{"id":5012,"date":"2013-12-23T07:15:50","date_gmt":"2013-12-23T07:15:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=5012"},"modified":"2013-12-23T07:15:50","modified_gmt":"2013-12-23T07:15:50","slug":"leggere-nel-libro-della-natura-linvisibile-nel-visibile-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/leggere-nel-libro-della-natura-linvisibile-nel-visibile-2\/","title":{"rendered":"LEGGERE NEL LIBRO DELLA NATURA: L\u2019INVISIBILE NEL VISIBILE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right\"><b>di Stefano Pederiva \u00a0 <\/b><i>(seconda parte)<\/i><\/p>\n<p><i>Il testo che segue \u00e8 la stesura riassuntiva delle relazioni svolte durante l\u2019incontro svoltosi a Lamoli dal 14 al 16 giugno 2013, esso fa quindi anche riferimento alle esperienze fenomenologiche fatte in comune durante le uscite in natura e alle riflessioni fatte in precedenti incontri.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><i>Leggere nel libro della natura: metamorfosi ed evoluzione<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5013\" alt=\"pederiva-fiore\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-fiore.png\" width=\"189\" height=\"142\" \/><\/p>\n<p>Possiamo avvicinare quanto abbiamo visto come aspetto morfologico nella forma della lemniscata come espressione di una spazio centrale e di un spazio periferico, nel suo aspetto funzionale. Arriviamo cos\u00ec a due \u201cgesti\u201d fondamentali che Goethe aveva seguito nella crescita della pianta, quello della contrazione e quello della espansione. Nel seme la pianta \u00e8 massimamente contratta e si espande nello sviluppo della foglia, poi torna a contrarsi nella formazione della gemma floreale ed ad espandersi nel dispiegarsi della corolla con i suoi petali, infine abbiamo un terza contrazione nella formazione degli organi riproduttivi con una terza espansione nella formazione del frutto. Quanto a livello di foglia si manifesta come formazione di sostanza, nel fiore diventa formazione di aromi e nel frutto formazione di composti che l\u2019uomo coglie con il gusto. Un gesto archetipico si \u201cmanifesta\u201d a tre diversi livelli. Goethe indica come metamorfosi il passaggio del principio generale da un livello all\u2019altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che si pu\u00f2 \u201cderivare\u201d ogni pianta particolare da una pianta primordiale, \u00e8 pensabile che vi sia un organo \u201cprimordiale\u201d della pianta\u00a0 dal quale poter \u201cderivare\u201d tutti gli altri organi ? Questa era la domanda che aveva portato Goethe a vedere nella foglia questo organo ed a ricercare le metamorfosi dalla foglie al fiore, agli organi riproduttivi, al frutto e cos\u00ec via. Lo aveva colpito un tulipano in cui si vedeva bene il passaggio dalla foglia al petalo del fiore. Alcune immagini possono esemplificare la metamorfosi della foglia in altri organi della pianta. La peonia mostra molto bene il graduale passaggio dalla foglia al fiore e dal fiore agli stami.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-2.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5014\" alt=\"pederiva-2\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-2.png\" width=\"122\" height=\"141\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-3.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5015\" alt=\"pederiva-3\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-3.png\" width=\"125\" height=\"145\" \/><\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5016\" alt=\"pederiva-4\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-4.png\" width=\"192\" height=\"144\" \/><\/p>\n<p>Goethe nell\u2019avvicinare una pianta ne cerca dunque la natura essenziale, l\u2019essere. R.Steiner mette quindi a fuoco il fatto che nell\u2019approccio goethiano usiamo un binomio di concetti diverso da quello usato dalla scienza. Cerchiamo come l\u2019 \u201cessere\u201d si \u201cmanifesta\u201d nella realt\u00e0 sensibile, dunque \u201cessere e manifestazione\u201d e non \u201ccausa ed effetto\u201d. Abbiamo ora due modi di avvicinare l\u2019 \u201cessere\u201d: da un lato possiamo studiarne le \u201cmanifestazioni\u201d, pi\u00f9 ne conosciamo e meglio cogliamo anche l\u2019 \u201cessere\u201d. Posso andare a trovare una persone, ma non la trovo in casa, vedo per\u00f2 l\u2019arredamento, i mobili, i quadri, le tende e cos\u00ec via, magari anche la scrittura se mi lascia un messaggio, dall\u2019insieme di queste \u201cmanifestazioni\u201d posso farmi una immagine abbastanza precisa della persona in questione. Posso per\u00f2 anche incontrare direttamente la persona e dialogare con lei, questo \u00e8 il secondo approccio. Con la ricerca goethiana noi seguiamo la prima via, studiamo le manifestazioni sensibili per conoscere l\u2019essere nella sua natura essenziale. Con la ricerca antroposofica di R.Steiner si segue invece la seconda via, in quanto le facolt\u00e0 percettive che R.Steiner ha sviluppato gli consentono di dialogare direttamente con l\u2019essere spirituale delle piante, se di queste trattiamo. La prima via pu\u00f2 essere vista come una preparazione per la seconda, i dati di quest\u2019ultima li posso prendere come ipotesi di lavoro alla quale trovo poi conferma nella verifica del mondo sensibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo punto pu\u00f2 sorgere la seguente domanda, affrontata anche da R.Steiner nel testo che abbiamo ricordato: quale relazione esiste fra la visione goethiana del tipo e delle sue manifestazioni e l\u2019idea di evoluzione emersa con Darwin e Haeckel ?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-5.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5017\" alt=\"pederiva-5\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-5.png\" width=\"215\" height=\"161\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-6.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5018\" alt=\"pederiva-6\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-6.png\" width=\"215\" height=\"161\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019idea evoluzionistica \u00e8 una delle grandi conquiste della biologia moderna con la quale ci si deve di necessit\u00e0 confrontare. Essa nasce dagli studi geologici che ci parlano di strati antichi e di strati pi\u00f9 recenti, nei primi si trovano dei resti vegetali e animali diversi da quelli presenti nei secondi, resti che hanno per\u00f2 degli elementi comuni. Da qui l\u2019idea di fasi pi\u00f9 primitive e semplici e di fasi pi\u00f9 evolute, cio\u00e8 pi\u00f9 complesse e perfezionate, l\u2019idea cio\u00e8 di una evoluzione naturale. Fino alla presa di coscienza di questa idea si vedeva la natura come creazione di Dio, si parla di \u201ccreazionismo\u201d.\u00a0 Con l\u2019idea di evoluzione nasce anche la domanda relativa ai meccanismi evolutivi. Si tratta di fare una chiara distinzione fra questi due momenti: da un lato l\u2019idea di evoluzione, dall\u2019altro i meccanismi evolutivi. Lamark li vedeva nell\u2019influsso dell\u2019ambiente, linea poi abbandonata e che oggi per\u00f2 riemerge nella epigenetica, Darwin invece nella selezione naturale che avviene per caso e nella lotta per l\u2019esistenza con la vincita del pi\u00f9 forte. In realt\u00e0 queste due idee non nascono dalla biologia, ma da immagini del mondo umano. Gli allevatori inglesi avevano selezionato delle pecore con le gambe corte, nate cos\u00ec per una mutazione casuale, in questo modo erano facilitati nel tenerle nei loro recinti. Malthus aveva postulato che rispetto alla popolazione che cresce in progressione geometrica, le fonti di sostentamento crescono solo in progressione aritmetica, per cui sarebbe arrivato il momento in cui solo i pi\u00f9 forti avrebbero potuti sopravvivere. Dunque Darwin\u00a0 arriva ai suoi meccanismi di azione prendendo lo spunto dagli allevatori e da studi sociologici, non da argomenti di natura biologica. Grazie a questi meccanismi gli animali inferiori si sarebbero \u201cevoluti\u201d in animali superiori, per esempio gli anfibi sarebbero diventati rettili e le scimmie uomini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi emerge un filone di ricerca che contesta questa linea evoluzionistica, in quanto in particolare i microbiologi hanno trovato una tale complessit\u00e0 di fenomeni fra loro collegati in modo intelligente, da rifiutare l\u2019idea che tutto ci\u00f2 sia frutto del caso, parlano quindi di un \u201cprogetto intelligente\u201d. Si vanno poi scoprendo sempre pi\u00f9 numerosi fenomeni di cooperazione e integrazione e non di lotta, per cui anche il secondo meccanismo evolutivo di Darwin non \u00e8 pi\u00f9 accettato da tutti. Resta per\u00f2 aperta la domanda di chi abbia ideato questo \u201cprogetto\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019affrontare la relazione fra Goethe e Darwin,\u00a0 R.Steiner trova delle risposte interessanti a molte delle domande aperte dall\u2019evoluzionismo. Scrive nel testo gi\u00e0 ricordato:\u00a0 \u201cIl tipo non esclude la teoria della discendenza; non contraddice al fatto che le forme organiche si sviluppino le une dalle altre \u2026. La teoria di Darwin presuppone il tipo \u2026 il fatto che cronologicamente (il tipo) compaia dapprima nella forma pi\u00f9 semplice non implica che le forme cronologicamente seguenti risultino come conseguenza delle prime. Tutte le forme risultano come conseguenza del tipo; la prima come l\u2019ultima sono sue manifestazioni.\u201d (pag. 90)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Posso esemplificare la cosa nel modo seguente: osservo la crescita di un bambino al quale metto delle scarpe, prima solo delle calze leggere, poi scarpette morbide, poi scarpe con suole pi\u00f9 rigide, poi scarponcini e cos\u00ec via. Il bambino resta plastico e continua a crescere, cio\u00e8 \u201cevolve\u201d, lascia per\u00f2 indietro i vestiti non pi\u00f9 adatti, fissati nei loro caratteri.\u00a0 La tesi di Darwin \u00e8 ora che gli scarponcini derivano per mutazione casuale direttamente dalle scarpe con suola rigida e queste dalle scarpine morbide, mentre R.Steiner obietta che tutte le scarpe sono \u201cmanifestazioni\u201d dell\u2019essere del bambino, quindi devo sempre tornare al bambino per capire le caratteristiche delle scarpe. L\u2019esempio evidenzia altri due aspetti: da una parte una realt\u00e0, il bambino che resta plastico e che quindi pu\u00f2 continuare a crescere con i\u00a0 vestiti che invece restano fissi nei loro caratteri, dall\u2019altro che qualcosa resta indietro e qualcosa procede in avanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un secondo esempio pu\u00f2 essere di aiuto: tre persone si trovano davanti ad un muro alto e devono andare dall\u2019altra parte. Il primo prende sulle spalle il secondo, questo il terzo che giunge in cima al muro. Due sono restati indietro perch\u00e9 il terzo possa salire, quest\u2019ultimo pu\u00f2 saltare dall\u2019altra parte lasciando indietro i compagni, oppure pu\u00f2 aiutarli a raggiungerlo in cima al muro cos\u00ec che alla fine tutti e tre passano dall\u2019altra parte. L\u2019esempio evidenzia il fatto che il processo evolutivo si compone dunque di due correnti: una corrente ascendente evolutiva e una corrente discendente \u201cdevolutiva\u201d. Questa esistenza di una doppia corrente \u00e8 una fondamentale scoperta di R.Steiner.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno schema riassuntivo pu\u00f2 sintetizzare i diversi aspetti visti fino a qui: in alto l\u2019 \u201cessere\u201d, in basso i livelli di \u201cmanifestazione\u201d, entro i quali di gradino in gradino fino al livello umano, l\u2019essere si lega al mondo sensibile. Una corrente evolutiva relativa alla realt\u00e0 che resta plastica e malleabile e quindi evolve, una corrente devolutiva che raccoglie invece i \u201cvestiti smessi\u201d, induriti, le forme fossili che troviamo negli strati geologici per esempio. In questa ottica l\u2019uomo \u00e8 primo come idea e ultimo come manifestazione sensibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 esemplificato con il mondo animale e il passaggio al mondo umano, in quanto l\u2019evoluzionismo \u00e8 noto in questa ottica, ma la stessa cosa si pu\u00f2 evidenziare anche nel mondo delle piante. Abbiamo piante pi\u00f9 primitive, come alghe e muschi, piante pi\u00f9 perfezionate e piante che manifestano in massima misura l\u2019archetipo, cio\u00e8 la pianta primordiale. Si pu\u00f2 quindi fare una scala in cui mettiamo in cima\u00a0 le dicotiledoni che hanno sviluppato tutti gli organi della pianta, scendendo di gradino in gradino viene a mancare sempre qualcosa, il calice nelle monocotiledoni, il fiore nelle gimnosperme, il frutto nelle pteridofite, nelle briofite una differenziazione dei tessuti, nelle alghe la verticalit\u00e0 e nei funghi la fotosintesi. Questa \u00e8 ovviamente una estrema semplificazione che riassumo un uno schema, con questo voglio soltanto far presente che anche in questo caso l\u2019idea di archetipo consente un approccio razionale alla evoluzione della pianta. Lo schizzo di R.Steiner che raffigura la pianta archetipica pu\u00f2 fare da immagine sintetica per quanto abbiamo detto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-7.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5019\" alt=\"pederiva-7\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-7.png\" width=\"141\" height=\"150\" \/><\/a> <img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5020\" alt=\"pederiva-8\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-8.png\" width=\"226\" height=\"152\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5021\" alt=\"pederiva-9\" src=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/pederiva-9.png\" width=\"102\" height=\"153\" \/><\/p>\n<p>Dunque l\u2019idea di metamorfosi come espressione del tipo a diversi livelli della realt\u00e0, \u00e8 la premessa per cogliere l\u2019idea di evoluzione. Questa racchiude per\u00f2 nell\u2019ottica proposta\u00a0 ancora un aspetto fondamentale. Infatti se esprimo in termini morali l\u2019idea della doppia evoluzione arrivo a dire: l\u2019uomo diventa uomo lasciando dietro di s\u00e9 gli animali, le piante e i minerali quali vestiti smessi, quindi diviene uomo grazie al sacrificio dei regni che restano indietro. L\u2019uomo diviene uomo indebitandosi con la natura. Sorge quindi la domanda: pu\u00f2 l\u2019uomo pagare questo debito e come ?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per rispondere a questa domanda l\u2019idea di evoluzione emersa dalla biologia va estesa anche alla cultura e all\u2019uomo. Ci\u00f2 che prima avviene a livello del corpo, evoluzione biologica, ha da proseguire a livello dell\u2019anima, cio\u00e8 della cultura, e a livello dello spirito. R.Steiner amplia quindi l\u2019idea evolutiva anche alla dimensione spirituale e propone all\u2019uomo individualizzato una evoluzione della propria coscienza. Il primo passo \u00e8 quel passaggio da spettatore ad attore nella sfera del pensiero, il passaggio da un pensare \u201criflesso\u201d ad un pensare \u201cilluminante\u201d, capace di cio\u00e8 di \u201cleggere\u201d, la forza veggente di giudizio di cui ci parla Goethe. Sappiamo che l\u2019uomo porta in s\u00e9 tratti animali nella sua vita istintiva, tratti vegetali nei suoi processi vitali e strutture minerali per esempio nel suo sistema osseo. L\u2019uomo pu\u00f2 trasformare e redimere in s\u00e9 la sua natura animale, con questo inizia a pagare una parte del debito, pu\u00f2 trasformare anche qualcosa del suo temperamento legato ai processi vitali e con questo iniziare a pagare parte del debito col mondo delle piante e qualcosa di simile pu\u00f2 avvenire anche per il mondo minerale. Tutto questo ha poi un riflesso anche nel rapporto che l\u2019uomo ha con la natura fuori di lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si vede cos\u00ec come metamorfosi ed evoluzione diventano dei principi che non riguardano solo la natura esterna all\u2019uomo, ma anche la natura interiore dell\u2019uomo stesso. Si pu\u00f2 intuite come la ricaduta sociale di questa impostazione sia all\u2019opposto di quella darwiniana: non l\u2019 affermazione del mio egoismo nella lotta per l\u2019esistenza con lo sfruttamento della natura, bens\u00ec un processo di evoluzione interiore grazie al quale l\u2019uomo si immedesima nelle reali necessit\u00e0 della natura e dell\u2019altro uomo. <i>(fine seconda parte)<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano Pederiva \u00a0 (seconda parte) Il testo che segue \u00e8 la stesura riassuntiva delle relazioni svolte durante l\u2019incontro svoltosi a Lamoli dal 14 al 16 giugno 2013, esso fa quindi anche riferimento alle esperienze fenomenologiche fatte in comune durante le uscite in natura e alle riflessioni fatte in precedenti incontri. 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