anno dal punto di vista dell\u2019humus. Purtroppo il tempo che abbiamo a disposizione \u00e8 limitato, per cui non riesco a trattare questo tema nei dettagli e mi devo limitare a descrivere i punti fondamentali della dinamica dell\u2019humus. Far\u00f2 comunque delle importanti osservazioni riguardo ai processi fondamentali che si svolgono in inverno.\u00a0 La caratteristica dell\u2019inverno \u00e8 che i quattro elementi: terra, aria, acqua e calore si separano l\u2019uno dall\u2019altro. La terra \u00e8 completamente terra, \u00e8 satura d\u2019acqua, l\u2019aria ne \u00e8 uscita, il calore ne \u00e8 uscito. Questo processo di separazione \u00e8 caratteristico del periodo invernale. La seconda caratteristica dell\u2019inverno consiste in un processo particolare: la cristallizzazione. L\u2019inverno \u00e8 proprio il periodo dell\u2019anno nel quale le forze di cristallizzazione raggiungono la massima intensit\u00e0. L\u2019origine dei processi di cristallizzazione, della forza che porta alla formazione dei cristalli, \u00e8 il cielo delle stelle fisse, Questo dato di fatto, che le forze di cristallizzazione nella terra in inverno diventano molto pi\u00f9 intense di quanto non siano normalmente, \u00e8 il fattore di cui noi teniamo conto quando interriamo i preparati durante il semestre invernale. L\u2019altra caratteristica dell\u2019inverno \u00e8 che in questo periodo i processi di\u00a0 formazione dell\u2019humus sono dormienti Tutta l\u2019attivit\u00e0 del suolo, ci\u00f2 che noi chiamiamo la vita organizzata del suolo, l\u2019attivit\u00e0 dei microrganismi, degli animali terricoli cessa. Questo per quanto riguarda l\u2019inverno. Se ora dall\u2019inverno passiamo a considerare la primavera, quindi proprio la stagione nella quale ci troviamo attualmente, ci accorgiamo del fatto che i quattro elementi: terra, acqua, aria e calore, iniziano lentamente a compenetrarsi reciprocamente. Quanto pi\u00f9 il Sole sale verso l\u2019alto, quanto pi\u00f9 si allungano le giornate, tanto pi\u00f9 caldo diventa. In seguito all\u2019azione del calore l\u2019acqua inizia a evaporare. Nella stessa misura l\u2019aria inumidita inizia a penetrare nel suolo. Adesso si innesca un processo del quale vi potete rendere conto solo andando sui campi inginocchiandovi sul terreno e rimuovendo lo strato pi\u00f9 superficiale di terra. Ogni anno mi stupisco vedendo come, a partire dall\u2019 assoluta calma invernale, ora, con il risalire del calore primaverile, rinasca all\u2019improvviso una grande moltitudine di forme di vita nel terreno. Affiora una vita terricola molto ben organizzata, che possiamo riconoscere nell\u2019attivit\u00e0 dei piccoli coleotteri nella presenza dei lombrichi, ecc. Se questi ora sono i glomeruli di terreno che provengono dal periodo invernale, in primavera c\u2019\u00e8 il rischio che, se piove, questi elementi singoli si appiccichino tra loro e, quindi il suolo si compatti. Se, invece, ci\u00f2 non si verifica, possiamo osservare molto bene che in primavera tra i glomeruli del suolo si formano dei piccoli ponticelli\u00a0 i quali sono costituiti da colonie di batteri che ne stabilizzano la struttura glomerulare. Perci\u00f2, anche quando piove, la struttura non si compatta e i glomeruli restano leggermente staccati gli uni dagli altri. Questo \u00e8 il primo processo della dinamica dell\u2019humus che si innesca in primavera e che funziona solo se nel terreno c\u2019\u00e8 humus. Noi possiamo definire questo processo usando il termine di \u201ccostruzione vivente\u201d. Quando tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo questo processo riesce &#8211; e non sempre riesce &#8211; allora il raccolto \u00e8 gi\u00e0 assicurato per il 50%. Affinch\u00e9 questa prima fase della dinamica dell\u2019humus si compia, dobbiamo intervenire per favorirla rompendo la crosta superficiale del suolo in primavera allo scopo di fare penetrare aria e calore nel suolo e di impedire che troppa acqua dal suolo evapori nell\u2019atmosfera. Rompendo quindi la crosta superficiale del suolo ottengo due effetti: da un lato favorisco la penetrazione di aria e calore nel suolo, dall\u2019altro lato impedisco un\u2019eccessiva evaporazione dell\u2019 acqua. Soprattutto in un paese come l\u2019Italia \u00e8 importante conservare nel suolo le riserve di acqua che si sono accumulate durante l\u2019inverno. Nel suolo, infatti. si verifica sempre una risalita capillare dell\u2019 acqua dal basso verso l\u2019alto; rompendo per\u00f2 la crosta superficiale del suolo si favorisce lo sviluppo di una struttura glomerulare, l\u2019acqua non pu\u00f2 pi\u00f9 risalire per capillarit\u00e0 attraverso questo strato e cos\u00ec viene conservata nel suolo. Quindi, la prima lavorazione primaverile del terreno ha lo scopo di rompere questo sottile strato di suolo, questo \u00e8 il senso della zappatura, dell\u2019uso dell\u2019erpice leggero e dell\u2019erpice strigliatore. Il secondo effetto di questo tipo di lavorazione leggero e molto superficiale consiste nel controllo delle prime erbe infestanti che germinano in questo periodo. Bisogna sempre combattere le malerbe quando non si riesce ancora a vederle, perch\u00e9 il seme germina e finch\u00e9 il germoglio non ha ancora attraversato la crosta del suolo \u00e8 sufficiente questa lavorazione molto leggera per eliminarlo. Appena invece la plantula ha sviluppato le prime foglie verdi, quindi appena noi riusciamo a vederla, \u00e8 troppo tardi perch\u00e9 a questo punto dovremmo strapparla con violenza. E adesso, in primavera, noi vogliamo seminare questo campo o questo orto: poniamo quindi il seme nello strato pi\u00f9 superficiale del suolo. E ora la domanda fondamentale \u00e8 la seguente: quali processi si verificano in primavera, a che cosa dobbiamo stare attenti? Immaginiamo di avere seminato un frumento primaverile o un\u2019avena: innanzitutto la plantula s<br \/>\ni sviluppa dall\u2019 endosperma, dal tessuto nutritivo del seme, quindi da una sostanza che \u00e8 stata fornita dalla pianta madre. Se questo \u00e8 un seme (disegna alla avagna), qui davanti c\u2019\u00e8 sempre il germe, ma tutto il resto del seme \u00e8 costituito dal tessuto nutritivo. Usando questo tessuto nutritivo il germe si sviluppa dando origine alla plantula. Ora il nostro seme \u00e8 germinato e ha sviluppato questa radichetta e le prime foglie. Questa plantula si sviluppa inizialmente solo a partire dalle forze contenute nel tessuto dell\u2019 endosperma che \u00e8 stato fornito dalla pianta madre. Nel momento in cui la nostra pianta di cereale inizia a svilupparsi appieno, inizia ad accestire e origina altre radici. A partire da cosa si sviluppa la nostra pianta adesso? A questo punto ci deve essere un altro tessuto nutritivo a partire dal quale la pianta pu\u00f2 crescere. Questo \u00e8 ci\u00f2 che noi chiamiamo \u201chumus\u201d Anche l\u2019humus; \u00e8 una sostanza molto misteriosa. Cos\u2019\u00e8 che al giorno d\u2019oggi si definisce come \u201chumus\u201d? Da dove deriva? In generale possiamo dire che in natura diventa humus tutto ci\u00f2 che non \u00e8 diventato seme. Il seme ha il suo proprio tessuto nutritivo, ma tutto ci\u00f2 che \u00e8 radice, stelo, foglia, fino ad arrivare al fiore, ricade sulla terra. Tutto ci\u00f2 che la pianta lascia indietro, lascia sulla terra, quindi tutto ci\u00f2 che noi definiamo residui colturali, si trasforma molto lentamente in humus. Tutto ci\u00f2 che si produce ogni anno sotto forma di residui colturali, tutte queste sostanze noi le possiamo chiamare \u201chumus nutritivo\u201d. L\u2019humus nutritivo costituisce la base affinch\u00e9 la vita possa rinnovarsi ogni anno. In primavera deve essere disponibile abbondante humus nutritivo proveniente dall\u2019anno precedente, a partire dal quale si possa sviluppare la vita del suolo, quindi flora e fauna terricole. In primavera dobbiamo in particolare porre attenzione a che nel terreno ci sia abbastanza humus nutritivo proveniente dall\u2019anno precedente o anche dall\u2019anno prima ancora.\u00a0 Perch\u00e9 l\u2019humus \u00e8 tanto importante? Esso \u00e8 la sostanza nella quale si trasforma tutto ci\u00f2 che \u00e8 vivente sulla terra e che funge da substrato nutritivo per tutti gli esseri viventi che si sviluppano sulla terra, quindi per tutta la vita vegetale e animale.\u00a0 Come si origina l\u2019humus nutritivo? Se questa \u00e8 una foglia che cade al suolo, cosa succede di essa? Essa diventa humus nutritivo soprattutto per i batteri, i quali iniziano a degradarla lentamente. Se questo processo non venisse bloccato, l&#8217;attivit\u00e0 dei microrganismi proseguirebbe fino alla sua completa mineralizzazione, non resterebbe pi\u00f9 nessuna sostanza organica ma solo sali e acqua. La tendenza fondamentale dei batteri \u00e8 quella di distruggere tutto, di mineralizzare tutto. Un americano, usando un computer molto potente, ha calcolato quanto tempo ci vorrebbe perch\u00e9 i batteri degradassero tutta la vita organica sulla terra (quindi anche l\u2019uomo). Se non ci fosse la possibilit\u00e0 di frenarli, in due o tre ore tutto sarebbe decomposto. Perci\u00f2 da una parte abbiamo questo processo di distruzione, dall\u2019 altra parte per\u00f2 abbiamo una sorta di freno che fa s\u00ec che si inneschi un processo di costruzione. Dobbiamo quindi riuscire a instaurare un equilibrio tra i processi di distruzione e quelli di ricostruzione. Questo processo di ricostruzione, quando riesce a verificarsi, origina ci\u00f2 che definiamo \u201chumus stabile\u201d. Nel terreno \u00e8,necessario che ci siano sempre questi due tipi di humus, da un lato l\u201d\u2019humus nutritivo\u201d che stimola l\u2019attivit\u00e0 biologica, dall\u2019altra l\u2019\u201dhumus stabile\u201d che favorisce la capacit\u00e0 di formare struttura da parte del suolo. L\u2019humus, per quanto concerne la sua essenza, \u00e8 qualcosa che conserva la vita dell\u2019anno precedente e degli anni prima di esso. Lo possiamo anche definire \u201cmemoria della terra\u201d. Nell\u2019humus; sono conservate le forze formative che hanno agito sulla vita che si \u00e8 sviluppata nell\u2019anno precedente. Nell\u2019epoca pre-scientifica c\u2019erano gli alchimisti, che erano gli scienziati di quell\u2019epoca, i quali hanno coniato una magnifica espressione, definendo l\u2019humus \u201cseme universale della terra\u201d. Questo seme che abbiamo messo nel terreno, \u00e8 il seme individuale; ma ci\u00f2 che fa crescere questo seme individuale, quindi tutta questa parte umificata del suolo, \u00e8 il \u201cseme universale\u201d. Da che cosa \u00e8 costituito l\u2019humus? Quali sono gli elementi che lo formano? La cosa interessante \u00e8 che l\u2019humus \u00e8 costituito dagli stessi elementi che formano le proteine, che sono le pietre da costruzione di tutto ci\u00f2 che \u00e8 vivente. L\u2019humus \u00e8 costituito dal carbonio, dall\u2019ossigeno, dall\u2019idrogeno, dall\u2019azoto e dallo zolfo. Questi sono gli elementi fondamentali che costituiscono l\u2019humus e sono gli stessi elementi che costituiscono le proteine, cio\u00e8 ogni sostanza vivente. Da questo punto di vista, si pu\u00f2 dire che l\u2019humus \u00e8 \u201cla proteina della terra\u201d. La cosa determinante \u00e8 che l\u2019azoto deve essere ben legato in questo complesso. L\u2019azoto, quindi, nella natura vivente compare solo in combinazione a questi quattro elementi. Proprio in primavera abbiamo bisogno in particolare dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019azoto. L\u2019azoto dell\u2019humus proveniente dall\u2019 attivit\u00e0 vitale dell\u2019 anno precedente e in particolare dai residui colturali di quelle piante che sono in grado di fissare l\u2019azoto presente nell\u2019 aria. In linea di principio si pu\u00f2 affermare che tutto l\u2019azoto di cui abbiamo un urgente bisogno in primav\u00e9ra affinch\u00e9 le piante si possano sviluppare proviene dalla sfera vitale. Quindi il processo dell\u2019azoto \u00e8 un processo del vivente. Nel suolo non esiste azoto che non sia giunto nel suolo senza passare attraverso processi vitali L\u2019unica eccezione riguarda l\u2019azoto che arriva nel terreno tramite la pioggia, il quale \u00e8 originato dai fulmini. In primavera i microrganismi sviluppano un\u2019incredibile attivit\u00e0 e iniziano a degradare questo complesso vitale che \u00e8 l\u2019humus. In seguito all\u2019attivit\u00e0 di mineralizzazione esplicata dai batteri, l\u2019azoto organico contenuto nell\u2019humus viene liberato sotto forma di nitrato. Il processo fondamentale che deve compiersi in primavera \u00e8 la liberazione dell\u2019 azoto che \u00e8 legato nell\u2019humus. In primavera quindi perdiamo fertilit\u00e0, sia tramite i processi naturali, sia tramite l\u2019attivit\u00e0 umana. Le forze e le sostanze che si liberano vengono assorbite dalle piante. Questa fertilit\u00e0 non viene persa ma si trasforma in attivit\u00e0 di crescita vegetale. In primavera bisogna quindi intervenire affinch\u00e9 l\u2019humus nutritivo venga mineralizzato rendendo disponibile l\u2019azoto e anche gli altri elementi. La scienza moderna per\u00f2 si chiede: perch\u00e9 aspettare che questo complicato processo si compia, non \u00e8 forse pi\u00f9 semplice e veloce prendere l\u2019azoto dal sacco di concime e metterlo direttamente a disposizione della pianta? Ma perch\u00e9 fare ci\u00f2 \u00e8 problematico? L\u2019azoto di sintesi che viene usato al giorno d\u2019oggi nell\u2019agricoltura convenzionale, un azoto facilmente solubile, \u00e8 stato ottenuto aggirando i processi vitali. L\u2019azoto che viene liberato dall\u2019humus nutritivo in primavera viene originato attraverso un processo vitale, mentre l\u2019azoto che proviene dal sacco di concime si origina inseguito a un processo di morte. Adesso vorrei spiegare un po\u2019 pi\u00f9 in dettaglio perch\u00e9 la concimazione fatta con l\u2019azoto di sintesi sia tanto negativa.\u00a0 Quando voi in primavera fate una concimazione con l\u2019azoto di sintesi, usando ad esempio 100 kg di azoto per ettaro, si pu\u00f2 prevedere che il 25% di questo azoto, quindi 25 kg, vengano dilavati (a seconda dei tipi di suolo, la percentuale pu\u00f2 essere superiore o inferiore); 25 kg si volatilizzano nell\u2019aria come risultato del processo di denitrificazione e si sviluppa N02, che ha un effetto trenta volte superiore a quello dell\u2019 anidride carbonica per quanto riguarda il riscaldamento dell\u2019atmosfera. Da ci\u00f2 risulta evidente che l\u2019agricoltura contribuisce in modo determinante a provocare il fenomeno del riscaldamento globale. La quantit\u00e0 massima di azoto che viene effettivamente assorbita dalla pianta corrisponde a 50 kg. E c<br \/>\nhe effetto hanno questi 50 kg?\u00a0 Voglio descrivervi cosa succede anche se questo richieder\u00e0 un po\u2019 di tempo, perch\u00e9 ritengo importante riuscire a comprendere veramente questo processo. La prima domanda che ci dobbiamo porre \u00e8 quale sia l\u2019effetto dell\u2019 azoto di sintesi sulla crescita della pianta. Ritengo che sia molto importante non rifiutare la concimazione di sintesi solo sulla base di un sentimento di antipatia, bens\u00ec riuscendo a comprendere appieno il processo che ne sta alla base. Immaginate di avere una pianta di erba medica, che sviluppa un magnifico apparato radicale approfondendosi nel suolo. La cosa interessante \u00e8 che la famiglia delle leguminose, di cui l\u2019erba medica fa parte, sviluppa sulle radici delle piccole formazioni, i tubercoli. Cosa succede dentro questi tubercoli? Le leguminose sono in grado di inspirare l\u2019azoto dell\u2019aria che nei tubercoli viene trasformato in proteine grazie all\u2019azione dei rizobi, i quali sono dei batteri che vivono in simbiosi con le radici delle leguminose. Si parla in questo caso di simbiosi endogena. Questi batteri emettono alcune sostanze che provocano la proliferazione dei tessuti della radice e cos\u00ec si formano i tubercoli. Quanto pi\u00f9 il suolo \u00e8 ben compenetrato d\u2019aria e d\u2019acqua tanto meglio si sviluppano questi tubercoli sull\u2019apparato radicale. Se voi invece concimate con l\u2019azoto sotto forma di sale solubile, questi tubercoli scompaiono, non del tutto ma in gran parte. L\u2019efficienza delle leguminose nel fissare l\u2019azoto atmosferico viene assai ridotta. Una coltivazione di erba medica dell\u2019et\u00e0 di due anni pu\u00f2 fissare fino a 300 kg di azoto per ettaro. Se io invece la concimo con azoto di sintesi, l\u2019efficienza di fissazione di azoto da parte della leguminosa viene ridotta perlomeno di un terzo, ma forse anche della met\u00e0. Cos\u00ec facendo io impedisco alla pianta di esprimere le proprie capacit\u00e0, le proprie attitudini naturali; la pianta non pu\u00f2 svilupparsi come vorrebbe. Quello che possiamo osservare nell\u2019erba medica, vale anche per tutte le altre piante. Voglio approfondire ancora un po\u2019 questo aspetto. Studiando questo apice della radice, vedete come esso si approfondisca nella terra (disegna), esso si sviluppa proprio sulla punta estrema della radice. In quel punto la radice \u00e8 estremamente vitale: le cellule continuano a dividersi e la radice continua ad approfondirsi nel suolo. In corrispondenza al suo apice, la radice secerne di continuo cellule viventi che originano una sorta di mucillaggine attraverso la quale la radice si sviluppa, cos\u00ec come una lumaca procede sulla propria scia. La radice rende vitale il suolo mentre si approfondisce in esso. E questa cuffia radicale, questa mucillaggine, muore rapidamente e viene immediatamente colonizzata dai batteri. Questi sono imparentati coi batteri simbionti delle leguminose, essi per\u00f2 non vivono all\u2019interno della radice ma alla sua superficie. Nella parte situata un p\u00f2 pi\u00f9 in alto rispetto all\u2019apice i tessuti della radice muoiono rapidamente e lignificano. Abbiamo quindi una polarit\u00e0 tra vita e morte. La cosa meravigIiosa consiste nel fatto che tra questo polo di vita e questo polo di morte si sviluppano proprio i peli radicali. Se voi mettete un seme nella terra, questo germina e in questa fase voi potete strappare questa piantina con grande facilit\u00e0, ma nel momento in cui essa diventa verde si sviluppano i peli radicali e per questa ragione non riuscirete pi\u00f9 a strapparla cosi facilmente. Ci\u00f2 significa che, tramite i suoi peli radicali, la pianta concresce con la terra. Se ora ingrandisco il disegno, vedete come questi siano estroflessioni dell\u2019epidermide pi\u00f9 esterna della radice, la loro lunghezza \u00e8 forse mezzo millimetro. Ora queste estroflessioni concrescono con i minerali del suolo, si formano dei collegamenti molto stretti tra i peli radicali e i minerali argillosi. Questo legame \u00e8 talmente stretto che non si pu\u00f2 pi\u00f9 riconoscere un confine tra la pianta vivente e il suolo. Cosa fanno allora questi peli. radicali, oltre a unirsi ai minerali del suolo? Dall\u2019alto, dalla sfera delle foglie verdi, gli assimilati scendono fino ad arrivare qui, nei peli radicali, dove si verifica un processo di escrezione di questi stessi assimilati. Dal punto di vista delle radici la pianta pu\u00f2 essere definita come un secchio senza fondo: tutto quello che si \u00e8 formato in alto, nelle parti verdi della pianta, fluisce verso il basso ed esce attraverso i peli radicali. Questi assimilati sono proteine, carboidrati, enzimi e acidi organici. Tutto il metabolismo della pianta viene escreto nel suolo tramite l\u2019apparato radicale che nutre i batteri, la vita del suolo che sta attorno alle radici. Questo fa s\u00ec che attorno alle radici si instauri una simbiosi esogena con altri tipi di batteri. Quanto pi\u00f9 ci avviciniamo alle radice, tanti pi\u00f9 rapporti di simbiosi, tanta pi\u00f9 vita batterica abbiamo; quanto pi\u00f9 ci allontaniamo dalle radici tanto meno intensa \u00e8 questa vita microbica. Quindi qui abbiamo una simbiosi esogena, mentre nei tubercoli avevamo una simbiosi endogena. Naturalmente anche le leguminose instaurano dei rapporti di simbiosi esogena. Per descrivere ci\u00f2 si parla di \u201drizosfera\u201d. Potete quindi immaginarvi quale meraviglioso ordine pieno di saggezza esista nel terreno. La pianta \u00e8 il grande freno che cresce nella terra e che impedisce ai batteri di mineralizzare tutto. I batteri vengono guidati dalla pianta per quanto riguarda l\u2019esercizio delle loro funzioni. La pianta guida il processo di degradazione in modo tale che le sostanze vengano mineralizzate in modo sufficiente ma non eccessivo. Oggi si considera la pianta come un essere passivo; noi dobbiamo invece chiederci come si debba concimare una pianta in modo adeguato affinch\u00e9 essa diventi un essere indipendente. Adesso, mentre la radice cresce, l\u2019humus che\u00a0 si trova\u00a0 intorno alla radice stessa viene lentamente degradato.\u00a0 Le escrezioni radicali provocano la degradazione dell\u2019humus e quindi la mineralizzazione delle sostanze organiche. Le proteine vengono degradate e si origina il nitrato, ma anche i fosfati e tutte le altre sostanze che noi definiamo come \u201csali\u201d. E questi sali vengono assorbiti dai peli radicali\u00a0 insieme all\u2019acqua. Quindi nello stesso pelo radicale abbiamo una corrente escretoria e una corrente di assorbimento. Il tutto\u00a0 \u00e8 regolato dall\u2019 organizzazione vitale della pianta superiore. I microrganismi, seguendo la propria natura, distruggerebbero tutta la vita organica, la pianta, per\u00f2, li governa mettendoli al proprio servizio. Se voi invece concimate con l\u2019azoto di sintesi vedrete che anche questo rapporto di simbiosi si riduce. Per esempio, in un terreno ben sviluppato le piante possono instaurare 10, 11, 12, 13 diversi tipi di rapporti di simbiosi. Esistono rapporti di simbiosi anche con i funghi. le cosiddette micorrize; non tutte le piante formano micorrize, per\u00f2 ce ne sono molte, in particolare si tratta delle essenze forestali. I funghi delle micorrize hanno la capacit\u00e0 di penetrare con i loro miceli nelle radici, assorbono gli assimilati della pianta (quindi da questo punto di vista possono essere considerati dei parassiti), ma poi con le loro ife si sviluppano nel terreno colonizzandone enormi superfici e assorbendo sostanze minerali e acqua che poi cedono alle piante. Una delle cause della morte dei boschi \u00e8 dovuta al fatto che la simbiosi attraverso le micorrize cessa a causa dell\u2019 eccesso di azoto che arriva tramite la pioggia.\u00a0 Se quindi concimiamo con l\u2019azoto di sintesi, la radice della pianta perde in gran parte la capacit\u00e0 di instaurare rapporti di simbiosi sia endogene che esogene. La concimazione con azoto di sintesi indebolisce la pianta per quanto riguarda la sua capacit\u00e0 di costruire il terreno a partire dalle proprie forze. L\u2019azoto che viene prodotto in modo artificiale, quindi aggirando i processi vitali, ha sempre un effetto distruttivo sulla vita delle piante. \u00c8 stato fatto un bilancio statistico dell\u2019uso di azoto di sintesi nel ventesimo secolo: all\u2019inizio del secolo con una certa quantit\u00e0 di azoto si otteneva una determinata resa, man mano che il<br \/>\n secolo procedeva, ci voleva sempre pi\u00f9 azoto per ottenere la stessa resa. E ci\u00f2 \u00e8 proprio dovuto a quanto precedentemente descritto. Quello che voglio dire con ci\u00f2, \u00e8 che dobbiamo cercare di ottenere l\u2019azoto solo tramite il processo di degradazione dell\u2019humus. Ecco qui le nostre radici e noi ora dobbiamo favorire lo sviluppo della rizosfera da parte della pianta e la degradazione dell\u2019humus. Questo \u00e8 il processo che dobbiamo favorire in primavera. L\u2019humus deve essere presente nel terreno, si tratta dell\u2019humus formatosi l\u2019anno precedente e negli anni addietro; la sua presenza \u00e8 una questione che riguarda la concimazione.\u00a0 E adesso, una volta che l\u2019humus \u00e8 presente, dobbiamo chiederci come sia possibile favorire la sua degradazione in primavera. Possiamo farlo cercando di tenere sempre aperta la crosta superficiale del suolo in primavera. Dopo ogni pioggia dobbiamo rompere la crosta superficiale che si forma: per questo in nessuna azienda agricola biodinamica pu\u00f2 mancare l\u2019erpice strigliatore. E perch\u00e9 questo \u00e8 tanto necessario? Perch\u00e9 tutta la vita presente nel suolo &#8211; quindi anche la radice delle piante &#8211; deve respirare, cos\u00ec come fanno uomo e animali. In seguito alla respirazione del suolo si sviluppa l\u2019anidride carbonica; se nel terreno c\u2019\u00e8 troppa anidride carbonica, essa agisce come un veleno. Quindi \u00e8 importante che essa esca dal terreno, venga espirata, per questa ragione il terreno deve essere sempre aperto. Una volta che la crosta superficiale \u00e8 rotta e il terreno \u00e8 aperto, quando il vento soffia sul campo trascina con s\u00e9 l\u2019anidride carbonica che \u00e8 pesante e che tende a depositarsi. In questo modo si favorisce la penetrazione dell\u2019 ossigeno nel suolo; noi sappiamo che sia le radici delle piante che gli organismi terricoli hanno bisogno di ossigeno. Se vogliamo sintetizzare il processo che dobbiamo favorire in primavera possiamo dire: stimolare la degradazione dell\u2019humus e fare una lavorazione che io chiamo \u201cla lavorazione della pelle\u201d, una lavorazione estremamente superficiale della profondit\u00e0 massima di 2 &#8211; 3 centimetri. Se si va a una profondit\u00e0 maggiore, il suolo si asciuga subito. Se andiamo avanti verso l\u2019estate, qual \u00e8 ora il processo dominante? Se noi coltiviamo i cereali, osserveremo sempre che, quando camminiamo su un campo di cereali, questo tende a essere leggermente elastico sotto i nostri piedi all\u2019incirca fino al momento della fioritura, quando all\u2019improvviso il terreno tende a diventare sempre pi\u00f9 duro man mano che si procede nel processo di maturazione dei cereali. Questo dipende dal fatto che i rapporti di simbiosi delle radici iniziano a indebolirsi e i batteri muoiono lentamente. E poi succede qualcosa di meraviglioso, che \u00e8 particolarmente intenso nei cereali ma si verifica anche con altre colture, e cio\u00e8 le radici iniziano ad assorbire silicio dal suolo. Questo \u00e8 un vero e proprio processo di maturazione: l\u2019acido silicico sotto forma colloidale viene assorbito dalle radici delle piante (in particolare nei cereali, ma anche nelle altre piante), sale nella parte aerea della pianta e si deposita alla periferia. Il silicio si deposita nella paglia dei cereali, conferendole, la sua tipica lucentezza. La paglia biodinamica luccica, la paglia convenzionale prodotta con azoto di sintesi non luccica, \u00e8 opaca. Attraverso l\u2019osservazione della forma esteriore della pianta potete constatare quanto la concimazione azotata danneggi tutta la fisiologia della pianta. Vedete poi come l\u2019acido silicico migri nelle foglie fino a raggiungerne l\u2019apice: questo \u00e8 un fattore fondamentale che rende le piante meno suscettibili all\u2019attacco fungino. Poi questo silicio migra verso l\u2019alto e si deposita in modo particolare nelle glume che rivestono il chicco di cereali, ma la concentrazione maggiore viene raggiunta nelle reste della spiga. Da ci\u00f2 potete vedere come l\u2019acido silicico abbia proprio la tendenza a migrare e a depositarsi alla periferia estrema. La stessa cosa succede anche nell\u2019uomo: se voi verificate dov\u2019\u00e8 che l\u2019acido silicico viene depositato, lo troverete sempre alla periferia: nei capelli, nella pelle, negli organi di senso, negli occhi e nelle mucose che rivestono gli organi. Quindi, questo processo si compie poco prima della maturazione, \u00e8 collegato ad essa ed \u00e8 un fattore che influenza la qualit\u00e0. Se poi verificate di quale tipo di acido silicico si tratta, vedrete che si tratta di una pietra semi preziosa: l\u2019opale, il quale conferisce la lucentezza alla paglia. E ora arriva il periodo estivo nel quale trebbiamo il nostro cereale e portiamo a casa il raccolto. La pianta di cereale, crescendo, ha sviluppato il suo apparato radicale, e sul terreno ci sono ancora le stoppie. Adesso ci dobbiamo chiedere quale sia il processo fondamentale che si verifica ora, dopo la raccolta. La cosa fondamentale \u00e8 che in questo periodo vengono prodotti i residui organici che daranno origine all\u2019humus nutritivo. La domanda successiva consiste nel chiederci come sia possibile trasformare questo humus ancora molto grezzo in una forma di humus che possa conservarsi nel terreno e ci serva nell\u2019 anno successivo. Si tratta del processo opposto a quello primaverile: ora dobbiamo costruire l\u2019humus. Primavera: degradazione dell\u2019humus; estate: costruzione dell\u2019humus. In che modo possiamo favorire questo processo? Anche qui \u00e8 necessario fare una determinata lavorazione del suolo, miscelando la terra con i residui colturali e rendendola sciolta. Sar\u00e0 una lavorazione superficiale che andr\u00e0 alla profondit\u00e0 di 8 centimetri. Naturalmente questo \u00e8 solo un valore indicativo, ogni singola azienda agricola deve cercare di trovare la sua profondit\u00e0 ideale. Qual \u00e8 lo scopo fondamentale che vogliamo raggiungere con questo tipo di lavorazione di interramento superficiale? La cosa fondamentale \u00e8 arieggiare il terreno. Vogliamo stimolare di nuovo la vita microbica, facciamo quindi entrare l\u2019aria e poi abbiamo bisogno di oscurit\u00e0. Il mondo degli animali terricoli (che sono quelli che ci interessa favorire adesso) lavora solo nell\u2019 oscurit\u00e0 della terra. E poi abbiamo bisogno di umidit\u00e0. Proprio in estate, quando il suolo tende ad asciugarsi fino in profondit\u00e0, dobbiamo cercare di conservare il pi\u00f9 possibile l\u2019umidit\u00e0 residua. Queste tre condizioni: aerare, inumidire il terreno e portare oscurit\u00e0 devono essere rispettate per favorire lo sviluppo della vita animale nel suolo. Tramite questa lavorazione superficiale di interramento che viene fatta in estate cerco di attirare gli animali terricoli, i lombrichi per esempio, dal basso verso l\u2019alto. Gli animali che rivestono la massima importanza nella tarda estate sono i lombrichi. Naturalmente ci\u00f2 non significa che non siano importanti anche tutti gli altri animali del suolo, ma il rappresentante della vita animale in questo momento \u00e8 proprio il lombrico. Ma cosa fa il lombrico? In cosa consiste la sua importanza? Adesso io non sto parlando del lombrico del cumulo di composto, parlo del lombrico terricolo. li lombrico del cumulo \u00e8 quello rosso, questo \u00e8 invece il Lombricus\u00a0 terrestris che sale e scende nelle gallerie del suolo. Provate a osservare questo lombrico: in realt\u00e0 ha una forma insignificante, \u00e8 costituito per il 90% d\u2019acqua, \u00e8 vischioso, sembra quasi un pezzo di intestino, \u00e8 segmentato. La presenza di segmentazione nella natura indica sempre il fatto che l\u2019elemento eterico prevale sull\u2019elemento astrale. Il lombrico \u00e8 un essere vivente che \u00e8 completamente immerso in un\u2019attivit\u00e0 metabolica. Potremmo descriverlo molto a lungo perch\u00e9 il lombrico \u00e8 un miracolo. Ha qui un\u2019apertura tramite la quale ingerisce il suolo nel quale avanza. Lui mangia solo sostanza predigerita dai microrganismi, cos\u00ec come fa la mucca, che ingerisce la sostanza organica, la deposita nel rumine dove ha luogo un processo di degradazione microbica e solo allora rigurgita il bolo e quindi digerisce. Qui c\u2019\u00e8 lo stomaco del lombrico, che non si limita a mangiare residui organici, ma ingerisce anche argilla e sabbia. Quindi si pu\u00f2 dire che il lombrico mangia la terra intera. Queste sostanze raggiung<br \/>\nono lo stomaco nel quale c\u2019\u00e8 una piccola ghiandola che secerne bicarbonato di calcio e, se il PH nel suolo \u00e8 attorno a 6, esso viene innalzato attivamente dal lombrico fino a raggiungere il PH 7. La sostanza ingerita attraversa tutto il corpo del lombrico per poi uscirne. L\u2019intestino del lombrico \u00e8 strapieno di microrganismi che trasformano tutta la sostanza organica. Quindi ci\u00f2 che nella radice della pianta era una forma di simbiosi esogena, ora questa stessa simbiosi la troviamo all\u2019interno del corpo del lombrico. Tutto il processo di degradazione\u00a0 viene diretto da un essere animato, il lombrico, e non pi\u00f9 da un essere puramente vitale quale \u00e8 la pianta. Nella pianta in primavera tutto \u00e8 rivolto verso l\u2019esterno, mentre invece l\u2019animale \u00e8 tutto rivolto verso l\u2019interno. Quindi il processo della crescita vegetale \u00e8 un processo di esteriorizzazione, mentre l\u2019animale terricolo compie un processo di interiorizzazione. Il risultato \u00e8 che ci\u00f2 che \u00e8 stato digerito dal lombrico \u00e8 la terra pi\u00f9 fertile che esista. A parte il fatto che il lombrico riesce ad innalzare il PH del suolo fino alla neutralit\u00e0, la caratteristica meravigliosa dell\u2019escremento del lombrico \u00e8 il fatto che esso \u00e8 una perfetta sintesi tra sostanza organica e sostanza minerale: \u00e8 un complesso organico-minerale. Esso \u00e8 straordinariamente stabile, qui l\u2019humus nutritivo \u00e8 diventato humus stabile, che non \u00e8 pi\u00f9 facilmente attaccabile dai microrganismi per cui pu\u00f2 conservarsi per decenni, centinaia o migliaia di anni Per questa ragione dobbiamo favorirne lo sviluppo. Se noi infatti vogliamo ottenere un terreno veramente fertile, dobbiamo favorire la vita dei lombrichi, dobbiamo fare in modo che nel nostro terreno durante l\u2019anno ci siano sempre abbastanza sostanze dalle quali si possa formare l\u2019humus nutritivo. Permettetemi ora di raccontarvi una breve storia. Nella nostra azienda biodinamica, il Dottenfelderhof; vennero dei ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Giessen per prelevare dei campioni di terreno da analizzare. In quell\u2019occasione contarono il numero dei lombrichi presenti nel suolo. Confrontarono poi questo numero con quello di un\u2019 azienda mista confinante e anche con un\u2019azienda convenzionale molto intensiva che produceva ortaggi. In quest\u2019azienda molto intensiva trovarono quattro lombrichi per metro quadro, nell\u2019azienda convenzionale mista i lombrichi erano 24, sui terreni biodinamici del Dottenfelderhof, dopo due anni di coltivazione di un miscuglio di trifoglio e graminacee e su un terreno limoso profondo, i lombrichi presenti in un metro quadro erano 600. Si potrebbe anche dire che pure 400 sarebbero sufficienti, anche 200! Ma immaginatevi il lavoro che fanno questi lombrichi in un anno. Voi sapete che i lombrichi fanno queste gallerie verticali (sono state trovate gallerie che andavano fino a 7 metri di profondit\u00e0) e i lombrichi si muovono molto rapidamente su e gi\u00f9 in queste gallerie. Quando risalgono spingono fuori l\u2019anidride carbonica, mentre quando scendono portano gi\u00f9 l\u2019ossigeno: lavorano come una pompa attiva. La cosa che \u00e8 importante fare in estate \u00e8 stimolare al massimo l\u2019attivit\u00e0 dei lombrichi interrando in superficie i residui colturali con una lavorazione. Sono quindi gli animali terricoli gli artefici dell\u2019humus. lo ho sempre davanti a me questa immagine: il lombrico \u00e8 un verme, \u00e8 molto ma molto sviluppato dal punto di vista evolutivo, ha una circolazione sanguigna, ha sangue rosso, ha un sistema nervoso molto sviluppato ma non ha organi di senso (ad esempio non ha occhi), in esso \u00e8 il corpo intero ad esercitare un\u2019attivit\u00e0 sensoriale. In natura abbiamo le farfalle: anch\u2019esse si sviluppano da un uovo cos\u00ec come il lombrico, da questo uovo si sviluppa una larva, anche questa \u00e8 segmentata, vicina quindi al lombrico. Ma poi questa larva fa qualcosa di incredibile: inizia ad avvolgersi in un bozzolo sotto la luce del sole e l\u00ec dentro si compie una trasformazione totale. All\u2019improvviso questo involucro si rompe e compare la farfalla meravigliosa. Quindi, ci\u00f2 che \u00e8 celato nella larva come predisposizione, ora, all\u2019improvviso, si manifesta sotto forma di farfalla. Il lombrico, invece, resta verme. La forza che nella farfalla porta a questa splendida manifestazione esteriore, resta dentro al lombrico. Per questa ragione io dico sempre che, se il lombrico divenisse farfalla, sarebbe la farfalla pi\u00f9 bella di tutte. In estate quindi, tramite la lavorazione del suolo dobbiamo creare le condizioni favorevoli all\u2019attivit\u00e0 del lombrico. Questo processo deve proseguire fino in autunno, e in agosto arriva il momento, nel quale nella natura il processo di formazione dell\u2019humus raggiunge la sua fase ottimale: questo \u00e8 il processo esattamente polare al processo di cristallizzazione che ha luogo in inverno. Ci deve essere un equilibrio tra questo impulso alla cristallizzazione che coinvolge il regno minerale in inverno e l\u2019agosto, il periodo nel quale il processo di formazione dell\u2019humus raggiunge il suo culmine. Avvicinandosi all\u2019autunno la natura inizia lentamente ad andare verso il riposo. Se voi osservate con attenzione ci\u00f2 che accade a fine settembre &#8211; inizio di ottobre, vedete come tutto ci\u00f2 che \u00e8 vivo passa a forme di quiescenza: gli insetti passano l\u2019inverno sotto forma di uovo, le piante sotto forma di seme. (&#8230;) La dinamica dell\u2019humus procede quindi in questo modo: abbiamo una fase di degradazione in primavera; poi un processo-di costruzione dell\u2019humus nella seconda met\u00e0 dell\u2019anno che prosegue fino all\u2019autunno, quindi tutta la vita si ritrae. E questo \u00e8 il momento ideale per effettuare una lavorazione del suolo che vada in profondit\u00e0 usando l\u2019aratro. A partire dalla primavera andando verso l\u2019inverno le lavorazioni del suolo vanno sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0. Vedete, la lavorazione del suolo, che \u00e8 sempre stata un\u2019arte elevatissima, pu\u00f2 essere sviluppata solo a partire dalla conoscenza dei processi che si verificano nel suolo nel senso che abbiamo descritto. Sicuramente questi processi possono essere guidati in modo artificiale intensificandoli, come facciamo ad esempio in orticoltura e nel compostaggio. Il processo di compostaggio \u00e8 lo stesso processo di cui noi favoriamo lo sviluppo in estate in pieno campo. Tramite il processo di compostaggio noi costruiamo l\u2019humus stabile, scuro e friabile, che poi distribuiremo sulle superfici coltivate ad ortaggi. La concimazione con composto maturo \u00e8 fondamentale anche nella frutticoltura e nella foraggicoltura. Nella coltivazione dei seminativi, invece, dobbiamo cercare di intensificare i processi di trasformazione naturali tramite le lavorazioni del suolo. Spero veramente che vi siate fatti un idea di quanto sia importante considerare la dinamica dell\u2019humus nel corso dell\u2019 anno e di come sia possibile accompagnare questo processo, che \u00e8 un processo temporale, adottando misure adeguate. La cosa pi\u00f9 sbagliata che possiamo fare \u00e8 non tenere conto di questi processi ed effettuare le lavorazioni come capita solo perch\u00e9 abbiamo a disposizione gli attrezzi. Con questo desidero concludere e ci vediamo questo pomeriggio nell\u2019orto. Traduzione di Lucy Milenkovic<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Volentieri riproponiamo ai nostri lettori questa importante conferenza tenuta da Manfred Klett il 14 marzo 2009 al Corso di Agricoltura Biodinamica alla Zelata di Bereguardo (PV)\u00a0 BUONGIORNO. Purtroppo non so parlare l\u2019italiano, ma per fortuna abbiamo una traduttrice (Lucy Milenkovic, ndr.) che ringrazio molto per il suo aiuto. 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