{"id":15709,"date":"2021-06-27T11:42:40","date_gmt":"2021-06-27T09:42:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=15709"},"modified":"2021-06-27T11:42:40","modified_gmt":"2021-06-27T09:42:40","slug":"resoconto-seminario-sullapicoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/resoconto-seminario-sullapicoltura\/","title":{"rendered":"Resoconto seminario sull&#8217;Apicoltura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"\/wp-content\/uploads\/Locandina-Apicoltura.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/Locandina-Apicoltura.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"352\" class=\"wp-image-15710 size-full aligncenter\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sabato 15 maggio scorso si \u00e8 tenuto il sesto seminario tematico dedicato all\u2019Apicoltura del Corso di base di agricoltura biodinamica promosso dall\u2019Associazione biodinamica in collaborazione con Agricolturabio.info nell\u2019ambito del progetto Valbioagri. Il corso si rivolge agli agricoltori della Toscana e, gratuitamente, a tutti gli associati dell\u2019Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica. Di seguito \u00e8 possibile leggere un sintetico resoconto dei lavori. Tutti i soci interessati a vedere l\u2019intero seminario possono farlo richiedendo le credenziali all\u2019indirizzo:<\/span> <a href=\"mailto:info@biodinamica.org\">info@biodinamica.org<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Conduce <strong>Valentina Carl\u00e0 Campa<\/strong>, agronoma e consigliere dell\u2019Associazione agricoltura biodinamica che in apertura illustra il tema e il programma degli interventi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><b>Carlo Triarico<\/b>, presidente dell\u2019Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica, inizia introducendo il tema dell\u2019alveare e delle api sulle quali, afferma, c\u2019\u00e8 ancora molto da comprendere. Guardando le api e il funzionamento di un alveare ci possiamo rendere conto che questo essere \u00e8 posizionato in alto nella scala evolutiva, anche pi\u00f9 in alto rispetto all\u2019essere umano. L\u2019alveare si posiziona in alto e verso la luce e gli individui che lo compongono sono iper-specializzati e svolgono funzioni diverse. Le api, fatta eccezione della regina, sono incapaci di riprodursi. La regina con un solo incontro con il fuco produce migliaia di uova sufficienti a far vivere l\u2019alveare per alcuni anni. Le api vivono in collegamento con la luce e il calore e non amano l\u2019umidit\u00e0. Le cellette esagonali assomigliano alla silice europea che ha una regolarit\u00e0 nella forma. L\u2019ape \u00e8 un animale estremamente evoluto ma scarsamente vitale, molto delicato e dedica la sua intera vita ad un compito. Triarico fa una disgressione sulla teoria dell\u2019evoluzionismo da Goethe, a Lamarck, a Darwin, dal fissismo al determinismo alla selezione naturale, fino ad arrivare alla storia evolutiva dell\u2019alveare. L\u2019alveare \u00e8 un essere, un organismo, e Steiner ne parla in termini di individualit\u00e0 collettiva. Triarico mette a confronto il lombrico, un essere metabolico, con l\u2019ape, un essere sensoriale, l\u2019uno polare all\u2019altra nella scala evolutiva. L\u2019ape \u00e8 nutrizionale quando entra nell\u2019alveare mentre \u00e8 riproduttiva quando si trova all\u2019esterno e svolge il ruolo di impollinazione, con un\u2019azione fondamentale di fecondazione di piante della stessa specie situate lontane. Conclude parlando dell\u2019approccio sistemico, di quello organicistico e della individualit\u00e0, pensando ad una rete di aziende agricole biodinamiche che si strutturino come una individualit\u00e0 collettiva, come fa l\u2019alveare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Interviene poi<b> Enrico Zagnoli<\/b>,<b> <\/b>esperto apicoltore biodinamico e autore del libro \u201cUna speranza per le api\u201d, Agri Bio Edizioni. Zagnoli lavora con le api da 30 anni e racconta che l\u2019uomo, dalla seconda met\u00e0 dell\u2019800, \u00e8 riuscito a danneggiare l\u2019organizzazione metafisica, sociale ed etologica delle famiglie delle api impattando sul sistema ritmico, su quello del ricambio e sul sistema nervoso di questi importantissimi animali. Spiega che \u00e8 molto interessante visitare un alveare di notte, ma per non disturbare gli animali bisogna avere delle accortezze come per es. vestirsi di nero. Chi si approccia all\u2019apicoltura, spiega Zagnoli, deve sapere che l\u2019ape bottinatrice che esce dall\u2019alveare verso il fiore, fonte d\u2019amore, \u00e8 una messaggera d\u2019amore e quando rientra con il polline ha un rituale, una danza, che esegue prima di depositarlo nella apposita cella. Ma se il fiore contiene delle tracce di sostanze chimiche di sintesi l\u2019ape fa ritorno all\u2019alveare con dei pollini o dei nettari avvelenati. \u00c8 invece fondamentale preservare la purezza dell\u2019alveare, la purezza della cera e quella dell\u2019areale di raccolta delle fonti nettarifere e pollinifere. Zagnoli si sofferma sull\u2019importanza della purezza dell\u2019areale di raccolta e sulla libert\u00e0 dell\u2019ape che \u00e8 sia domestica che selvatica, perch\u00e9 se da una parte si lascia governare dall\u2019uomo, dall\u2019altra pu\u00f2 sciamare e trasferirsi in un altro luogo. L\u2019azienda agricola di Zagnoli ha una decina di postazioni per gli alveari localizzate solo in aziende biodinamiche per scongiurare problemi dovuti proprio alla non purezza dell\u2019areale che deve essere lontano dalle fonti di inquinamento come aree industriali, strade e autostrade, antenne e tralicci. Il fuco ha una autonomia di volo di circa 13 Km mentre l\u2019ape operaia bottinatrice pu\u00f2 percorrere al massimo 3 km. Lo sciame invece pu\u00f2 arrivare a spostarsi fino a 5 km. Ben venga quindi una agricoltura come quella biodinamica che cerca di recuperare le condizioni primigenie dell\u2019ambiente evitando la iperspecializzazione e realizzando l\u2019individualit\u00e0 agricola a ciclo chiuso. Zagnoli conclude parlando dell\u2019importanza dei rapporti nell\u2019allevamento delle api, mostrando le differenze tra la cera d\u2019api, i fogli cerei e il favo naturale e condannando la pratica del taglio delle ali dell\u2019ape regina per evitare che l\u2019alveare sciami. E consiglia la lettura del libro \u201cApi ed Alberi: progetti chiave per Waldorf\u201d scaricabile a questo link :<\/span> <a href=\"https:\/\/www.scuolasteineriana.org\/associazione\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/BeesAndTrees.pdf\">https:\/\/www.scuolasteineriana.org\/associazione\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/BeesAndTrees.pdf<\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Interviene poi <b>Roberto Zuccari<\/b> dell\u2019Azienda agricola Zuccari, apicoltore biologico vicino alla biodinamica della provincia di Arezzo. Zuccari racconta che la sua esperienza con le api inizia nel 1981 lavorando con le api maremmane, api molto piccole ma potenti, come nomadista e, per i primi due anni, ha potuto sperimentare cosa volesse dire lavorare con le api senza Varroa. Con l\u2019avvento di questo parassita i cambiamenti sono stati molto importanti. Riuscirono a sconfiggere la Varroa grazie a prodotti che arrivavano dalla Romania. La sua azienda agricola arriv\u00f2 ad avere fino a 1500 alveari e la conversione all\u2019agricoltura biologica fu fatta per una motivazione economica visto che al miele biologico veniva riconosciuto sul mercato un prezzo pi\u00f9 alto di almeno il 30%. Oggi la differenza si aggira attorno al 10-12%. Nel corso degli anni per\u00f2 Zuccari nota un cambiamento nelle fioriture, nelle risorse nettarifiche e nel rapporto che riesce a instaurare con le api e, nel 2006, decide di interrompere le attivit\u00e0 e riprenderle con una nuova azienda, sempre in biologico, con un numero inferiore di alveari. Zuccari racconta come si \u00e8 costruito il proprio \u201calveare\u201d in Casentino con tutte materie prime reperibili nella zona, a un volo d\u2019ape. Per Zuccari l\u2019errore maggiore \u00e8 stato quello di divedere l\u2019apicoltura dall\u2019agricoltura che invece dipendono strettamente l\u2019una dall\u2019altra. Ha quindi creato una fattoria con un frutteto, mele, pere, susine di antiche variet\u00e0 casentinesi, mandorli e noccioli e ha in progetto di iniziare a coltivare piante officinali. Il tutto per aiutare le api a svilupparsi e, afferma, dedicarsi all\u2019agricoltura ha portato un effettivo beneficio all\u2019apicoltura. \u00c8 tuttora un nomadista e sposta i propri alveari in tutta la Toscana ma, rispetto a prima, ha fatto una attenta selezione dei luoghi, prediligendo le aree al di sopra del 400 m sul livello dl mare. Conclude raccontando la difficile situazione che sta vivendo l\u2019apicoltura negli ultimi anni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u00c8 poi il turno di <b>Stefano Farnetani<\/b> dell\u2019azienda agricola Golden Eyes con un intervento dal titolo \u201cLe difficolt\u00e0\u00a0delle api legate ai mutamenti climatici ed a un\u2019agricoltura convenzionale esasperata da prodotti\u00a0chimici nocivi e da macchinari inadeguati\u00a0utilizzati\u201d. Farnetani \u00e8 stato ciclista professionista fino al 2000 e utilizzava i prodotti dell\u2019alveare come miele, polline, propoli e pappa reale perch\u00e9 estremamente nutrienti e per mantenere una buona condizione fisica. Solo successivamente scopre che il miele e gli altri prodotti che gli venivano dati non erano di buona qualit\u00e0 e questo lo ha spinto, nel 2008, ad avvicinarsi all\u2019apicoltura ed a iniziare a lavorare con gli alveari. Dal 2012 \u00e8 questa la sua attivit\u00e0 principale e ad oggi gestisce 350 alveari certificati biologici con produzione principalmente di polline e miele. Parlare di areali \u00e8 particolarmente difficile in questo momento, afferma Farnetani, perch\u00e9 non ci sono tante aziende bio cos\u00ec grandi da avere la certezza che le api non arrivino in aziende contaminate. Un prodotto veramente puro \u00e8 molto difficile da ottenere. Quando l\u2019ape esce dall\u2019alveare \u00e8 impossibile controllarla e questo \u00e8 un punto di debolezza dell\u2019apicoltura. Oggi tenere in vita le api dentro un alveare \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile e chi sta fuori da questo mondo, come gli agricoltori o come i consumatori, non si rende conto di quanto poco rispetto ci sia per le api. L\u2019inquinamento ambientale, le tecniche di lavorazione dei convenzionali, ma anche da parte di alcuni biologici, lo sfruttamento eccessivo dei terreni, sono solo alcune delle cause dello spopolamento degli alveari. Farnetani parla poi della situazione in Valdichiana, dove le api bottinatrici rimangono schiacciate sui fiori di erba medica a causa dell\u2019utilizzo dei nuovi macchinari per lo sfalcio. Se non viene trovata una soluzione, conclude Farnetani, il futuro del miele italiano \u00e8 a rischio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Segue un interessante dibattito tra Farnetani, Zuccari e Zagnoli sulla genetica e sulla selezione in base alla longevit\u00e0 delle api regine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Conclude il seminario <b>Marco Serventi<\/b>, segretario dell\u2019Associazione e Ispettore Demeter. Inizia parlando<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">di come sia emerso anche in questa sessione dedicata all\u2019apicoltura che tutte le tematiche affrontate dal corso rappresentano organi dell\u2019individualit\u00e0 agricola e che la frammentazione, il materialismo e la competizione imperanti ci allontanano dall\u2019equilibrio dell\u2019intero essere planetario. La strada che ognuno deve intraprendere \u00e8 una trasformazione creativa del presente. Serventi spiega come l\u2019Italia in seno a Demeter International rappresenti la punta pi\u00f9 avanzata e pi\u00f9 coerente del metodo biodinamico che \u00e8 in divenire, in trasformazione continua. Legge un passo di Steiner in cui si afferma di come tutte le specie siano in reciproca relazione le une con le altre e non isolate. Illustra poi la normativa partendo dal DM 6793 del 18\/7\/2012 art.3 in cui si specifica che nella scelta della razza in apicoltura devono essere privilegiate le razze autoctone, passando agli articoli relativi all\u2019apicoltura del Regolamento Europeo del Biologico in cui, per esempio, si specificano le caratteristiche degli areali, l\u2019obbligo di cere biologiche, ecc. per poi illustrare nel dettaglio lo standard Demeter, i suoi principi di base, le regole sull\u2019ubicazione delle arnie, i trattamenti interni, quelli esterni e la pulizia e disinfezione, la crescita della colonia e la selezione. Nel disciplinare Demeter viene specificato che l\u2019allevamento artificiale della regina, l\u2019inseminazione artificiale, l\u2019utilizzo di api geneticamente modificate, il taglio delle ali alle api regina e la sostituzione sistematica della regina sono proibiti e che colonie con origine non certificata Demeter o biologica devono essere integrate senza favo. Anche gli esclusori della regina non sono permessi come metodo di gestione abitudinario, sono ammesse eccezioni solo durante il periodo di conversione. La cera utilizzata per i fogli cerei deve essere naturale e provenire da apicoltori Demeter e nel caso questi non fossero disponibili possono essere utilizzati favi o cera provenienti da apicoltori certificati biologici. Per l\u2019alimentazione durante lo svernamento si pu\u00f2 utilizzare miele e polline, che sono l\u2019alimentazione naturale delle api e non \u00e8 mai permesso l\u2019utilizzo di cibo stimolante. Serventi illustra poi le regole relative all\u2019estrazione e la conservazione del miele. Conclude spiegando le regole per la conversione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">I soci interessati ad ascoltare l\u2019intero seminario possono farlo richiedendo le credenziali all\u2019indirizzo: <a href=\"mailto:info@biodinamica.org\" style=\"color: #000000\">info@biodinamica.org<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 15 maggio scorso si \u00e8 tenuto il sesto seminario tematico dedicato all\u2019Apicoltura del Corso di base di agricoltura biodinamica promosso dall\u2019Associazione biodinamica in collaborazione con Agricolturabio.info nell\u2019ambito del progetto Valbioagri. Il corso si rivolge agli agricoltori della Toscana e, gratuitamente, a tutti gli associati dell\u2019Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica. 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