{"id":5031,"date":"2013-12-23T08:27:31","date_gmt":"2013-12-23T08:27:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=5031"},"modified":"2013-12-23T08:27:31","modified_gmt":"2013-12-23T08:27:31","slug":"ogm-e-scienza-le-opinioni-di-un-botanico-antroposofo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/ogm-e-scienza-le-opinioni-di-un-botanico-antroposofo\/","title":{"rendered":"OGM E SCIENZA: LE OPINIONI DI UN BOTANICO ANTROPOSOFO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right\"><b>di Michele Codogno\u00a0<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Gewissen ohne Wissen, ist besser, als<br \/>\n<\/i><i>Wissen ohne Gewissen<\/i>.<\/p>\n<p><i>Coscienza senza Sapere \u00e8 meglio di<br \/>\n<\/i><i>Sapere senza Coscienza.\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Alfred Usteri [Geisteswissenschaftliche\u00a0Pflanzebetrachtungen (1936)]\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il botanico osserva che \u2026\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La problematica connessa con la produzione degli OGM si presenta attualmente in tutta la sua complessit\u00e0, anche se coloro che sono favorevoli ad essi impostano solitamente la questione in una semplicistica opposizione tra \u201clibert\u00e0 di ricerca\u201d ed \u201coscurantismo\u201d. In parte \u00e8 vero che le novit\u00e0 vengono spesso accolte con sospetto, specie quando riguardano argomenti difficilmente comprensibili, per\u00f2 \u00e8 anche vero che in una societ\u00e0, in cui la ricerca scientifica \u00e8 posta principalmente nelle mani dell\u2019industria, la libert\u00e0 di ricerca \u00e8 fortemente ridotta da vincoli di natura economica. In un paese moderno e democraticamente amministrato, il cittadino deve esser messo nella condizione di effettuare scelte co-scienti, cio\u00e8 non basate su prese di posizione superficiali, e ci\u00f2 vale anche per la produzione degli OGM.<\/p>\n<p>Uno dei fatti da portare a coscienza \u00e8 per esempio la falsit\u00e0 della seguente asserzione spesso enunciata: \u201cl\u2019ingegneria genetica costituisce il naturale prosieguo dell\u2019attivit\u00e0 di selezione esercitata finora nella pratica agraria\u201d. Tra queste due pratiche esiste un\u2019essenziale differenza metodologica. La selezione degli organismi in base a caratteri manifesti ignora i complessi collegamenti tra l\u2019informazione genetica ed il suo significato per l\u2019organismo, che stanno alla base della realizzazione, da parte di questo, di strutture con funzioni ben precise. In tale pratica si \u00e8 quindi coscienti di ignorare i meccanismi complessi di significazione dell\u2019informazione genetica e ci si muove guidati concretamente dalla percezione fenotipica. L\u2019ingegneria genetica, invece, modifica l\u2019informazione genetica al fine di realizzare una determinata struttura di chiaro significato funzionale, continuando per\u00f2 ad ignorare il quadro globale dei processi di significazione negli organismi e, ancora peggio, supponendo un suo modello astratto. In entrambi i casi si procede nell\u2019ignoranza dei meccanismi di significazione dell\u2019informazione genetica, per\u00f2, mentre nel primo caso si \u00e8 coscienti dei propri limiti, e si uniscono informazione del genotipo e significato del fenotipo in un concreto modello stocastico mendeliano, nel secondo, con un atto di presunzione prometeico, si collegano in un astratto modello deterministico la sintassi genomica con il senso delle strutture e delle funzioni degli organismi.<\/p>\n<p>Va considerato, inoltre, che per creare una nuova sintassi genomica si usano capacit\u00e0 di cellule batteriche (enzimi di restrizione, coniugazione batterica, ecc.), che non si ritrovano nelle piante e che spesso sono in esse causa di patologie. Batteri e non-batteri collegano informazione e significato attraverso meccanismi totalmente diversi. Nei secondi giocano un ruolo importante gli enzimi splicing capaci di legare pi\u00f9 significati alla medesima informazione genetica, \u201cviolando\u201d quello che era considerato il dogma centrale della biologia, che affermava l\u2019esistenza di una linearit\u00e0 causa-effetto tra DNA e proteine, linearit\u00e0 sulla cui supposizione si basa la costruzione degli organismi transgenici.<\/p>\n<p>Con Galileo \u00e8 nata la scienza moderna che, attraverso un collegamento tra sensate esperienze e necessarie dimostrazioni, ha avuto sempre un carattere preminentemente sperimentale. Questo carattere non deve assolutamente venir perso dalla Biologia, mediante la sostituzione di una base concreta di esperienze con una base astratta di dogmi. Credo che Galileo si riferisse a questo pericolo allorquando nel suo Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo tolemaico e copernicano (1630) mise in bocca a Salviati la seguente frase: \u201c&#8230; perch\u00e9 i discorsi nostri hanno a essere intorno al mondo sensibile, e non sopra un mondo di carta\u201d. Ben venga una sana sperimentazione OGM, ma per l\u2019applicazione attendiamo le necessarie dimostrazioni da studi sperimentali.<\/p>\n<p>L\u2019associazione tra \u201capplicazione degli OGM\u201d e \u201clibert\u00e0 di ricerca\u201d nasce dal fatto che il progresso materiale dell\u2019umanit\u00e0, secondo il modello occidentale, \u00e8 interpretato come il vero fine della natura: in questo modo il progresso ne risulta mitizzato. Meyer-Abich nella sua Praktische Naturphilosophie (1997) riconosce questo mito del progresso nel rifiuto della vita presente in favore di un\u2019ottimistica convinzione<\/p>\n<p>di poter raggiungere un superiore stato di certezze, verit\u00e0 e felicit\u00e0: come conseguenza la fede nel progresso diviene motivazione essenziale per chi si occupa di scienza. La scienza diviene religione! Gli obiettivi di un tale agire sono nobili (aumentare la produzione agricola, risolvere il problema della fame), ma spesso non coincidono con i risultati ottenuti per il funzionamento non-lineare dei sistemi complessi. Pensiamo all\u2019utilizzo che l\u2019uomo ha fatto del fuoco donatogli da Prometeo! Ricordiamo il 6 agosto 1945 a Hiroshima! Nel caso degli OGM, forse, potrebbe essere utile ridimensionare questo nostro eroico e disperato spirito di sfida e, attraverso il riconoscimento dei nostri limiti, intraprendere un cammino verso il principio etico pi\u00f9 generale della Ehrfurcht vor dem Leben (Reverenza per la Vita) enunciato da A. Schweitzer nel suo Kultur und Ethik (1925).<\/p>\n<p>L\u2019antroposofo ricorda che \u2026<\/p>\n<p>Nella Filosofia della Libert\u00e0 (1894) di Rudolf Steiner l\u2019uomo non \u00e8 un pi\u00f9 un semplice osservatore, cio\u00e8 un soggetto che solo sente e cerca di intuire i comportamenti di fenomeni esterni come in Galileo; n\u00e9 un semplice complemento oggetto che appartiene ad un mondo razionale costruito dall\u2019intelletto umano come in Newton. Il processo cognitivo scientifico viene sostituito da un processo creativo scientifico che pone l\u2019uomo nell\u2019Universo non come osservatore esterno, n\u00e9 tantomeno come rotellina di un meccanismo a lui estraneo, ma come attore nel tutto. Per questo l\u2019antroposofia di Steiner necessita di applicazioni concrete (agricoltura, medicina, sociologia, pedagogia, architettura, ecc.). Essa non si ferma alla costruzione di un immagine interna del mondo, ma prosegue con l\u2019azione di una volont\u00e0 operante.<\/p>\n<p>In questo processo creativo entrano in gioco tutte e tre le facolt\u00e0 dell\u2019anima umana: pensare, sentire e volere. Noi viviamo, per\u00f2, in un tutto che non dipende dalla nostra volont\u00e0, per cui dobbiamo aprire quest\u2019ultima e \u201cdialogare\u201d con la Volont\u00e0 superiore che detta le leggi di natura, Volont\u00e0 che va sempre rispettata nelle nostre azioni e che \u00e8 nostro dovere intuire con formazione di idee morali. Il nostro pensare, d\u2019altra parte, viene anch\u2019esso bloccato dalla nostra volont\u00e0 (che si estrinseca nella nostra religione): dobbiamo aprirlo lasciando cadere i pregiudizi, frutto della religione del momento, e cogliere i significati dei fenomeni attraverso pensieri che prendono vita in immagini. E queste immagini si possono formare in noi solo aprendo i nostri cuori all\u2019ispirazione. Dobbiamo osservare, osservare e osservare come dice C. Otto Scharmer, ricercatore del MIT, in un libro di ca. 500 pagine dal titolo \u201cTheory U. Leading from the Future as It Emerge\u201d (2009), \u201cmetamorfosando\u201d il pensare in immaginazione, il sentire in ispirazione ed il volere in intuizione. Questo \u00e8 ci\u00f2 che Steiner chiama fantasia morale. Per ultimo ha luogo la realizzazione nel mondo percepibile, ma non cessa l\u2019osservazione del fenomeno: si deve continuamente controllare che non vengano spezzate connessioni basate su leggi naturali: questo \u00e8 ci\u00f2 che Steiner chiama tecnica morale.<\/p>\n<p>Solo questo atteggiamento morale pu\u00f2 costruire il cammino verso il principio etico succitato di Reverenza per la Vita enunciato da A. Schweitzer, che \u00e8 in armonia con la Volont\u00e0 che detta le leggi della natura. Probabilmente, l\u2019agricoltura degli OGM risponde solo alla volont\u00e0 delle multinazionali che dettano le leggi di mercato di un mondo globalizzato, sul quale esercitano un potere crescente, assorbendo la libert\u00e0 individuale degli uomini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Michele Codogno\u00a0 &nbsp; Gewissen ohne Wissen, ist besser, als Wissen ohne Gewissen. 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