{"id":411,"date":"2015-11-07T17:42:00","date_gmt":"2015-11-07T17:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/?p=411"},"modified":"2022-10-18T18:51:15","modified_gmt":"2022-10-18T18:51:15","slug":"better-training-for-safer-food","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/better-training-for-safer-food\/","title":{"rendered":"BETTER TRAINING FOR SAFER FOOD"},"content":{"rendered":"\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Sabrina Menestrina<br \/><em>(dal Secondo Notiziario 2014)<\/em><\/p>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis: 66.66%;\">\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avendo partecipato nell\u2019estate 2013 a Praga ad un corso sulla salute delle api organizzato dalla Unione Europea destinato ai veterinari di tutta Europa,\u00a0<strong>Jean Michel Florin<\/strong>\u00a0mi chiese di parlarne al Convegno e di raccontare quale fosse la situazione generale in EU.<br \/>Prima di tutto \u00e8 opportuno accennare alle politiche comunitarie che hanno portato alla decisione di istituire un tale percorso di formazione \u201csenza frontiere\u201d. Torniamo al dicembre 2010, a Bruxelles, quando la Comissione informa il Parlamento Europeo e il Consiglio d\u2019Europa sulla situazione di salute delle api, partendo dal presupposto che la popolazione di api (Apis mellifera) dell\u2019UE svolge un ruolo importante sia per l\u2019impollinazione che per la produzione di miele e di altri prodotti dell\u2019apicoltura.<\/p>\r\n<\/div>\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<!-- \/wp:post-content -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p><br \/>A tale scopo la UE aveva stabilito alcune norme armonizzate intese a proteggere e a mantenere la salute delle api, mentre demandava agli Stati membri la possibilit\u00e0 di disciplinare altri aspetti dell\u2019apicoltura e delle attivit\u00e0 connesse.<br \/>Gli apicoltori e le relative associazioni, dal canto loro, svolgevano attivit\u00e0 in altri ambiti non regolamentati come l\u2019attuazione di buone pratiche e orientamenti in materia di apicoltura. Si sapeva che questo sistema complesso aveva funzionato efficacemente per decenni, mentre nel 2010, tuttavia, in diversi paesi all\u2019interno e al di fuori dell\u2019UE era stato registrato un aumento della mortalit\u00e0 delle api.<br \/>Risultava essere importante proteggere la salute della api in maniera proattiva, tenendo conto delle specificit\u00e0 dell\u2019apicoltura, dei diversi operatori coinvolti e dei principi di proporzionalit\u00e0 e sussidiariet\u00e0.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>La strategia per la salute degli animali nell\u2019Unione europea (2007-2013 \u2013 \u201cPrevenire \u00e8 meglio che curare\u201d) era stata adottata nel 2007, e seguita nel 2008 da un piano d\u2019azione specifico raggruppato attorno a quattro pilastri:<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>\u2022 la definizione delle priorit\u00e0 dell\u2019intervento UE;<br \/>\u2022 un ambito europeo per la salute degli animali;<br \/>\u2022 miglioramento della prevenzione, sorveglianza e tempestivit\u00e0 d\u2019azione;<br \/>\u2022 scienza, innovazione e ricerca.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>I partenariati e la comunicazione con le parti interessate risultavano essere due principi fondamentali della strategia. Venivano inoltre esaminate possibilit\u00e0 di iniziative non legislative intese a promuovere fra i produttori un livello pi\u00f9 elevato di responsabilit\u00e0 e di presa di coscienza in relazione alle malattie.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>In particolare, negli anni precedenti al 2010 era stato pi\u00f9 volte segnalato un aumento della mortalit\u00e0 delle api tanto all\u2019interno quanto all\u2019esterno dell\u2019UE e questo aveva sollevato grave preoccupazione in tutto il mondo, ma gli studi scientifici non erano in grado di determinare n\u00e9 le cause precise n\u00e9 la portata di questo incremento della mortalit\u00e0.<br \/>Si sapeva che la salute delle api era legata a numerosi fattori di varia natura (batterica, virale, parassitaria ecc.), alla disponibilit\u00e0 di trattamenti adeguati, alle specie invasive e alle alterazioni dell\u2019ambiente.<br \/>Naturalmente tra gli altri fattori da prendere in considerazione figurava anche l\u2019uso dei pesticidi in agricoltura, perlomeno allo scopo di chiarire se ed in quale misura questi incidessero sulla salute delle api.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Per quanto riguardava gli organismi geneticamente modificati (OGM), la Commissione continuava a seguire con la massima attenzione gli eventuali sviluppi in materia.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Le norme di polizia sanitaria esistenti per la protezione della salute delle api nell\u2019UE prevedono anche una certificazione e norme per i movimenti di api fra Stati membri.<br \/>Si trattava di norme intese a prevenire e contrastare una serie di malattie delle api, in particolare la peste americana e la peste europea, il piccolo scarabeo dell\u2019alveare e l\u2019acaro Tropilaelaps, che possono diffondersi con i movimenti di api. Il piccolo scarabeo dell\u2019alveare (<strong>Aethina tumida<\/strong>) e l\u2019acaro\u00a0<strong>Tropilaelaps<\/strong>\u00a0sono esotici nell\u2019UE. La loro notifica \u00e8 quindi obbligatoria affinch\u00e9 gli Stati membri possano intervenire immediatamente in caso di insorgenza.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Le norme illustrate sopra non riguardavano tuttavia l\u2019importante parassita delle api (<strong>Varroa<\/strong>), presente e ormai ben insediato nell\u2019UE, poich\u00e9 l\u2019applicazione di restrizioni ai movimenti di api non limiterebbe la diffusione di questo agente patogeno e imporrebbe un onere considerevole per gli apicoltori.<br \/>Altre malattie ritenute endemiche nell\u2019UE erano trattate allo stesso modo.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Poich\u00e9 il piccolo scarabeo dell\u2019alveare e l\u2019acaro\u00a0<strong>Tropilaelaps<\/strong>\u00a0hanno provocato gravi perdite nel settore dell\u2019apicoltura dei paesi in cui sono stati introdotti, le norme di importazione dell\u2019UE stabiliscono che possano essere importati da paesi terzi solamente api regine e colonie di bombi provenienti da centri la cui biosicurezza \u00e8 garantita. Il rispetto di queste norme di polizia sanitaria \u00e8 verificato all\u2019ingresso nell\u2019UE ai posti frontalieri di ispezione veterinaria, in cui veterinari ufficiali effettuano controlli documentali, di identit\u00e0 e fisici.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Era sempre pi\u00f9 evidente che nasceva l\u2019esigenza di conoscenze scientifiche e tecniche adeguate in relazione alla salute delle api.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Secondo il\u00a0progetto EFSA del 2009\u00a0intitolato\u00a0<em>\u201cMortalit\u00e0 delle api e monitoraggio delle api in Europa\u201d<\/em>, erano numerosi i fattori che concorrono alla diminuzione della popolazione delle api.<br \/>Fra i fattori presi in considerazione figurano le malattie e i parassiti delle api, l\u2019avvelenamento da pesticidi, gli effetti degli organismi geneticamente modificati e lo stress legato ai cambiamenti a livello di alimentazione e di condizioni climatiche.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Poich\u00e9 fino ad oggi non \u00e8 stato stabilito un nesso diretto di causalit\u00e0 fra l\u2019aumento della mortalit\u00e0 delle api e sostanze o agenti specifici, non \u00e8 ancora chiaro quali siano i passi da compiere per combattere efficacemente questo fenomeno.<br \/>In mancanza di dati e risultati delle azioni di monitoraggio, risulta impossibile comprendere quale sia la situazione effettiva e, di conseguenza, adottare provvedimenti adeguati per la salute delle api. A questo proposito \u00e8 chiaro tuttavia che il monitoraggio svolge un ruolo fondamentale. E\u2019 a seguito di questa necessit\u00e0 che Commissione ha avviato un programma pilota di monitoraggio alla fine del 2011, l\u2019<strong>EPILOBEE<\/strong>\u00a0di cui diremo pi\u00f9 tardi.<br \/>\u00c8 di fondamentale importanza effettuare esami uniformi e scientificamente validi per ottenere diagnosi affidabili delle malattie e per applicare le misure di controllo e di eradicazione necessarie.<br \/>I laboratori di riferimento dell\u2019UE svolgono un ruolo importante a livello internazionale in ambiti quali la normalizzazione dei metodi di analisi.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>L\u2019attenzione alla salute delle api \u00e8 stata intensificata nel quadro dell\u2019iniziativa\u00a0<em>\u201cMigliorare la formazione per rendere pi\u00f9 sicuri gli alimenti\u201d<\/em>.<br \/>(BTFS-BETTER TRAINING FOR SAFER FOOD)<br \/>Un totale di 320 partecipanti provenienti da tutti gli Stati membri dell\u2019UE e anche da sette paesi terzi ha ricevuto, dal 2010 al 2013, una formazione su tutti gli aspetti della salute delle api e dell\u2019apicoltura. I 7 corsi di formazione svolti comprendono le norme sanitarie dell\u2019UE per gli scambi all\u2019interno dell\u2019Unione e per le importazioni dai paesi terzi. I corsi realizzati sinora hanno fornito conoscenze aggiornate ai veterinari e funzionari governativi che hanno potuto cos\u00ec approfondire la comprensione dei problemi relativi alla salute delle api.<br \/>Questi funzionari europei e dei paesi terzi dovrebbero fungere da catalizzatori migliorando, nei rispettivi paesi, la sensibilizzazione e la cooperazione fra autorit\u00e0 competenti e gruppi interessati a livello nazionale, regionale e locale.<br \/>Ritengo ora importante riassumere gli scopi dei piani di sorveglianza e monitoraggio europeo (il progetto\u00a0<strong>EFSA<\/strong>, il\u00a0<strong>COLOSS<\/strong>\u00a0network,\u00a0<strong>EPILOBEE<\/strong>, il\u00a0<strong>BEEDOC<\/strong>, lo\u00a0<strong>STEP<\/strong>):<br \/>\u2022 la descrizione di programmi di sorveglianza attivi in tutta Europa<br \/>\u2022 la creazione, dai programmi descritti, di un banca dati comune<br \/>\u2022 la recensione di letteratura rilevante relativa ai fattori causali di mortalit\u00e0<br \/>\u2022 lo sviluppo e incremento dei sistemi europei di sorveglianza, soprattutto per le malattie denunciabili<br \/>\u2022 lo sviluppo di sorveglianza su un campione rappresentativo di apicoltori<br \/>\u2022 la raccolta di dati comparabili da sistemi di sorveglianza attivi in Europa<br \/>\u2022 standardizzazione e analisi del trend a livello europeo<br \/>\u2022 emanazione di raccomandazioni per ulteriori miglioramenti<br \/>\u2022 l\u2019utilizzo di indicatori comuni per analizzare anche altri elementi, non solo la mortalit\u00e0 invernale.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>Vorrei spendere alcune parole sul\u00a0<strong>EPILOBEE<\/strong>, progetto epidemiologico sulla mortalit\u00e0 delle api organizzato dalla Commissione EU che ha portato anche alla nomina di un laboratorio europeo di riferimento (<strong>ANSES Sophia<\/strong>-Antipolis in Francia). Questo lavoro nasceva inizialmente come progetto pilota di 4-5 stati membri, ma \u00e8 stato poi approvato per tutta l\u2019Unione Europea.<br \/>La decisione venne votata nel maggio 2012 e l\u2019attesa era di visitare 3385 apiari (145 -396 per stato membro) con tre visite predeterminate: nell\u2019autunno 2012, in primavera 2013 \u2013 con una prima stima della mortalit\u00e0 \u2013 e a fine estate 2013.<br \/>La prima visita ha avuto luogo tra met\u00e0 luglio 2012 (in Svezia) e met\u00e0 dicembre 2012 (in Spagna) e in Italia a ottobre 2012. In tutta l\u2019Unione Europea sono stati ispezionati complessivamente per tre volte 33.346 alveari.<br \/>Il centro di referenza europeo presenter\u00e0 i risultati di questa prima fase della ricerca alla Commissione europea a met\u00e0 febbraio 2014 a cui seguir\u00e0 una pubblicazione scientifica.<br \/>Ma intanto questo studio ha evidenziato come primo risultato un aumento dei contatti e delle relazioni.<br \/>\uf0b7 tra gli apicoltori e i servizi veterinari, nell\u2019ordine del 69,1%<br \/>\uf0b7 tra gli apicoltori del 50 %<br \/>\uf0b7 tra gli apicoltori e il ministero dell\u2019agricoltura, del 41,2 %<br \/>\uf0b7 tra apicoltori e vicini (ad esempio agricoltori), del 10.3%<br \/>Altrettanto interessante \u00e8 stato capire come \u00e8 strutturato il gruppo di lavoro sulle api in seno alla Commissione Europea perch\u00e9 vi partecipano membri della Direzione Generale Agricoltura, della DG Imprese Industria, della DG per la Salute ei Consumatori, della DG Ricerca e della DG dell\u2019Ambiente.<br \/>Insomma, anche in seno alla EU le api creano relazioni!<br \/>_______<br \/>Vi aggiorno anche che il 7 aprile 2014 la Commissione Europea ha invitato ad una<br \/>conferenza a Bruxelles sulla salute delle api e ha portato gli esiti del progetto EPILOBEE ai 400 convenuti. Il Presidente Tonio Borg, Commissario per la Salute, ha aperto i lavori raccontando di questa attivit\u00e0 senza precedenti, primo inventario ufficiale sulla mortalit\u00e0 delle api nell\u2019UE eseguito in modo volontario dai veterinari di 17 paesi membri, ma allarmando contestualmente la platea sullo stato di salute di tutti gli impollinatori, che non sono sotto stretta sorveglianza. Le nuove informazioni scientifiche hanno il potenziale di produrre nuove leggi e nuove prassi con un limite di quanto \u00e8 facolt\u00e0 della Commissione, ma devono stimolare importanti cambiamenti a livello locale. Il dato emerso dallo studio \u00e8 incoraggiante perch\u00e9 la mortalit\u00e0 risulta bassa in molti paesi importanti, anche se pi\u00f9 imponente (si vedano le tabelle) in alcuni altri. Il tasso di mortalit\u00e0 accettabile in Europa \u00e8 del 10%, ma \u00e8 superato in 2\/3 dei paesi.<br \/>In considerazione del fatto che solo un dialogo regolare e buone prassi potranno fornire un aiuto concreto agli apicoltori (salute non solo delle api ma anche dell\u2019apicoltore), nell\u2019Europarlamento il prossimo mandato contempler\u00e0 un gruppo dedicato all\u2019apicoltura. Altri interventi hanno portato dati quale il valore dell\u2019impollinazione in Europa (20 miliardi di euro) e un auspicio di aumentare i finanziamenti agli apicoltori in quanto l\u2019apicoltura non \u00e8 da considerarsi un\u2019attivit\u00e0 lucrativa, ma sociale. Si rilevano ancora picchi di mortalit\u00e0 in certe regioni (30%) dovuti a tossicit\u00e0 cronica da contaminazione delle cere o esposizione a prodotti concianti che producono una contaminazione costante e grave non solo per le api. Le api si possono anche considerare \u201canimali sentinella\u201d o \u201ccampanelli d\u2019allarme\u201d per la salute dell\u2019uomo. L\u2019agricoltura intensiva riduce la quantit\u00e0 di fiori in molte aree, favorendo il nomadismo e l\u2019aumento di fattori stressanti per le api cui consegue un aumento della mortalit\u00e0 e dunque delle importazioni (anche di nuovi virus e parassiti). Anche in considerazione che il 35 % della nostra alimentazione dipende dalle api, vanno seriamente presi in considerazione i\u00a0<strong>tre pi\u00f9 importanti fattori di rischio<\/strong>\u00a0per le api:<br \/>1) pesticidi<br \/>2) varroa<br \/>3) dieta<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>nonch\u00e9, a seguire<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>4) la conduzione delle colonie<br \/>5) malattie<br \/>6) predatori<br \/>7) cambiamenti climatici e<br \/>8) OGM.<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->\r\n\r\n<!-- wp:paragraph -->\r\n<p>In generale ci si \u00e8 anche chiesto in quale misura possa essere possibile l\u2019uso di pesticidi in presenza di api, considerando che il sistema normativo dovrebbe essere pi\u00f9 rigoroso per consentirne un uso sostenibile e vigilando sui requisiti tecnici e sui macchinari a garanzia di un livello elevato di salute animale e ambientale. Andrebbe attentamente valutata la concessione di autorizzazione di agrofarmaci se ci sono effetti trascurabili su api, approfondendo l\u2019analisi degli effetti delle sostanze su larve e comportamento degli adulti, valutando anche i rischi di residui su polline, nettare, acqua e nuvola di polvere.<br \/>Tra i relatori anche\u00a0<strong>Markus Imhoof<\/strong>\u00a0regista di\u00a0<em>More Than Honey \u2013 Un mondo in pericolo<\/em>.<br \/>_______<br \/>In calce, aggiungo che EPILOBBE ha il limite di essere uno studio relativo alla mortalit\u00e0 delle api causate da malattia, mentre proprio in queste settimane assistiamo ad una nuova imponente mortalit\u00e0 in Italia con cause dovute perloppi\u00f9 ad inquinamento da presidi utilizzati in agricoltura.<br \/>Emerge che diventa urgente abrogare pratiche inutili sostituendole rapidamente con pratiche utili, non solo alle api, ma all\u2019ambiente e all\u2019uomo<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sabrina Menestrina(dal Secondo Notiziario 2014) &nbsp; Avendo partecipato nell\u2019estate 2013 a Praga ad un corso sulla salute delle api organizzato dalla Unione Europea destinato ai veterinari di tutta Europa,\u00a0Jean Michel Florin\u00a0mi chiese di parlarne al Convegno e di raccontare quale fosse la situazione generale in EU.Prima di tutto \u00e8 opportuno accennare alle politiche comunitarie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":72,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pagelayer_contact_templates":[],"_pagelayer_content":"","footnotes":""},"categories":[21],"tags":[],"class_list":["post-411","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.9 - 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