{"id":5135,"date":"2014-03-24T05:46:46","date_gmt":"2014-03-24T05:46:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=5135"},"modified":"2014-03-24T05:46:46","modified_gmt":"2014-03-24T05:46:46","slug":"progetto-per-un-caso-concreto-lazienda-agricola-biodinamica-la-collina-di-codemondo-re","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/progetto-per-un-caso-concreto-lazienda-agricola-biodinamica-la-collina-di-codemondo-re\/","title":{"rendered":"Progetto per un caso concreto: l\u2019azienda agricola biodinamica  \u201cLa Collina\u201d di Codemondo (RE)"},"content":{"rendered":"<p>Se coltivazione e cura della Terra, da una parte, ed edificazione e costruzione del paesaggio, dall&#8217;altra, hanno oggi un legame stretto e spesso un rapporto conflittuale, problematico, lavorando entrambe da prospettive diverse su uno stesso ambito, il territorio, Agricoltura e Architettura hanno da sempre, fin dalla loro origine spirituale una matrice comune, una affinit\u00e0 sostanziale. Non solo narra il Mito che l\u2019inventore dell\u2019Architettura e dell\u2019Arte fu Jubal, figlio del primo Uomo Agricoltore, Caino, ma anche oggi entrambi contribuiscono da versanti opposti all\u2019esistenza viva e fattiva dell\u2019essere umano e del mondo. L\u2019Agricoltura cura, modella e trasforma e nobilita il substrato naturale della Terra; l\u2019Architettura crea, trasforma e nobilita il volto artificiale, arte-fatto, fatto ad arte, del nostro Pianeta. Entrambe lavorano evolutivamente al compito dell\u2019Uomo di trasformare concretamente in senso spirituale il Pianeta Terra che abitiamo.<\/p>\n<p>Da una diversa prospettiva, ma a questa collegata, si pu\u00f2 dire che in sintesi l\u2019Agricoltura lavora alla Sostanza della Terra, mentre l\u2019Architettura lavora alla Forma e l\u2019insieme delle due costituisce l\u2019Essere vivente del Pianeta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5143\" aria-describedby=\"caption-attachment-5143\" style=\"width: 794px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/Tavola-1.png\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-5143 \" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/Tavola-1.png\" alt=\"Arch. Stefano Andi Arch. Walter Gervasi Arch. Vincenzo Stuppia Collaborazione Arch. Paolo Restelli via Mauro Macchi 42 20124 - Milano tel\/fax   02 - 39444639 formaeflusso@libero.it\" width=\"794\" height=\"1122\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5143\" class=\"wp-caption-text\">Arch. Stefano Andi<br \/>Arch. Walter Gervasi<br \/>Arch. Vincenzo Stuppia<br \/>Collaborazione Arch. Paolo Restelli<br \/>via Mauro Macchi 42<br \/>20124 &#8211; Milano<br \/>tel\/fax 02 &#8211; 39444639<br \/>formaeflusso@libero.it<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Alimentazione terrestre ed alimentazione cosmica<br \/>\n<\/b><b>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/b><\/p>\n<p>La stessa prospettiva si pu\u00f2 applicare direttamente anche all\u2019Uomo. Dalle conoscenze della Scienza dello Spirito antroposofica sappiamo che da queste due attivit\u00e0 dell\u2019uomo provengono gli alimenti, il cibo di cui ci nutriamo: l\u2019agricoltura, con tutte le sue attivit\u00e0 collegate, ci procura le sostanze che ci alimentano quando ci nutriamo con il cibo; l\u2019architettura e in genere le arti, quando modellano e creano il mondo costruito, attraverso le percezioni degli organi di senso che assumono la qualit\u00e0 sensoriale del mondo ci forniscono gli alimenti per una nutrizione speciale che ci giunge appunto attraverso la percezione sensoriale e la respirazione ad essa collegata. Rudolf Steiner chiama la prima \u201calimentazione terrestre\u201d, la seconda \u201calimentazione cosmica\u201d; rivela che la prima, quella fornita dalle sostanze che ingeriamo con il cibo, in realt\u00e0 va a costituire solo la struttura e la materia del capo, del nostro sistema neurosensoriale, mentre la seconda alimentazione, quella costituita dal contenuto delle percezioni, va a formare struttura e forma e tessuti del restante organismo dell\u2019uomo, scheletro, muscoli, organi interni: l\u2019intera corporeit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo fatto sorprendente, ignoto all\u2019odierna visione materialista della realt\u00e0, \u00e8 di fondamentale importanza per valutare appieno in che modo coordinare, collegare e fecondare reciprocamente le due discipline. Infatti oggi l\u2019attivit\u00e0 edilizia corrente ha dimenticato il fondamento spirituale del suo agire, si \u00e8 ridotta a puro fatto tecnico e tecnologico, con preponderante valenza economica, e con questo non alimenta pi\u00f9 da tempo l\u2019essere umano, bens\u00ec si rivolge, nel migliore dei casi, ai suoi bisogni puramente materiali, che sono egoistici: crea cos\u00ec il paesaggio costruito povero, brutto, arido ed ostile delle periferie cittadine, ma anche occupa, disgrega e imbruttisce le campagne, il territorio naturale. D\u2019altra parte, per\u00f2, anche l\u2019attivit\u00e0 agricola di oggi ha tralignato, anch\u2019essa dimentica della sua matrice spirituale e con la trasformazione tecnica in senso industriale e meccanico che ha subito nell\u2019ultimo secolo, \u00e8 fornitrice non solo di prodotti alimentari poco sani, ma anche impoverisce la terra e desertifica il territorio. Entrambe le attivit\u00e0 del costruire e del coltivare devono essere rinnovate per ritrovare il loro compito evolutivo positivo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 possibile attraverso la comprensione e l\u2019applicazione dei fondamenti della scienza dello spirito antroposofica che Rudolf Steiner ha posto alla base sia del rinnovamento dell\u2019architettura con i cicli di conferenze del 1914 ad essa dedicate e con la costruzione dei due edifici del Primo e Secondo Goetheanum e delle costruzioni secondarie di Dornach, sia del rinnovamento dell\u2019agricoltura e delle sue varie branche con il ciclo di conferenze di Koberwitz del 1924 e con le indicazioni pratiche e operative che l\u00ec ha dato.<\/p>\n<p>Soprattutto per gli agricoltori \u00e8 per\u00f2 sorprendente e indicativo che in quel ciclo, che sta alla base della nuova agricoltura biodinamica, Rudolf Steiner concluda nell\u2019ultima conferenza il suo impulso, sottolineando proprio la necessit\u00e0 della conoscenza del fenomeno dell\u2019integrazione fra alimentazione terrestre e alimentazione cosmica, affinch\u00e9 proprio gli agricoltori, che sono coloro che soprattutto si occupano della prima, di procurare o offrire le sostanze, non si dimentichino di coltivare anche la seconda, con la cura dell\u2019aspetto percettivo dell\u2019ambiente, della bellezza, dell\u2019arte, dell\u2019armonia del paesaggio agrario. Il che vuol dire che oggetto delle sane e nutrienti percezioni sensorie devono essere posti anche manufatti umani ricchi nelle loro forme, di contenuto artistico e spirituale, posto che la natura di per s\u00e9, come sapevano gi\u00e0 gli antichi e come ha di nuovo riaffermato nel nostro tempo Goethe, anche se fosse lasciata libera e spontanea di prosperare, non sarebbe in grado di soddisfare il bisogno spirituale e animico, e quindi anche corporeo, di alimentarsi dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi infatti non \u00e8 pi\u00f9 possibile appoggiarsi, per far questo, ai grandi modelli del passato, che hanno legato indissolubilmente i due mondi in un\u2019armonia fattiva ed equilibrata. Per rimanere solo agli impulsi dati in epoca cristiana, il modello del convento benedettino, con le sue derivazioni centromedioevali della forma cluniacense e di quella cistercense, che aveva inserita la sintesi armonica tra lavoro dell\u2019uomo in campagna e alla natura con il lavoro edificatorio delle case dei rustici e dei luoghi di preghiera in un fondamento religioso; e il modello rinascimentale della villa di campagna, che poneva l\u2019abitazione del fattore, con le sue derivazioni tra il nobile e colto proprietario terriero \u2013la \u201cvilla di delizia\u201d- e il saggio imprenditore agricolo, all\u2019interno di una concezione ormai laica e un po\u2019 pagana del mondo naturale; questi due modelli storici, dunque, ormai abbandonati e travolti dalla prepotenza funzionale ed utilitaristica materiale del modello industriale meccanicistico e consumistico, non sono pi\u00f9 riproponibili oggi. Non \u00e8 nemmeno per altro sufficiente, n\u00e9 molto proficuo appellarsi oggi al solo ricupero di vecchie abitudini agresti popolari, alla sola strenua e disperata conservazione di quanto ancora \u00e8 rimasto come relitto degli antichi modelli anche edilizi, alla difesa intransigente e rigorosa degli scampoli di territorio cosiddetto naturale e incontaminato e degli esempi, magnifici ma svuotati, di insediamenti abitativi agricoli, di magioni storiche e rurali di altri tempi. Ci\u00f2, di per s\u00e9, \u00e8 sicuramente meritorio e in teoria da appoggiare, ma ci\u00f2 che \u00e8 importante, ci\u00f2 che \u00e8 urgente ripensare e attuare \u00e8 un nuovo modello di paesaggio agrario, di architettura per la campagna, di ambiente agricolo coltivato e costruito sui valori di una concezione dell\u2019uomo e della natura allargata e fecondata da una visione scientifica spirituale, da un sentire organico vivente e goetheanistico e da un\u2019azione consapevole e morale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>* * * * * * * * * * * *<\/p>\n<p><b>Agricoltura ed architettura<br \/>\n<\/b><b>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/b><\/p>\n<p>Quando, da parte del nuovo gruppo responsabile dell\u2019Associazione per l\u2019Agricoltura Biodinamica in Italia \u00e8 stato proposto nel 2012, all\u2019interno di un incontro sull\u2019 architettura organica vivente a Milano, di occuparsi in un prossimo futuro del problema dell\u2019individuazione di un nuovo modello ideale ma anche pratico per il paesaggio agrario, in linea con l\u2019impulso biodinamico, l\u2019appello \u00e8 stato accolto con grande interesse ed entusiasmo, al punto di volerlo portare, come uno dei 6 progetti di fecondazione reciproca fra l\u2019architettura e le altre attivit\u00e0 umane, all\u2019attenzione dei partecipanti alla celebrazione, sempre a Milano il 20 settembre 2013, del centenario della posa della Pietra di Fondazione del Primo Goetheanum di Dornach, come occasione per lanciare nel prossimo futuro sei progetti su cui lavorare insieme.<\/p>\n<p>Il primo di questi progetti, appunto quello della sinergia fra agricoltura biodinamica ed architettura organica vivente, ha trovato subito un\u2019occasione concreta per proporsi all\u2019interno del grande convegno organizzato a Firenze dal 20 al 23 febbraio 2014 dalla stessa Associazione per l\u2019Agricoltura Biodinamica italiana \u201cAlleanze per un nuovo modello agricolo\u201d. In questa occasione il Gruppo di Milano di Architettura Organica Vivente, concretamente rappresentato dallo Studio professionale d&#8217;architettura \u201cForma e Flusso\u201d, ha studiato e presentato nell\u2019ambito dei tavoli tematici particolari delle tre serate a disposizione durante il convego, una proposta di percorso operativo per arrivare al nuovo modello agricolo auspicato, imperniata da una parte su una base conoscitiva e di riferimenti comuni, e dall\u2019altra su una prima esemplificazione pratica di una possibile applicazione concreta di quei riferimenti.<\/p>\n<p>Come individuare per\u00f2 i caratteri di questo futuro nuovo modello agricolo e paesaggistico? La possibilit\u00e0 pi\u00f9 proficua \u00e8 cogliere il carattere della matrice spirituale e cosmica che sta dietro sia l\u2019attivit\u00e0 agricola, sia dietro quella architettonica e che \u00e8 comune alle due discipline. Se si studiano infatti i due cicli di conferenze fondamentali dove Rudolf Steiner indica le basi per i due ambiti di attivit\u00e0, \u00e8 estremamente interessante notare le convergenze, le affinit\u00e0 e i richiami reciproci. Nelle prime quattro conferenze di Koberwitz, infatti, Rudolf Steiner tratta i fondamenti fisici e spirituali dei tre regni della natura, sui quali si basa poi l\u2019agire dell\u2019agricoltore-allevatore: per il regno minerale la polarit\u00e0 nel suolo dell\u2019elemento siliceo e di quello calcareo, con la mediazione dell&#8217;elemento argilloso, che si collegano con le azioni dei pianeti soprasolari (Saturno, Giove, Marte) e quelli sottosolari (Venere, Mercurio, Luna) del nostro sistema planetario; per il vegetale la polarit\u00e0 tra crescita e sviluppo della funzione riproduttiva e vegetativa nella pianta e quella nutritiva della stessa, collegate ancora con i due gruppi sopra- e sottosolari dei pianeti; per l\u2019animale fra influenza sul \u201ccapo\u201d della bestia delle forze soprasolari\/Sole e sul \u201cventre\u201d di quelle sottosolari\/Luna. Inoltre in tutto il ciclo sono intessute continue indicazioni sul carattere, l\u2019azione, l\u2019importanza non solo dei 4 elementi (calore, luce ed aria, acqua), ma soprattutto delle 5 sostanze elementari in gioco: carbonio, ossigeno, azoto, idrogeno e zolfo. Il tutto con la prospettiva di lavorare per l\u2019ideale dell\u2019individualit\u00e0 aziendale agricola al cui centro c\u2019\u00e8 l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, nelle cinque conferenze \u201cVerso un nuovo stile architettonico\u201d del 1914 sono presenti analoghi riferimenti di base: con allusione agli arti costitutivi dell\u2019essere umano, troviamo via via indicata la polarit\u00e0 e l\u2019equilibrio tra forze di peso e forze di sostegno come traduzione fisica dell\u2019azione delle forze terrestri e di forze cosmiche (solari); lo sviluppo dell\u2019esperienza della forma architettonica tra concavo e convesso e nella superficie doppiamente curvata, come accesso alla dimensione eterica del vivente; la polarit\u00e0 tra colore rosso e colore blu, rappresentanti dello spettro cromatico tra luce e tenebra, come atmosfere coloristiche animiche di fondo; lo sviluppo di un rapporto con lo spazio dell\u2019essere che vede il rovesciamento reciproco tra coscienza puntiforme (il centro del cerchio spaziale) e coscienza periferica (il perimetro del cerchio). Il tutto ruotante attorno al motivo centrale dell\u2019organismo fisico umano come microcosmo, proiezione del macrocosmo del sistema planetario solare (\u201cLe vere leggi estetiche della forma\u201d). Come si diceva, le corrispondenze sono molte e quindi proficuo potrebbe essere lo sviluppo di un modello architettonico, a piccola media e grande scala, che si basi su di esse per formare criteri e linee guida di riferimento validi da applicare alle dimensioni del paesaggio agrario nelle sue varie componenti. Questo naturalmente \u00e8 un primo spunto orientativo, che aspetta di essere raccolto da persone interessate dei due campi, per la necessaria elaborazione in vista di compiti futuri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Un caso concreto<br \/>\n<\/b><b>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/b><\/p>\n<p>A fianco dell\u2019accenno aforistico a questa possibilit\u00e0, a Firenze il Gruppo architetti di Milano\/Studio Forma e Flusso, ha voluto per\u00f2 anche presentare un\u2019applicazione pratica dei principi dell\u2019architettura organica vivente moderna al tema della progettazione per un ambito agricolo. Per far ci\u00f2 ha potuto godere della collaborazione dei fondatori dell\u2019azienda biodinamica \u201cLa Collina\u201d di Codemondo (RE), con cui ha potuto dialogare per esaminare come elaborare quei principi su un caso concreto e particolare di azienda agricola. La scelta, oltre a motivi pratici organizzativi, occasionali, \u00e8 stata suggerita anche dal fatto che \u201cLa Collina\u201d \u00e8 un esempio non frequente di individualit\u00e0 agricola completa, in cui sono presenti tutte le componenti principali (vegetali e animali). L\u2019azienda oggi consta di due nuclei edilizi separati, collegati da un viale rettilineo alberato e attorniati dai campi di coltivazione. Il terreno, di natura prevalentemente argillosa, \u00e8 pressoch\u00e9 orizzontale con modeste, lievi ma percepibili ondulazioni laterali. Nei 36 ettari di terreno di pertinenza (pi\u00f9 altri 7 in affitto), vengono coltivate molte piantagioni, dai cereali, agli ortaggi, alle piante da frutto. In una stalla di recente fabbricazione sono ospitati circa 15 capi di bovini da ingrasso. La Collina nacque 30 anni fa circa, all\u2019indomani di un complesso percorso sociale dei fondatori, anche per ospitare alcune persone reduci da programmi di recupero da tossicodipendenza; alcuni di essi trovano ancora oggi alloggio in un fabbricato dell\u2019azienda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I criteri di progettazione dell\u2019intervento sono stati principalmente due: mostrare le potenzialit\u00e0 formali funzionali e spaziali dell\u2019architettura organica vivente, proponendo all\u2019interno dell\u2019intervento la realizzazione ideale, da una parte, di fabbricati ex-novo di forme organiche viventi adatte alle necessit\u00e0 pratiche dell\u2019azienda; dall\u2019altra, tener conto comunque della situazione preesistente della realt\u00e0 agricola ed edilizia, intervenendo con la valorizzazione delle parti esistenti che conservano ancora elementi di pregio. Tra i due criteri opposti si \u00e8 sviluppato il metodo della proposta progettuale, che in tre fasi, realizzabili autonomamente in 3 tempi diversi, arriva a rinnovare sensibilmente il panorama dell\u2019azienda nella direzione di un possibile futuro modello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Tre fasi e tre modelli d&#8217;azione<\/b><\/p>\n<p><b>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/b><\/p>\n<p><b>I<\/b> &#8211; Nella prima fase\u00a0 sono stati previsti il restauro e la valorizzazione della primitiva casa colonica centrale del nucleo pi\u00f9 grande, quello abitativo, dai caratteri storici originari del posto (con la tipica \u201cporta morta\u201dcentrale), liberandola del porticato aggiunto in tempi recenti, poi chiuso a vetri, che la circonda e che ora contiene il negozio di vendita in loco dei prodotti. Tale manufatto, ancorch\u00e9 utile, \u00e8 per\u00f2 piuttosto brutto e ha sfregiato e soffocato l\u2019unico edificio preesistente di un certo valore: lo si vuole quindi sostituire con un nuovo fabbricato previsto poco distante. Oltre a questo primo intervento, si propone l\u2019integrazione e la valorizzazione di una seconda coppia di fabbricati, una serra a vetri ora poco utilizzata e un vicino piccolo edificio prefabbricato in legno, che ospita uffici e deposito. Il progetto prevede di racchiudere l\u2019insieme con un volume unitario che, avvolgendo la serra, la adegui a necessari parametri di isolamento termico acustico e visivo, e le consenta quindi di trasformarsi in una sala per eventi festivi e culturali vari, funzionanti tutto l\u2019anno. Tra la serra e il prefabbricato la nuova copertura realizza inoltre uno spazio coperto intercluso, ampio, luminoso per le grandi vetrate dei lucernari sovrastanti, per ospitare manifestazioni varie, i servizi per la sala e un atrio di smistamento interno. Il prefabbricato viene anche valorizzato sia per l\u2019uso che per l\u2019aspetto estetico innovativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un secondo grande intervento di questa fase \u00e8 la costruzione, come detto, di un nuovo negozio in sostituzione del portico abbattuto. Con il progetto presentato si \u00e8 voluto mostrare in questo caso come l\u2019architettura organica vivente sia in grado di servirsi anche di modalit\u00e0 costruttive pratiche e di pronto utilizzo tipiche del nostro tempo. Qui infatti si propone un fabbricato, che va ad occupare il posto di un ex-fienile, ricovero attrezzi e conservazione prodotti, poco distante da demolire e sostituire, di tipo modulare, quindi ripetibile e abbinabile, analogo quindi a quelli di uso pratico nell\u2019edilizia funzionale odierna di bassa qualit\u00e0, ma studiato con una forma trapezoidale e volume mosso che conferiscono un aspetto molto pi\u00f9 di qualit\u00e0 artistica ed architettonica, senza precluderne il contenuto pratico e funzionale. La costruzione con sistema di parziale prefabbricazione in legno ne consentirebbe inoltre una realizzazione rapida e a costi controllati.<\/p>\n<p>Nel disegno accluso questi interventi sono contrassegnati con il colore giallo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>II<\/b> \u2013 La seconda fase potrebbe prevedere un intervento che coinvolge l\u2019altro nucleo edilizio dell\u2019azienda, quello dove c\u2019\u00e8 la residenza degli ospiti temporanei e la nuova stalla. Qui sono previsti l\u2019abbattimento del vecchio volume rustico ex-fienile, gi\u00e0 sfigurato da un precedente intervento edilizio, e due piccoli rustici\u00a0 secondari, tipo baracche provvisorie ora adibite a sala riunioni e a depositi, come anche di un grande capannone obsoleto a magazzino. Al loro posto vengono collocati 4 moduli del blocco trapezoidale sopra descritto, accostati ed articolati in vario modo che, essendo flessibili e versatili al loro interno, possono ospitare: una nuova stalla da affiancare a quella recente che viene conservata, un nuovo grande fienile e deposito mangimi, una nuova autorimessa per autoveicoli agricoli, un nuovo grande magazzino con diversi servizi annessi. La residenza viene temporaneamente conservata in loco.<\/p>\n<p>Nel disegno accluso questi interventi sono contrassegnati con il colore blu.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>III<\/b> \u2013 La terza e ultima fase del progetto torna a lavorare sul nucleo madre pi\u00f9 grande: vengono demoliti i due grandi blocchi di depositi servizi e locali lavorazione prodotti vegetali ed animali, dall\u2019aspetto attuale obsoleto, per sostituirli con un complesso di tre moduli trapezoidali posti a ventaglio a completare da questo lato lo spazio aperto della nuova corte rurale, accogliente e conchiusa. Essi conterranno le stesse funzioni attuali degli edifici demoliti, ma con prestazioni ambientali, funzionali, tecnologiche e distributive aggiornate. Un portico coperto cinger\u00e0 tutti questi moduli e li collegher\u00e0 con il nuovo negozio, incrementando l\u2019unit\u00e0 dell\u2019insieme e il suo carattere espressivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_5141\" aria-describedby=\"caption-attachment-5141\" style=\"width: 397px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/Tav.-4.png\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-5141 \" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/Tav.-4.png\" alt=\"Arch. Stefano Andi Arch. Walter Gervasi Arch. Vincenzo Stuppia Collaborazione Arch. Paolo Restelli via Mauro Macchi 42 20124 - Milano tel\/fax   02 - 39444639 formaeflusso@libero.it\" width=\"397\" height=\"562\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5141\" class=\"wp-caption-text\">Arch. Stefano Andi<br \/>Arch. Walter Gervasi<br \/>Arch. Vincenzo Stuppia<br \/>Collaborazione Arch. Paolo Restelli<br \/>via Mauro Macchi 42<br \/>20124 &#8211; Milano<br \/>tel\/fax 02 &#8211; 39444639<br \/>formaeflusso@libero.it<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un ultimo intervento dell\u2019insieme, ma che volendo pu\u00f2 essere anche realizzato anticipatamente perch\u00e9 autonomo\u00a0 dagli altri, \u00e8 la demolizione della vecchia porcilaia con i relativi silos del mangime a sud, ormai inutilizzabili e la loro sostituzione con un nuovo edificio in libere forme organiche viventi, destinato ad ospitare la sede di una scuola di agricoltura biodinamica con foresteria annessa. Esso presenta all\u2019interno di due volumi articolati e dalle forme fluide e compatte, adatte all\u2019utilizzo umano: al Piano Terreno i locali aule e laboratori didattici, nonch\u00e9 spazi conviviali (cucina, pranzo) per la comunit\u00e0 scolastica; al Piano Primo le camere in numero di 12 (eventualmente a due letti) con servizi e locali comuni. Questo nuovo edificio, anch\u2019esso realizzato con sistemi costruttivi in legno, potrebbe essere suddiviso, se desiderato, in due blocchi separati ma contigui, nel caso si voglia spostare in uno di essi gli ospiti della residenza ex-tossicodipendenti dalla palazzina attuale, per destinarla a uffici ed eventuale abitazione di un custode delle stalle.<\/p>\n<p>Nel disegno accluso questi interventi sono contrassegnati con il colore rosso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per l\u2019ultima fase sarebbe poi da intervenire sugli spazi aperti: piantumazione della nuova corte\/aia con alberi locali che creano \u201cspazio\u201d, rinfoltimento degli angoli del giardino attorno alle case con alberi e cespugli alternati dal carattere aperto e chiuso, decorativo e produttivo; infine la cura dello spazio a sud della serra e della casa madre con aiuole di fiori e cespugli, vialetti e posti a sedere, che creino un piccolo parco godibile sia dagli abitanti che dai visitatori. Essendo questo parco estensibile attorno alla grande vasca d\u2019acqua di riserva esistente, si pensa di rimodellare il terreno attorno ad essa, sul suo lato ovest, con l\u2019inserimento di un paio di cascate Flowforms, di vialetti e piazzole all\u2019ombra, per godere nella bella stagione anche della frescura dello specchio d\u2019acqua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Implicito, ma evidente \u00e8 il fatto che tutti gli interventi sono pensati realizzabili con criteri tecnologici di bioedilizia, quindi con l\u2019uso di materiali naturali, di tecniche bioecologiche, impianti rispettosi dei parametri ecologici, con dotazione di misure di risparmio energetico. L\u2019utilizzo dei moduli trapezoidali suaccennati, che gi\u00e0 di per s\u00e9 sono internamente flessibili, nel caso di uno studio particolareggiato potrebbe dare anche la possibilit\u00e0 della smontabilit\u00e0, spostamento e ricupero parziale del materiale utilizzato.<\/p>\n<p><b>Verso un nuovo modello del paesaggio agrario<br \/>\n<\/b><b>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/b><\/p>\n<p>Come detto, il progetto sopra esposto, che i disegni acclusi possono illustrare solo in parte, \u00e8 solo un esempio di come l\u2019architettura organica vivente possa porsi concretamente e fattivamente per creare un nuovo ambiente adatto alla vita abitativa e lavorativa in campagna. Nell\u2019esempio si vede come essa si pu\u00f2 raccordare e confrontare con una situazione preesistente ben definita ma carente di qualit\u00e0, trasformandola e valorizzandola. Ci\u00f2 \u00e8 possibile in tutte le situazioni locali concrete, sia nei casi pi\u00f9 modesti e contenuti di ristrutturazioni e piccoli ampliamenti, sia nei casi pi\u00f9 importanti di grosse realizzazioni o addirittura di fondazioni ex-novo.<\/p>\n<p>In alcuni Paesi esteri (Germania, Olanda, Scandinavia, Svizzera, Ungheria), l\u2019architettura organica vivente ha realizzato nel recente passato gi\u00e0 alcune notevoli iniziative edilizie al servizio delle attivit\u00e0 agricole biodinamiche.<\/p>\n<p>Il Gruppo di architetti autore di questo progetto, in sintonia con l\u2019Associazione per l\u2019Agricoltura Biodinamica, non solo auspica la creazione di un tavolo di lavoro continuativo interdisciplinare che approfondisca i temi e i modi di arrivare alla configurazione di un nuovo modello di paesaggio agrario tra natura e architettura, valido per i nostri tempi, ma \u00e8 a disposizione di chi fosse interessato anche da subito, per lo studio in chiave professionale, di soluzioni concrete di cui ci fosse effettivo bisogno nell\u2019ambito del movimento agricolo biodinamico o delle cerchie ad esso collegate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In chiusura di questa relazione di progetto, il Gruppo di Architettura organica vivente di Milano\/Studio professionale Forma e Flusso desidera ringraziare esplicitamente il dott. Carlo Triarico, presidente dell\u2019Associazione per l\u2019Agricoltura Biodinamica, per l\u2019incoraggiamento, i consigli e l\u2019apporto dato sia in fase di preparazione di progetto sia nell\u2019ambito del convegno di Firenze; e i soci della azienda agricola \u201cLa Collina\u201d per la disponibilit\u00e0 a offrire la loro esperienza e i supporti cartografici per lo studio esemplificativo compiuto sui terreni di Codemondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_5142\" aria-describedby=\"caption-attachment-5142\" style=\"width: 397px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/Tav.-3-Model.png\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-5142 \" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/Tav.-3-Model.png\" alt=\"Arch. Stefano Andi Arch. Walter Gervasi Arch. Vincenzo Stuppia Collaborazione Arch. 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