{"id":15619,"date":"2021-05-30T17:09:50","date_gmt":"2021-05-30T15:09:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=15619"},"modified":"2021-05-30T17:09:50","modified_gmt":"2021-05-30T15:09:50","slug":"resoconto-seminario-sulla-orticoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/resoconto-seminario-sulla-orticoltura\/","title":{"rendered":"Resoconto seminario sulla Orticoltura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"\/wp-content\/uploads\/Seminario-Orticoltura.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/Seminario-Orticoltura.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"351\" class=\"alignnone wp-image-15620 size-full\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Il 17 aprile scorso si \u00e8 tenuto il <strong>sesto seminario tematico,<\/strong> dedicato all\u2019<strong>Orticoltura,<\/strong> del Corso di base di agricoltura biodinamica promosso dall\u2019Associazione biodinamica in collaborazione con Agricolturabio.info nell\u2019ambito del progetto Valbioagri. Il corso si rivolge agli agricoltori della Toscana e, gratuitamente, a tutti gli associati dell\u2019Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica. Di seguito \u00e8 possibile leggere un sintetico resoconto dei lavori. Tutti i soci interessati a vedere l\u2019intero seminario possono farlo richiedendo le credenziali all\u2019indirizzo: <a href=\"mailto:info@biodinamica.org\" style=\"color: #000000\">info@biodinamica.org<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Inizia <b>Carlo Triarico<\/b>, presidente dell\u2019Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica, che introduce il tema spiegando la differenza tra sistema vivente e organismo. Quest\u2019ultimo \u00e8 un sistema vivente a ciclo chiuso, con conformazioni definite e una forte propensione all\u2019obiettivo. Una azienda organismo si deve strutturare e darsi un obiettivo cui tendere. Esistono due grandi macro categorie di orientamento per una azienda: guardare al proprio interno o guardare all\u2019esterno, all\u2019estrema periferia, al consumatore finale. Il primo \u00e8 il \u201cvecchio\u201d modo. Una volta stabilito il principio sovrasensibile sul quale fondare una azienda agricola \u00e8 necessario individuare i confini e darsi una struttura che tenda all\u2019ideale per raggiungere i suoi fini. Il sistema vivente della pianta invece \u00e8 un sistema aperto in relazione con l\u2019ambiente che si struttura in maniera imprevedibile e con confini \u201callargati\u201d. La pianta ha una relazione organica vivente con ci\u00f2 che sta all\u2019esterno di essa. La terra, con i suoi funghi e tutti gli altri microrganismi che la abitano, \u00e8 una parte integrante della pianta. La pianta \u00e8 inoltre orientata nei ritmi cosmici, con il sole che, con la sua influenza mediata dal cosmo, da una parte, con la luce alla mattina, stimola la nutrizione attraverso la fotosintesi mentre dall\u2019altra, con il calore nel pomeriggio, stimola l\u2019accrescimento. I cicli della nutrizione e dell\u2019accrescimento sono dunque sfalsati. Triarico spiega poi l\u2019importanza dell\u2019acido carbonico, passando poi ad illustrare l\u2019influenza dell\u2019eccentrico Mercurio sull\u2019orticoltura, da San Benedetto fino a spiegare i tre cicli della produzione orticola. Piante monocotiledone e dicotiledone, con forme accumulative o dispersive, forme archetipe che sono state fondamentali nella storia dell\u2019addomesticazione degli ortaggi dall\u2019antichit\u00e0 fino ad oggi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Passa poi la parola a <b>Federico Martinelli<\/b> dell\u2019azienda agricola biodinamica NicoBio di Lucca. Per fare l\u2019orticoltore, esordisce Martinelli, \u00e8 necessaria molta delicatezza e un rapporto empatico con le piante coltivate per percepire in anticipo quelli che sono i loro bisogni. L\u2019osservazione attenta \u00e8 il perno centrale attorno a cui ruota tutta l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019orticoltore. A questa consapevolezza Martinelli \u00e8 arrivato durante il percorso di conversione dell\u2019azienda da convenzionale a biologica e, poi, dopo 5 anni, a biodinamica. Il terreno parla e l\u2019agricoltore biodinamico deve saperlo ascoltare. Il suo terreno, racconta Martinelli, dopo anni di intense lavorazioni convenzionali era molto impoverito, compatto, asfittico e destrutturato con un colore tendente al grigio e un cattivo odore. Il primo impegno \u00e8 stato quello di cercare di rivitalizzarlo. L\u2019approccio del biologico per\u00f2 aveva solo modificato gli input da chimici ad organici e non dava i risultati attesi. Grazie al confronto con altri agricoltori che praticavano con successo la biodinamica, ed a un convegno di Alex\u00a0Podolinsky, ha compreso quanto fosse importante l\u2019osservazione del terreno e a non confondere la vitalit\u00e0 con la vigoria. La qualit\u00e0 organolettica e nutrizionale dei nostri prodotti, afferma Martinelli, \u00e8 data dalla vitalit\u00e0 del terreno che \u00e8 stata sviluppata grazie alle pratiche biodinamiche. Dapprima con l\u2019uso del preparato 500, del ripuntatore e dei sovesci e &#8220;gi\u00e0 dopo 10 mesi i terreni avevano iniziato a trasformarsi&#8221;. Poi introducendo il preparato 501 e i cumuli fino ad arrivare a eliminare completamente il rame. La biodinamica \u00e8 la soluzione per avere vitalit\u00e0 del terreno che poi si diffonde a tutta l\u2019azienda agricola, comprendendo anche l\u2019agricoltore e la sua famiglia. Le soluzioni in biodinamica devono essere individuate con creativit\u00e0 e in base alle esigenze, non ci sono ricette prestabilite.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Interviene per un saluto\u00a0<b>Cristina Marello<\/b>, agronoma e consigliera dell\u2019Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica, che si sta occupando di organizzare il nuovo servizio di consulenza tecnica dell\u2019Associazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><b>Fabio Fioravanti<\/b>, tecnico agronomo biodinamico e segretario della sezione Emilia Romagna dell\u2019Associazione, affronta nel suo intervento il tema delle infestanti e delle erbe spontanee. La biodinamica insegna a ragionare in maniera olistica e a vedere queste piante in maniera diversa, non come un ostacolo ma come espressione della natura. Per Fioravanti il primo gesto agricolo \u00e8 rappresentato dal disboscamento per poter ottenere i campi da coltivare. L\u2019infestante quindi \u00e8 il primo tentativo che la natura compie per ripristinare gli equilibri ecologici. Si parla di flora segetale o specie specialiste, perch\u00e9 legate ad una particolare nicchia ecologica, che si sviluppano nei campi coltivati. Dagli anni \u201960 l\u2019uomo ha introdotto prodotti chimici che hanno minato ancora di pi\u00f9 gli equilibri naturali determinando un cambiamento nel tipo di flora che un tempo caratterizzava i campi coltivati. Prima i campi avevano una flora segetale molto ricca in termini di variet\u00e0 di specie ma che erano anche pi\u00f9 facili da controllare perch\u00e9 dotate di una vigoria medio bassa, come per esempio il fiordaliso. L\u2019uomo attraverso l\u2019introduzione di sostanze azotate di sintesi e attraverso l\u2019introduzione di altre sostanze chimiche inquinanti ha provocato l\u2019estinzione della maggior parte di queste specie a favore di poche specie, la cosiddetta flora di sostituzione o specie generaliste o invasive, che invece le tollerano ed hanno la capacit\u00e0 di adattarsi alle condizioni pi\u00f9 estreme. \u00c8 quindi venuta meno la biodiversit\u00e0 naturale che caratterizzava i campi coltivati e, oggi, le poche specie presenti nei campi coltivati sono pi\u00f9 difficili da controllare perch\u00e9 hanno una notevole resistenza ed una estrema vigoria. L\u2019agricoltore ha quindi il compito rinunciare alla chimica e di ripristinare la complessit\u00e0 attraverso le buone pratiche biodinamiche, imitando i cicli biologici naturali e applicando una serie di strategie di controllo della flora spontanea, come per esempio la pacciamatura (con teli biodegradabili) o l\u2019allettamento. Per l\u2019orticoltura infatti \u00e8 auspicabile avere una pluralit\u00e0 di specie poco aggressive e intervenire per il controllo quando queste piante sono ancora piccole. Fioravanti presenta poi alcune immagini rappresentative dell\u2019evoluzione del paesaggio agrario, della riduzione della biodiversit\u00e0, delle specie specialiste che oggi caratterizzano solo gli habitat pi\u00f9 sani e di quelle generaliste, infestanti invasive che caratterizzano la maggior parte dei campi coltivati italiani per arrivare, infine, a mostrare alcune attrezzature per il controllo degli infestanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Interviene poi <b>Leonardo Gabellini<\/b> dell\u2019azienda agricola Orto del Vicino di Borgo San Lorenzo che presenta l\u2019esperienza sua e di Anna che, laureati in Agraria e dopo alcune esperienze lavorative, decidono di avvicinarsi al mondo dell\u2019agricoltura in maniera diretta. La prima difficolt\u00e0 incontrata ha riguardato l\u2019accesso alla terra anche perch\u00e9 i prezzi in Mugello sono altissimi (fino a 100 mila euro a ettaro). Nel 2013 acquistano attraverso un\u2019asta fallimentare due ettari di terra abbandonati che in passato erano stati gestiti in convenzionale e quindi presentavano terreni molto compatti. Hanno iniziato con la vendita diretta ispirandosi all\u2019agricoltura biologica per poi passare all\u2019agricoltura biodinamica per dare la garanzia ai clienti che la terra lavorata non venisse depauperata. Oltre all\u2019orto \u00e8 stato attivato anche il pollaio che fornisce circa 3500 uova all\u2019anno. L\u2019obiettivo era di avere un paniere ampio di prodotti per dare un segnale del fatto che la loro terra potesse produrre gran parte degli alimenti necessari. Nel 2015 decidono di prendere in affitto un castagneto da frutto abbandonato da 11 anni dal quale sono prodotti marroni freschi e farina di castagne e nel 2016 prendono in affitto una vigna e un campo per il grano antico. &#8220;I nostri prodotti&#8221;, spiega Gabellini, &#8220;sono salubri, stagionali, profumati, digeribili e coltivati responsabilmente nel luogo dove vengono consumati&#8221;. I sovesci, i preparati biodinamici 500 e 501, il compost da cumulo con letame proveniente da un allevamento biologico hanno portato a grandi miglioramenti nell\u2019equilibrio del terreno in poco tempo. La biodinamica ha portato al dimezzamento dell\u2019utilizzo dell\u2019assegnazione del gasolio, all\u2019abbandono dell\u2019aratro, ad una anticipata e pi\u00f9 duratura entrata in tempera del terreno, ad una maggiore sapidit\u00e0 e conservabilit\u00e0 degli ortaggi, ad una maggiore stabilit\u00e0 della struttura del terreno, ad una riduzione sensibile delle patologie e ad un aumento della fauna tellurica in particolare lombrichi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">E poi il turno di <b>Antonio Scioscia<\/b> che si occupa della gestione dell\u2019orto dell\u2019azienda agricola Il Cerreto di Pomarance, una realt\u00e0 di 350 ettari di cui circa 300 dedicati alla produzione con un prevalente indirizzo cerealicolo e leguminose. A Il Cerreto \u00e8 presente di un bio agriturismo, un ristorante e un negozio oltre alla fase di trasformazione dei prodotti (che include anche un mulino) per uscire sul mercato con il prodotto, anche lavorato, pronto per essere messo sugli scaffali. \u00c8 inoltre in atto la creazione di una stalla per bovini. L\u2019orto del Cerreto \u00e8 di circa 9 ettari, \u00e8 suddiviso in parcelle di mezzo ettaro dedicate, a rotazione, alle culture primaverili e autunnali. Dopo il ciclo di allevamento di una coltura viene coltivato il sovescio. Gli ortaggi prodotti freschi o trasformati vengono venduti, oltre che nello spaccio aziendale, anche attraverso i negozi di EcorNaturas\u00ec e alti negozi del bio, oltre che all\u2019estero. Una parte dell\u2019orto, circa 2500 mq \u00e8 coperto da serre per anticipare e allungare la stagione di alcune colture e dove viene praticata la pacciamatura con materiale biodegradabile in amido di mais o tessuto non tessuto per proteggere le piante da possibili gelate. Il preparato 501 viene regolarmente spruzzato sulle piante e tra le file vengono lasciate le erbe spontanee per dare rifugio agli insetti e cercare di ripristinare l\u2019equilibrio che l\u2019uomo ha rotto. \u201cI ripara siti\u201d chiamano questi insetti utili al Il Cerreto. Normalmente utilizzano la pratica della baulatura e tra i bauli sono inserite delle culture veloci come ravanelli, spinaci, cime di rapa, per ottimizzare gli spazi. Conclude Scioscia sottolineando l\u2019importanza del testo di Steiner\u00a0\u201cImpulsi scientifico-spirituali per il progresso dell&#8217;agricoltura. Corso sull&#8217;agricoltura\u201d e dei tre principi per lui fondamentali della biodinamica: 1. la pianta \u00e8 un ponte tra il cielo e la terra e il sovescio, per esempio, vivifica il terreno grazie alle piante che fanno quel collegamento. 2. la concimazione attraverso il cumulo di letame e pula per portare vitalit\u00e0 al terreno. 3. L\u2019organismo agricolo conchiuso ma che deve anche essere aperto verso l\u2019esterno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Conclude il seminario <b>Marco Serventi<\/b>, segretario dell\u2019Associazione e Ispettore Demeter, spiega che le aziende orticole sono di tre tipi: quelle con produzione marginale non specializzata per l\u2019autoconsumo, per il mercato locale o per i GAS. Questa categoria \u00e8 caratterizzata da una maggiore gestibilit\u00e0, una rapidit\u00e0 nelle modifiche colturali e gestionali e nell\u2019adattamento al mercato, un basso impatto sul mercato e richiedono investimenti minori. Il secondo tipo \u00e8 quello delle aziende a produzione mista che sono caratterizzati da una buona gestibilit\u00e0, da una buona rapidit\u00e0 nelle modifiche colturali e gestionali e nell\u2019adattamento al mercato, un medio impatto sul mercato e richiedono investimenti medi. Infine le aziende specializzate nell\u2019orticoltura che ha una gestibilit\u00e0 pi\u00f9 complessa, una minore rapidit\u00e0 nelle modifiche colturali e gestionali e nell\u2019adattamento al mercato e un alto impatto sul mercato. Serventi poi illustra la gestione della fertilit\u00e0 in un orto come prescritta dal disciplinare Demeter. Applicare il metodo biodinamico, sostiene Serventi, d\u00e0 delle risposte oggettive. Compost animale (con la presenza di 0,2 UBA ettaro all\u2019anno), 10% lasciato alla biodiversit\u00e0, opportune rotazioni, scelta di semi e piantine di origine biodinamica o biologica (CMS free) portano fino al 6% di sostanza organica nel terreno dando al terreno una resilienza maggiore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">I soci interessati ad ascoltare l\u2019intero seminario possono farlo richiedendo le credenziali all\u2019indirizzo: info@biodinamica.org<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Clicca per leggere il resoconto dei\u00a0seminari tematici di:<br \/>\n<\/span><a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-seminario-di-olivicoltura-biodinamica\/\">Olivicoltura<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-seminario-di-viticoltura-biodinamica\/\">Viticoltura<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/terraevita.edagricole.it\/biologico\/la-zootecnia-chiude-il-cerchio-dellazienda-biodinamica\/\">Zootecnia I\u00b0\u00a0<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-secondo-seminario-sulla-zootecnia-biodinamica\/\">Zootecnia II\u00b0<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-seminario-sul-vivaismo-biodinamico\/\">Vivaismo<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-seminario-sulla-frutticoltura\/\">Frutticoltura<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 17 aprile scorso si \u00e8 tenuto il sesto seminario tematico, dedicato all\u2019Orticoltura, del Corso di base di agricoltura biodinamica promosso dall\u2019Associazione biodinamica in collaborazione con Agricolturabio.info nell\u2019ambito del progetto Valbioagri. 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