{"id":1576,"date":"2012-01-02T14:52:25","date_gmt":"2012-01-02T13:52:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=1395"},"modified":"2012-01-02T14:52:25","modified_gmt":"2012-01-02T13:52:25","slug":"incontro-con-le-piante-officinali-nel-ritmo-delle-stagioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/incontro-con-le-piante-officinali-nel-ritmo-delle-stagioni\/","title":{"rendered":"Incontro con le piante officinali nel ritmo delle stagioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><strong>Una pianta primordiale nei nostri campi: l&#8217;equiseto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\">\u00a0\u201cCoda cavallina\u201d, \u201cerba rugna\u201d, \u201crasperella\u201d: cos\u00ec viene anche chiamato l&#8217;equiseto dalla tradizione. Cresce lungo strade e sentieri, tra i binari della ferrovia, nei vigneti e nei campi. Appartiene alle pteridofite ed \u00e8 una della piante pi\u00f9 antiche al mondo. 400 milioni di anni fa equiseti giganteschi popolavano la terra ed erano alti come alberi, insieme a felci enormi e muschi. I resti di queste piante formarono i giacimenti\u00a0 di carbone fossile nel sottosuolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Oggi la famiglia delle Equisetaceae comprende un solo genere (Equisetum) con circa 35 specie. 15 specie sono diffuse in Europa. Le pi\u00f9 note sono l&#8217;equiseto arvense, l&#8217;equiseto palustre, l&#8217;equiseto silvestre, l&#8217;equiseto maggiore e l&#8217;equiseto pratense. A parte l&#8217;equiseto arvense, quasi tutte le altre specie non sono adatte all&#8217;uso interno perch\u00e9 tossiche. Contengono alcaloidi in diverse quantit\u00e0, ad esempio tracce di nicotina e, soprattutto, palustrina, un veleno che agisce sui nervi e la muscolatura e provoca avvelenamenti anche gravi negli animali domestici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il nome \u201cEquisetum\u201d deriva dal latino e significa \u201ccrine di cavallo\u201d e \u201carvense\u201d indica i luoghi in cui \u00e8 pi\u00f9 diffuso: nei campi coltivati o incolti. In primavera compare il <em>fusto fertile<\/em> che per la forma e il colore pallido brunastro assomiglia a un fungo. Nella parte apicale (strobilo) porta le spore in appositi sporangi che si aprono nelle prime giornate miti di primavera. Ora si forma anche il <em>fusto sterile<\/em>, partendo sempre dalla stessa pianta. Non supera i 60-70 cm di altezza e presenta rametti laterali posti in verticilli che diventano sempre pi\u00f9 corti verso l&#8217;apice della pianta. L&#8217;equiseto arvense si distingue anche per la sua forma che ricorda una piccola conifera, piramidale. Diversamente da altre specie, i rametti laterali dell&#8217;arvense sono perfettamente orizzontali o si dirigono leggermente verso l&#8217;alto. Invece, nell&#8217;equiseto pratense &#8211; il quale ricorda molto l&#8217;arvense nella forma &#8211; i rametti pendono verso il basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il portamento dell&#8217;equiseto arvense appare dunque molto eretto. Nonostante la parte aerea della pianta sia internamente cava e quindi molto leggera, i fusti non si spezzano facilmente. E&#8217; interessante notare che gli equiseti non formano lignina nei fusti (quindi non diventano mai legnosi) ma <em>sali di silicio<\/em> come sostanze di sostegno. L&#8217;equiseto rappresenta un\u00a0 vero<em>\u201ccristallo di rocca vegetale\u201d<\/em>! L&#8217;equiseto contiene fino al 15% di silicio, minerale che conferisce una consistenza vitrea alle verdi \u201ccode\u201d di equiseto. Sfregando i rametti laterali si nota la loro fragilit\u00e0. Un tempo venivano legati a mazzetti per pulire oggetti di metallo, ad esempio di argento o di stagno. Per questo, in tedesco l&#8217;equiseto viene chiamato anche \u201cZinnkraut\u201d, erba stagno.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L&#8217;equiseto arvense si moltiplica attraverso le spore (in verit\u00e0, ha un ciclo ontogenetico molto complesso che comprende la formazione di organi intermedi: meriterebbero uno studio a s\u00e9!) ma anche formando nuovi fusti dalle gemme sotterranee. Grazie all&#8217;apparato radicale molto esteso le piante si diffondono copiosamente in un territorio e ci\u00f2 le rende poco gradite agli agricoltori. L&#8217;equiseto \u00e8 una \u201cpianta indice\u201d e segnala che un terreno \u00e8 troppo compatto, non contiene abbastanza humus o presenta ristagni di acqua. Tutte le specie di equiseto hanno bisogno di acqua nel suolo e quando le radici incontrano una vena sotterranea continuano la crescita in senso orizzontale prima di tornare nuovamente verso il basso.*<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">A fine estate le piante iniziano ad appassire e nella stagione fredda si vedono solo i fusti ormai secchi delle specie pi\u00f9 grandi, ad esempio di Equisetum palustre o telmateja. La loro vita continua sotto terra, dove i rizomi hanno dei tuberi di riserva che consentono alle piante di germogliare subito dopo la fine dell&#8217;inverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\u00a0<em>Prima di raccogliere \u00e8 meglio distinguere!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L&#8217;equiseto arvense \u00e8 quasi privo di sapore e odore e non viene quasi usato crudo, ad eccezione dei giovanissimi fusti verdi che, secondo alcuni appassionati di fitoalimurgia, possono essere aggiunti alle insalate primaverili. Si preparano il decotto, l&#8217;estratto secco, la tintura e l&#8217;oleolito. La droga \u00e8 costituita dalla parte aerea (\u201cEquiseti herba), dai fusti con i rametti laterali. Si raccoglie da aprile a agosto, si essicca all&#8217;ombra e si sminuzza per ottenere la droga. L&#8217;erba essiccata proviene in gran parte dalla Cina da raccolta spontanea, oppure dai paesi dell&#8217;Europa centrale e orientale. Non \u00e8 necessario coltivare l&#8217;equiseto poich\u00e9 in certe zone forma delle vere e proprie distese spontanee.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per distinguere l&#8217;arvense da altre specie bisogna osservare attentamente il fusto sterile estivo e la guaina che avvolge il fusto in prossimit\u00e0 degli internodi: nell&#8217;arvense si presenta finemente incisa da6 a12 denti e pi\u00f9 corta del primo internodo dei rami.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L&#8217;arvense predilige luoghi asciutti in superficie, un terreno argilloso, mentre il palustre indica sempre corsi d&#8217;acqua, acquitrini e cresce sui bordi dei campi o dei boschi dove ristagna l&#8217;acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\u00a0<em>L&#8217;equiseto arvense come pianta medicinale<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Dell&#8217;equiseto troviamo descrizioni molto antiche, Plinio il Vecchio e anche Dioscoride lo menzionano come pianta diuretica ed emostatica. Dopo l&#8217;antichit\u00e0 viene dimenticato e \u201criscoperto\u201d dopo il medioevo dalla medicina monastica. Padre Kneipp, l&#8217;abate fondatore dell&#8217;idroterapia in Germania, consiglia l&#8217;equiseto per i polmoni, la gotta, la cistite.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Oggi \u00e8 considerato una pianta medicinale anche dalla scienza, viene descritto in una monografia della Commissione E (ente di ricerca sulle piante medicinali del Ministero della Sanit\u00e0 tedesco). In fitoterapia si usano diversi estratti e applicazioni esterne. L&#8217;omeopatia classica si avvale sia di equisetem arvense, sia di e.hyemale, nella medicina antroposofica l&#8217;arvense viene abbinato alla silice o allo zolfo per curare edemi, malattie dei reni, artrosi e artriti, affezioni alla vescica e alla prostata.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per comprendere meglio l&#8217;azione terapeutica si possono approfondire due aspetti caratteristici della pianta: uno \u00e8 il legame con l&#8217;elemento dell&#8217;acqua ma anche della luce e dell&#8217;aria, l&#8217;altro \u00e8 l&#8217;elevato contenuto di silicio e di minerali nella parte verde, come espressione del legame con l&#8217;elemento terrestre.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Volgiamo lo sguardo al nesso con l&#8217;elemento dell&#8217;acqua: per la riproduzione gli equiseti hanno bisogno dell&#8217;acqua: una fase del ciclo ontogenetico avviene nell&#8217;acqua come nel caso delle alghe, mentre le piante adulte captano l&#8217;acqua con i rizomi portandola verso l&#8217;alto e indicando spesso un ristagno. Allo stesso modo, l&#8217;equiseto agisce sull&#8217;uomo nella sfera dei liquidi: stimola la diuresi, sostiene la funzione renale, allevia disturbi della vescica e della prostata, aiuta a drenare gli edemi, i ristagni di acqua dei tessuti. L&#8217;equiseto pu\u00f2 essere usato quotidianamente come decotto, anche nella prevenzione. Alla sera si mettono a macerare5 gdi droga in1 litrodi acqua fredda. Alla mattina si porta ad ebollizione e si lascia sobbollire per 20 minuti. Si filtra e si bevono 3 tazze al giorno, eventualmente dolcificando con del buon miele. Il decotto di equiseto \u00e8 un ottimo diuretico e pu\u00f2 essere bevuto per lunghi periodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Allo stesso tempo l&#8217;equiseto \u00e8, come abbiamo visto, una \u201cpianta della silice\u201d. Trasmette cura e protezione agli organi che ne hanno pi\u00f9 bisogno: pelle, capelli, unghie, tessuto connettivo, vasi sanguigni. L&#8217;equiseto conferisce all&#8217;uomo una seconda pelle. In caso di eczemi, ulcere ed eritemi, nell&#8217;ulcus cruris, nella psoriasi e nelle dermatiti di origini nervose si consiglia l&#8217;assunzione del decotto come anche applicazioni esterne sotto forma di spugnature, bagni ed impacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">E&#8217; possibile estrarre le propriet\u00e0 dell&#8217;equiseto mettendolo a macerare in olio di oliva; si ottiene un oleolito che da sollievo alle gambe doloranti e previene le vene varicose.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Grazie all&#8217;azione di sostegno e antiinfiammatoria su tutto il tessuto connettivo l&#8217;equiseto viene utilizzato con successo nelle infiammazioni articolari, i dolori reumatici, artrosi e artrite.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Oltre al silicio, l&#8217;equiseto arvense contiene sali di potassio e calcio, tracce di alluminio, zolfo, saponine, flavonoidi e acidi organici. Parlando dell&#8217;equiseto, tuttavia, Rudolf Steiner sottolinea quanto sia importante non fermarsi all&#8217;analisi delle singole sostanze ma di osservare la pianta nel suo insieme ed approfondire la ricerca sui processi che portano alle sostanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Certamente, all&#8217;osservatore risulta difficile, se non impossibile, cogliere a cosa serve una pianta se parte da un&#8217;indagine puramente visiva (rischia di \u201cvagare\u201d con la fantasia). Dedicandosi all&#8217;equiseto nel corso dell&#8217;anno, tuttavia, attraverso un&#8217;osservazione fenomenologica della pianta e del suo ambiente e all&#8217;utilizzo come pianta medicinale e in agricoltura, si pu\u00f2 giungere all&#8217;immagine interiore di una pianta che si distingue, per esempio, per l&#8217;elasticit\u00e0, l&#8217;aggraziato equilibrio tra orizzontalit\u00e0 e verticalit\u00e0, l&#8217;elegante superamento delle forze di gravit\u00e0. Sono queste qualit\u00e0 che caratterizzano anche l&#8217;organismo umano quando \u00e8 in salute e le forze di terra e acqua da un lato e le forze di luce ed aria possono intessersi armoniosamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\u00a0<em>L&#8217;equiseto arvense in agricoltura<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Nel ciclo di conferenze \u201cImpulsi scientifico spirituali per il progresso dell&#8217;agricoltura\u201d Rudolf Steiner descrive la fine azione dell&#8217;equiseto arvense che aiuta a \u201cfare s\u00ec che la terra non risenta delle forze lunari in eccesso\u201d. Nomina l&#8217;equiseto nella sesta conferenza del libro, purtroppo senza entrare in dettagli riguardo alla suddetta azione. Oggi l&#8217;equiseto \u00e8 ampiamente utilizzato in agricoltura biodinamica (anche altri metodi agricoli bio lo impiegano) e si parla del \u201cPreparato508\u201dche consiste in un decotto da irrorare sulle piantagioni. Si interviene con il decotto\u00a0\u00a0 quando le forze di acqua (es.: ristagno di acqua nel terreno, precipitazioni piovose abbondanti, clima eccessivamente umido senza sole) non sono in equilibrio e, allo stesso tempo, l&#8217;elemento terrestre \u00e8 debole (es.: terreno con poco humus, poco strutturato, concimazioni sbagliate). Allora il terreno e le piantagioni accolgono eccessivamente le forze lunari e possono insorgere malattie fungine, afidi, marciumi. I frutti, gli ortaggi, le erbe non solo possono ammalarsi ma non sviluppano il giusto aroma e si conservano poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per il decotto di equiseto si usa equiseto arvense fresco o essiccato. Alcuni agricoltori biodinamici dinamizzano il preparato per 20 minuti prima di irrorarlo.<\/p>\n<div style=\"text-align: left\">\n<p><em>\u00a0\u201cPreparato 508\u201d &#8211; Decotto di equiseto<\/em><\/p>\n<p><em>Mettere a macerare 1 kg di equiseto fresco (o 150 g di droga essiccata) in 10 l di acqua fredda. Dopo 24 ore portare ad ebollizione e sobbollire per mezz&#8217;ora. Aspettare che il decotto si raffreddi, filtrare. Per irrorarlo si diluisce nel rapporto 1:5 e si spruzza in giornate asciutte, di mattina. Il decotto ha un&#8217;azione preventiva contro le malattie fungine e i marciumi. Si consiglia di usare il decotto dalla primavera all&#8217;estate (nel periodo pi\u00f9 umido) effettuando irrorazioni a cadenza regolare. In caso di un attacco fungino si ripete il trattamento per tre giorni di seguito, eventualmente mescolando con del macerato di ortica e aggiungendo della propoli e dell&#8217;olio essenziale di timo.<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left\">Karin Mecozzi<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Erborista, Esperta qual. di fitoterapia<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><a href=\"mailto:karin.mecozzi@aruba.it\">karin.mecozzi@aruba.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">www.petrarca.info<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">* Uno studio approfondito sull&#8217;equiseto \u00e8 stato eseguito da Jochen Bockem\u00fchl e i colleghi della Sezione di Scienze Naturali della Libera Universit\u00e0 del Goetheanum; \u00e8 riportato nel libro \u201cLeitfaden zur Heilpflanzenkunde Band \u201c, Verlag am Goetheanum.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una pianta primordiale nei nostri campi: l&#8217;equiseto \u00a0\u201cCoda cavallina\u201d, \u201cerba rugna\u201d, \u201crasperella\u201d: cos\u00ec viene anche chiamato l&#8217;equiseto dalla tradizione. 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