{"id":4138,"date":"2013-04-07T16:06:35","date_gmt":"2013-04-07T16:06:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=4138"},"modified":"2013-04-07T16:06:35","modified_gmt":"2013-04-07T16:06:35","slug":"il-rapporto-delluomo-con-la-natura-fra-passato-e-futuro-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/il-rapporto-delluomo-con-la-natura-fra-passato-e-futuro-2\/","title":{"rendered":"IL RAPPORTO DELL\u2019UOMO CON LA NATURA FRA PASSATO E FUTURO"},"content":{"rendered":"<p><b style=\"font-size: 16px\">sintesi delle relazioni tenute all\u2019oasi S.Benedetto il 17-19 giugno 2011 &#8211; terza parte<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><b>di Stefano<\/b><i> <\/i><b>Pederiva<\/b><i><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 16px\">Abbiamo visto come con il metodo analitico della scienza attuale si arrivi a scomporre la natura, ma non a ricomporla se non sotto forma di sintesi artificiale e di meccanismo. In questo modo l\u2019uomo \u00e8 andato creando un mondo nuovo che si aggiunge a quello della natura. E\u2019 il mondo della tecnica, del tutto estraneo alla interiorit\u00e0 dell\u2019uomo, ma in parte anche alla vita della sua stessa corporeit\u00e0. Ad uno sguardo di insieme sullo sviluppo della tecnica si mostra per\u00f2 qualcosa di singolare, in quanto se ne possono individuare tre tappe fondamentali che corrispondono ad una specie di proiezione sul piano tecnico della natura stessa dell\u2019uomo. L\u2019attrezzo semplice, usato da millenni, si pu\u00f2 vedere come una specie di prolungamento dell\u2019attivit\u00e0 dei nostri arti, si pensi alla zappa, alla vanga, alla falce, alla tenaglia e cos\u00ec via.<\/span><\/p>\n<p>Sono attrezzi usati con i nostri arti, espressione della vita volitiva dell\u2019uomo. Una seconda tappa \u00e8 data dalla realizzazione del motore a scoppio, con la relativa possibilit\u00e0 di trasformare un moto alterno dello stantuffo in un moto rotatorio. La successione di scoppi porta ad un moto ritmico, alterno, lo stantuffo esce ed entra dal cilindro, una procedura che si pu\u00f2 paragonare al nostro sistema ritmico, l\u00e0 dove l\u2019aria entra ed esce ritmicamente dai polmoni, dove il sangue va verso il cuore e da qui verso la periferia in una ritmica alternanza. Con la elettronica ed il computer si ha chiaramente una proiezione delle nostre funzioni cerebrali, una terza tappa legata strettamente con il mondo elettromagnetico. Una delle premesse materiali per lo sviluppo tecnico \u00e8 data dall\u2019uso del metallo ferro, prima come ferro dolce, poi come ghisa ed acciaio ottenuti con piccole aggiunte di carbonio, ed infine sfruttando la capacit\u00e0 magnetica del ferro. Alla fine ritroviamo l\u2019uomo anche in questo mondo artificiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se quindi studiamo il rapporto dell\u2019uomo moderno con la natura, non possiamo trascurare questo mondo della tecnica nato dalla rielaborazione della natura stessa. R.Steiner conia un concetto importante per qualificare questo mondo, il concetto di sub-natura, di una realt\u00e0 che sta ad un livello inferiore rispetto al mondo naturale. E\u2019 importante perch\u00e9 racchiude in s\u00e9 il concetto complementare, quello di una dimensione che sta al di sopra del livello soltanto naturale. R.Steiner ci d\u00e0 anche una importante indicazione per il futuro, che non consiste in una fuga davanti al mondo artificiale, bens\u00ec in una possibilit\u00e0 di progresso, quella di salire sopra il livello della natura tanto quanto scendiamo sotto il livello della natura.\u00a0 Abbiamo gi\u00e0 visto come l\u2019aver staccato la natura dall\u2019uomo, possiamo ora aggiungere l\u2019aver creato un mondo artificiale, ha come controparte nell\u2019interiorit\u00e0 dell\u2019uomo la conquista di una interiore autonomia e libert\u00e0, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di una assunzione individuale di responsabilit\u00e0. Il futuro della natura diventa una responsabilit\u00e0 di ogni singolo uomo. Da qui la necessit\u00e0 di avere un orientamento sui possibili percorsi, tali da stabilire con la natura un rapporto di tipo biofilo e non necrofilo, usando il linguaggio di E.Fromm.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio E.Fromm che ci d\u00e0 un indirizzo interessante quando ci dice che la via intrapresa da Goethe scienziato \u00e8 l\u2019inizio di una scienza biofila. R.Steiner, che nei suoi anni giovani aveva curato per primo la pubblicazione delle opere scientifiche di Goethe, porta avanti questi inizi dando loro un chiaro fondamento epistemologico e sviluppando una serie di ulteriori stimoli.<\/p>\n<p>Come caratterizzare sinteticamente l\u2019approccio goethiano ? Se concettualizzo quanto si \u00e8 cercato di vivere nella parte pratica del nostro corso, posso dire: mentre la scienza attuale lavora con il binomio concettuale di \u201ccausa ed effetto\u201d, Goethe si serve del binomio di \u201cessere e manifestazione\u201d. Nei confronti di un essere umano posso avere un incontro diretto, oppure studiare delle sue manifestazioni, la scrittura, l\u2019arredamento della sua casa, sentire la sua voce, e da queste manifestazioni conoscere parecchio del suo essere. In questa prospettiva possiamo dire: R.Steiner con la sua indagine chiaroveggente incontra direttamente gli esseri della natura e ce ne d\u00e0 una descrizione, noi possiamo avvicinare questi esseri studiandone le manifestazioni, un percorso dal basso, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, che si incontra con il percorso dall\u2019alto seguito da R.Steiner. Un primo passo \u00e8 dato dall\u2019acquisizione della capacit\u00e0 di cogliere degli insiemi. Se guardo un quadro molto da vicino vedo solo delle macchie di colore, devo prendere distanza per riconoscere delle figure e una distanza ancora maggiore per vedere tutta la composizione. Il quadro nel suo insieme mi trasmette un messaggio, imparo a cogliere dei significati. Questo presuppone una capacit\u00e0 di lettura, devo in altre parole avere dei presupposti di un lavoro interiore senza il quale i singoli fenomeni staccati non mi dicono nulla. In altre parole devo andare oltre la posizione di spettatore, interiormente attivarmi, cos\u00ec da giungere alla capacit\u00e0 di \u201cleggere nel libro della natura\u201d, come si diceva una volta. In un certo senso imparo a scorgere nel visibile l\u2019invisibile. Con questo cerco di procedere verso il futuro, evitando di riproporre oggi delle modalit\u00e0 valide per il passato, ma oggi poco adeguate.\u00a0 Penso che non sia difficile vedere in questo approccio un riemergere moderno del platonismo e degli impulsi della scuola di Chartres. La premessa \u00e8 una attenta osservazione dei fenomeni, senza riferimenti a \u201cmodelli\u201d, come fa la scienza attuale, a \u201cfinalismi\u201d spesso nascosti nell\u2019attuale biologia.<\/p>\n<p>R. Steiner quando ci parla dei fenomeni della vita, ci descrive l\u2019attivit\u00e0 di forze che per l\u2019occhio fisico non sono visibili, ma che possono essere percepite con lo\u00a0 sguardo spirituale. Si tratta di quattro qualit\u00e0 di forze che vengono indicare come forze di calore, forze di luce,forze attive nei processi chimici e forze della vita. R.Steiner usa il termine di eteri, distinguendo appunto un etere di calore,un etere di luce, un etere chimico e un etere di vita. Un suo discepolo e collaboratore, G.Wachsmuth, ha approfondito questa tematica e ancora al tempo di R.Steiner ha pubblicato un testo sulle forze plasmatrici eteriche. Per ognuna di queste forze individua della forme specifiche, forme in cui si manifestano nel mondo della natura, ma anche della cultura: la forma sferica per il calore, la forma triangolare per la luce, la semisfera per il chimismo e il quadrato per la vita. I frutti e i semi sono tendenzialmente tondeggianti, vi agisce il calore, le foglie tendenzialmente triangolari, accolgono la luce per la fotosintesi, i sori sono delle mezze lune legate alla respirazione e al passaggio di umidit\u00e0, il fusto delle labiate sono quadrangolari ed esprimono l\u2019elemento strutturale tipico dell\u2019etere di vita.\u00a0 Per il testo pubblicato da Wachsmuth all\u2019inizio degli anni venti,\u00a0 R.Steiner fa uno schizzo grafico per la copertina, vi si trova ora in chiave pi\u00f9 artistica, la dinamica delle quattro forze formatrici, la polarit\u00e0 di contrazione e peso in basso, con il colore blu, e di luce e leggerezza dall\u2019altro con il colore giallo, in mezzo l\u2019incontro nel verde con forme piene e cave, infine il tutto \u00e8 immerso nel colore rosa quale espressione del calore che si effonde dappertutto. L\u2019approccio di Wachsmuth ha in s\u00e9 un certo elemento simbolico che poi nelle ristampe successive Wachsmuth stesso in gran parte abbandona, lavorando pi\u00f9 sull\u2019aspetto funzionale. Si potrebbe parlare di un riemergere in forma moderna della Diana efesina e dell\u2019aspetto aristotelico dei quattro elementi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In realt\u00e0 per l\u2019indagine di R.Steiner l\u2019attivit\u00e0 di queste forze non\u00a0 \u00e8 altro che il frutto del lavoro di precise entit\u00e0 spirituali che vengono anche descritte in modo piuttosto differenziato, in particolare per esempio in uno dei cicli di conferenze del 1923 \u201cL\u2019uomo sintesi armonica..\u201d (vol. 230). Nella sfera delle radici delle piante sono attivi gli gnomi con la loro intelligenza, ondine e silfidi tessono\u00a0 nella vita della pianta fra acqua ed aria con una nostalgia verso le forze cosmiche, le salamandre vivono col fuoco l\u2019esperienza del sacrificio nella sfera del frutto e del seme. Si entra in altre parole nel mondo elementare colto in passato dalla corrente del nord. R.Steiner fa per i pittori uno schizzo dell\u2019attivit\u00e0 di questi esseri elementari, le figure che vi si scorgono non vanno intese come \u201cillustrazioni\u201d, ma come un linguaggio indiretto per avvicinare la natura di questi esseri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come possiamo prepararci interiormente a queste esperienze dirette degli esseri della natura e dello spirito del Cristo che li governa ? R.Steiner ci suggerisce un singolare strumento meditativo da lui indicato con un doppio termine: \u201ccalendario\u201d, per esprimere lo svolgersi del corso dell\u2019anno nel tempo col variare dei fenomeni della natura, \u201cdell\u2019anima\u201d per esprimere quanto possiamo vivere interiormente come realt\u00e0 dentro di noi. I processi di natura e il vissuto interiore diventano due facce di una stessa realt\u00e0. Nella introduzione a questa successione di 52 versetti settimanali R.Steiner fa un passaggio importante dicendo: il gesto di apertura ed espansione che la natura fa nella stagione estiva corrisponde nel vissuto dell\u2019anima alla esperienza percettiva, mentre il gesto di chiusura e raffreddamento dell\u2019inverso diventa per l\u2018anima l\u2019esperienza di pensiero. Percepire \u00e8 l\u2019estate in noi, pensare \u00e8 l\u2019inverno in noi. Nel processo conoscitivo possiamo gestire liberamente queste due dinamiche. L\u2019uomo antico non aveva questa possibilit\u00e0, era ancora tutt\u2019uno con il ritmo della natura e solo d\u2019estate poteva vivere il processo di espansione e solo d\u2019inverso quello di contrazione. L\u2019uomo moderno, proprio perch\u00e9 si \u00e8 staccato dalla natura, pu\u00f2 vivere liberamente in s\u00e9 stesso l\u2019estate e l\u2019inverno indipendentemente dal tempo esteriore, questo nello sforzo di ritrovare grazie alla interiore attivazione, un nuovo legame con il respiro della natura. Si pu\u00f2 vedere nell\u2019impulso che R.Steiner d\u00e0 con il calendario dell\u2019anima un riemergere da un lato del mito di Proserpina, dall\u2019altro della ricerca rosacruciana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche il respiro della natura \u00e8 governato da specifiche entit\u00e0 spirituali, di esse ci parla R.Steiner nel breve ciclo di conferenze dedicato alle quattro immaginazioni legate al corso dell\u2019anno ( vol. 229). In queste conferenze abbiamo una specie di sintesi dei vari aspetti considerati, vi si parla degli elementi, dei processi alchemici, delle esperienze artistiche, per ogni stagione \u00e8 presentata un\u2019opera d\u2019arte, e dell\u2019attivit\u00e0 di quattro arcangeli, Gabriele in inverno,l\u2019arcangelo della annunciazione a Maria, Raffaele in primavera, l\u2019arcangelo dell\u2019impulso medico, Uriele in estate, l\u2019arcangelo della coscienza storica, e Michele, l\u2019arcangelo che lotta contro il drago, in autunno. Queste entit\u00e0 sono legate alle feste cristiane, cio\u00e8 all\u2019azione del Cristo, sia nei confronti dell\u2019interiorit\u00e0 che della vita della natura. R.Steiner fa degli schizzi alla lavagna quando parla di queste entit\u00e0, ad essi si \u00e8 ispirata una pittrice russa, Margarita Woloschina, nel realizzare quattro dipinti che possono dare una impressione pittorica delle caratteristiche di questi quattro arcangeli.<\/p>\n<p>Abbiamo cercato cos\u00ec di vedere diversi approcci al mondo della natura, quello fenomenologico in senso goethiano che ci pu\u00f2 portare ad imparare a leggere nel libro della natura nel suo lato corporeo, una scuola per giungere a percepire la natura nel suo aspetto immaginativo, quello pi\u00f9 musicale che ci consente di avvicinare il grande respiro della terra nell\u2019alternarsi ritmico delle stagioni, di avvicinare cio\u00e8 l\u2019anima della natura, ed infine quello dell\u2019incontro diretto con le entit\u00e0 della natura e con lo spirito del Cristo che le governa, muovendosi nella dimensione spirituale. In questo modo \u00e8 possibile recuperare\u00a0 quelle tappe che abbiamo visto\u00a0 come discesa dalla dimensione sacra e spirituale, a quella immaginativa pi\u00f9 animica, a quella materiale della moderna scienza, ora in una direzione opposta, rivolte al futuro, una riascesa dall\u2019aspetto corporeo, a quello animico, a quello spirituale. Si tratta chiaramente di una ampia visione rivolta al futuro, di una immagine di un percorso di cui stiamo facendo in tutta modestia i primissimi passi, ma senza uno sguardo all\u2019insieme del rapporto dell\u2019uomo con la natura, potremmo dire al paesaggio spirituale pi\u00f9 ampio, non si pu\u00f2 trovare un corretto orientamento, un sentiero entro questo\u00a0 grande paesaggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>sintesi delle relazioni tenute all\u2019oasi S.Benedetto il 17-19 giugno 2011 &#8211; terza parte \u00a0 di Stefano Pederiva Abbiamo visto come con il metodo analitico della scienza attuale si arrivi a scomporre la natura, ma non a ricomporla se non sotto forma di sintesi artificiale e di meccanismo. 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