{"id":15617,"date":"2021-05-30T17:06:46","date_gmt":"2021-05-30T15:06:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=15617"},"modified":"2021-05-30T17:06:46","modified_gmt":"2021-05-30T15:06:46","slug":"resoconto-seminario-sulla-frutticoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/resoconto-seminario-sulla-frutticoltura\/","title":{"rendered":"Resoconto seminario sulla Frutticoltura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"\/wp-content\/uploads\/Seminario-frutticoltura.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"\/wp-content\/uploads\/Seminario-frutticoltura.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"352\" class=\"alignnone wp-image-15618 size-full\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Sabato 30 aprile scorso si \u00e8 tenuto il <strong>settimo seminario tematico<\/strong> dedicato alla <strong>Frutticoltura<\/strong> del Corso di base di agricoltura biodinamica promosso dall\u2019Associazione biodinamica in collaborazione con Agricolturabio.info nell\u2019ambito del progetto Valbioagri. Il corso si rivolge agli agricoltori della Toscana e, gratuitamente, a tutti gli associati dell\u2019Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica. Di seguito \u00e8 possibile leggere un sintetico resoconto dei lavori. <span style=\"text-decoration: underline\">Tutti i soci interessati a vedere l\u2019intero seminario possono farlo richiedendo le credenziali all\u2019indirizzo: <a href=\"mailto:info@biodinamica.org\" style=\"color: #000000;text-decoration: underline\">info@biodinamica.org<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Introduce e conduce Valentina Carl\u00e0 Campa, agronoma e consigliere dell\u2019Associazione agricoltura biodinamica illustrando il tema e il programma degli interventi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Il primo intervento<\/strong> dal titolo \u201cL\u2019esperienza dell\u2019azienda agricola Cortesi in frutticoltura biodinamica\u201d<strong> \u00e8 di<\/strong><strong> Mauro Cortesi <\/strong><strong>dell\u2019omonima <\/strong>azienda agricola, 5 ettari di terreno in provincia di Ravenna. L\u2019esperienza nella biodinamica inizia gi\u00e0 dalla prima met\u00e0 degli anni \u201980, con la partecipazione ai corsi organizzati dall\u2019Associazione e agli incontri della sezione Emilia Romagna. L\u2019azienda coltiva meli, peri, peschi e viti e in azienda sono presenti maiali, galline, capponi, oche, un asino e una capra. Pratica regolarmente il sovescio che viene trinciato e usato come pacciamatura nel terreno. L\u2019unica lavorazione del terreno viene fatta per i nuovi impianti. I prodotti sono distribuiti attraverso EcorNaturas\u00ec. Le variet\u00e0 di pesco coltivate sono variet\u00e0 antiche. Cortesi spiega infine come ha trattato negli anni gli attacchi degli insetti dannosi alle piante e come, attraverso il sovescio, effettua la concimazione nei frutteti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Achille Minisini,<\/strong> esperto di agricoltura biodinamica della Sezione dell\u2019Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica del Friuli Venezia Giulia, fa un intervento sulla pasta per tronchi. Ogni anno a dicembre la sezione Friuli organizza una giornata contadina dedicata all\u2019allestimento della pasta per tronchi. Minisini inizia spiegando che l\u2019albero da frutta ogni anno costruisce una struttura sempre pi\u00f9 complessa e il primo fondamentale passo \u00e8 imparare a conoscere l\u2019albero. Nell\u2019albero \u00e8 molto importante la circolazione linfatica. Minisini spiega la differenza tra linfa grezza e linfa elaborata, l\u2019importanza del cambio linfatico, di come le piante durante il riposo vegetativo invernale si preparino alla primavera e del fenomeno della caduta delle foglie in autunno. La biodinamica suggerisce di sostenere i processi vitali invernali dell\u2019albero a foglia caduca attraverso la pasta per tronchi. Per la pasta per tronchi esistono diverse ricette. Minisini fa riferimento a quella elaborata da Maria Thun, con letame bovino, argilla bentonite e una parte anche argilla verde, farina di basalto macinata fine, cenere di legna, siero di latte e acqua quanto basta. Mescolare, o dinamizzare, insieme ai preparati da cumulo (502, 503, 504, 505, 506 e 507) e poi distribuire con un pennello sui tronchi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Prende poi la parola <b>Carlo Triarico<\/b>, presidente dell\u2019Associazione per l\u2019agricoltura biodinamica, che inizia introducendo il tema dei frutti. Per arrivare al frutto si passa attraverso il fiore, che rappresenta la parte emotiva della pianta con i suoi colori, profumi e leggerezza. Le cellule dei fiori sono molto piene di aria e attirando gli insetti. Poi si sviluppa il frutto. Il frutto \u00e8 legato al metabolismo ed \u00e8 ricco di sostanze nutrizionali. Passando dal simbolismo dell\u2019albero della conoscenza e dell\u2019albero della vita della Genesi, Triarico, attraverso fotografie e immagini, illustra la metamorfosi dell\u2019albero dalla terra, alle foglie, al fiore, al frutto. Questo conchiude la vita e la conoscenza, la polpa e il seme. Steiner afferma che l\u2019albero \u00e8 un terreno che si \u00e8 rialzato e che i biodinamici, quindi, concimano come si fa con la terra grazie alla pasta per tronchi. Illustra poi la trasformazione che gli alberi hanno avuto dal carbonifero al cretaceo, con lo sviluppo delle foglie a pianta larga e dei frutti. L\u2019uomo \u00e8 riuscito, attraverso la frutticoltura, a trasformare l\u2019albero selvatico, che tendenzialmente fa pochi fiori e frutti, in albero da frutto. La frutta, conclude, sostiene il metabolismo ma rafforza anche il pensiero di chi la mangia. La frutticoltura biodinamica ha quindi una funzione molto importante perch\u00e9 i frutti biodinamici sono particolarmente ricchi di flavonoidi, di antociani e di vitamine, in quantit\u00e0 superiori sia al convenzionale che al biologico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>\u00c8 il turno di<\/strong><strong> Dario Brucculeri<\/strong> dell\u2019Azienda agricola siciliana \u201cGolden Grapes\u201d che produce uva da tavola biodinamica. La scelta di passare al biodinamico fu maturata dall\u2019osservazione, nel 1989, che l\u2019azienda diventava, anno dopo anno, sempre pi\u00f9 dipendente dalla chimica. Per prima cosa, per combattere la tignola, evitando gli insetticidi chimici, provarono a insacchettare i grappoli. I risultati erano molto buoni ma l\u2019uva denominata allora \u201cpulita\u201d non aveva avuto i risultati sperati sul mercato. Su stimolo di un cliente decidettero di certificarsi biologico e di l\u00ec a poco, grazie alla partecipazione ad un corso sull\u2019agricoltura biodinamica, iniziarono a sperimentare questo nuovo metodo. Da subito la pratica della biodinamica influ\u00ec in maniera positiva sull\u2019azienda. Oggi l\u2019azienda ha una estensione di 27 ettari e a breve saranno inseriti gli animali. Fino ad oggi avevano un apiario e ospitavano il gregge di pecore di un pastore vicino durante gli inerbimenti. Le tecniche utilizzate, oltre al metodo dell\u2019insaccamento, riguardano l\u2019utilizzo dei preparati da spruzzo (cornoletame e cornosilice), il letame compostato e il sovescio e l\u2019inerbimento spontaneo dei vigneti, che vengono poi trinciati e interrati nel terreno. Tutte le tecniche praticate sono finalizzate a incrementare la fertilit\u00e0 del terreno. Il trattamento con il rame viene effettuato solo in caso di bisogno e non tutti gli anni. Viene invece utilizzato lo zolfo di miniera, sia liquido che in polvere. Viene mostrato poi un video descrittivo dell\u2019azienda. La Golden Grapes coltiva anche pesche, susine, ciliegie e pere. Brucculeri si sofferma a spiegare come agiscono la tignola e lo oidio, gli effetti secondari di questi attacchi e quali sono le giuste tempistiche per l\u2019efficacia dell\u2019insacchettamento dei grappoli. Illustra le tecniche per arieggiare il vigneto e per anticipare e allungare il tempo del raccolto. Mostra infine le foto dei macchinari utilizzati per i preparati da spuzzo, il dinamizzatore da 240 litri, lo spruzzatore e il macchinario per distribuire lo zolfo, un\u2019impolveratrice elettrostatica che permette di ridurre sensibilmente la quantit\u00e0 di zolfo distribuita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Interviene poi<\/strong><strong> Amedeo Vuch,<\/strong> socio dell\u2019Associazione biodinamica del Friuli Venezia Giulia con un intervento dal titolo \u201cI Sommi principi della pianta da frutto dal punto di vista biodinamico\u201d. Racconta l\u2019agricoltura praticata nelle zone montane del Friuli Venezia Giulia, con piccoli terreni molto frazionati. Vuch dispone di 4 ettari che sono per la maggior parte coperti da bosco e da prati e la parte coltivata \u00e8 tutta concentrata e strutturata cercando di creare un organismo agricolo biodinamico. Nel campo della frutticoltura ha sperimentato varie tecniche, innesti e porta innesti, la coltivazione di diverse variet\u00e0 ma poi si \u00e8 reso conto che la cosa migliore era seguire l\u2019esperienza della tradizione, utilizzare le colture autoctone e dedicare tempo all\u2019osservazione dei campi. La zona dove vive Vuch \u00e8 vocata alla produzione di mele e c\u2019\u00e8 una variet\u00e0, la mela Zeuka, molto antica ricca di vitamina c, che si raccoglie a fine ottobre e si mantiene fino a fine aprile. Vuch racconta la sua ricerca fatta intervistando gli anziani agricoltori grazie alla quale ha scoperto che gli alberi della mela venivano concimati solo i primi 4 anni con letame bovino maturo, venivano impalcati, e dopo venivano lasciati liberi di svilupparsi, senza potature. Spiega che quando si taglia un ramo di una pianta da frutto si crea un vuoto che l\u2019albero, attraverso nuovi getti, cerca velocemente di riempire. \u00c8 per questo che da qualche anno ha smesso di potare, limitandosi a tagliare i rami secchi o qualche ramo che disturba la chioma. Illustra poi gli attacchi degli insetti e degli uccelli e le tecniche di oggi e di ieri per contrastarli. L\u2019organismo agricolo ricco di biodiversit\u00e0 e di insetti utili riesce a mitigare questi attacchi. Conclude spiegando l\u2019idea albero di Steiner.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><strong>Cristina Marello, <\/strong>Agronomo, parla della sua esperienza di frutticoltura biodinamica e racconta che i diversi modi di osservare un frutteto rivelano tanto delle persone che lo coltivano. C\u2019\u00e8 chi tratta gli alberi come individui e chi invece ha una visione complessiva secondo la quale un albero malato diventa un sintomo di qualcosa che non va all\u2019interno di una entit\u00e0 pi\u00f9 grande, il frutteto. Introdurre in quest\u2019ultimi ambiti il concetto di memoria e di legame con il territorio \u00e8 un lavoro che deve essere fatto quando si passa all\u2019agricoltura biodinamica. Per fare agricoltura biodinamica non vuol dire aggiungere al sistema attuale alcune pratiche come per esempio il cumulo o i preparati, ma scardinare la vecchia impostazione. Le piante, in un frutteto biodinamico, devono raggiungere la forma idonea e quindi \u00e8 necessario mettere in discussione tutto il precedente sistema produttivo, rivedere le forme di allevamento e le modalit\u00e0 di potatura fino ad arrivare ad eliminare dei filari di alberi da frutto per fare spazio a corridoi ecologici. Marello sottolinea l\u2019importanza di capire le motivazioni e i punti di rottura che spingono un agricoltore a intraprendere la strada della biodinamica. Illustra poi la potatura nel frutteto biodinamico, le forme in volume e quelle a impalco, che devono sempre tener conto delle peculiarit\u00e0 delle singole piante e richiedono, quindi, un\u2019attenta osservazione. La scelta delle variet\u00e0 deve dipendere dalla resistenza verticale e orizzontale delle specie, ed \u00e8 molto importante conoscere le caratteristiche dei portainnesto, quelle del suolo e quelle del cotico erboso. All\u2019interno del frutteto bisogna cercare di incrementare la biodiversit\u00e0 e l\u2019agricoltore deve essere un grande osservatore di quello che c\u2019\u00e8, ma anche di quello che non c\u2019\u00e8. Conclude parlando della lotta agli organismi nocivi nel frutteto e degli interventi fitosanitari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Conclude il seminario <b>Marco Serventi<\/b>, segretario dell\u2019Associazione e Ispettore Demeter. Inizia parlando della complessit\u00e0 dell\u2019approccio agroecologico e dalla necessit\u00e0 di lavorare insieme agli altri agricoltori, ma non solo, per affrontala. Perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 tempo di fare le cose da soli. La prima cosa da affrontare \u00e8 la gestione della fertilit\u00e0 del suolo e l\u2019incremento della sostanza organica in esso presente. Serventi illustra la definizione di Humus data da Alex Podolinsky: \u201cNon vi \u00e8 humus \u201cstabile\u201d. L\u2019humus esiste soltanto al culmine di un processo di continuo divenire. Questo \u00e8 status nascendi. Humus stabile sarebbe materiale morto. Status nascendi \u00e8 un processo di costante movimento dinamico in interazione con la forma materiale della scura sostanza fisica come un tutt\u2019uno\u201d. Spiega come agiscono gli interventi agronomici sul carbonio del suolo e sui microrganismi sotterranei, umificandolo, arricchendolo di microrrize e di lombrichi di aria e di luce. Illustra il sistema di piegatura del sovescio che ha il vantaggio di non lasciare la terra scoperta durante l\u2019estate. Spiega l\u2019importanza di un piano di concimazione aziendale, delle aree lasciate alla biodiversit\u00e0 naturale (per Demeter almeno il 10%). E conclude spiegando che \u00e8 di fondamentale importanza per lo sviluppo dell&#8217;organismo agricolo e la sua evoluzione in individualit\u00e0 agricola che sia curata al massimo la qualit\u00e0 di:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000\">osservazione e percezione ampliata dei fenomeni<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">cura massima nella conservazione della qualit\u00e0 dei preparati biodinamici<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">cura massima nella dinamizzazione distribuzione dei preparati da spruzzo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">intensificare l&#8217;uso dei preparati soprattutto nei primi anni di sviluppo della fertilit\u00e0<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">cura massima del compostaggio biodinamico e nel suo uso<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">uso di sovesci e inerbimenti come elementi fondamentali per il suolo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">introdurre l&#8217;uso della pasta per tronchi come fattore di rinforzamento della pianta<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000\">massimizzare le aree a biodiversit\u00e0 naturale dove la natura possa esprimersi al massimo<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000\">I soci interessati ad ascoltare l\u2019intero seminario possono farlo richiedendo le credenziali all\u2019indirizzo: info@biodinamica.org<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">Clicca per leggere il resoconto dei\u00a0seminari tematici di:<\/span><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-seminario-di-olivicoltura-biodinamica\/\">Olivicoltura<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-seminario-di-viticoltura-biodinamica\/\">Viticoltura<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/terraevita.edagricole.it\/biologico\/la-zootecnia-chiude-il-cerchio-dellazienda-biodinamica\/\">Zootecnia I\u00b0\u00a0<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-secondo-seminario-sulla-zootecnia-biodinamica\/\">Zootecnia II\u00b0<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-seminario-sul-vivaismo-biodinamico\/\">Vivaismo<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.biodinamica.org\/resoconto-seminario-sulla-orticoltura\/\">Orticoltura<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 30 aprile scorso si \u00e8 tenuto il settimo seminario tematico dedicato alla Frutticoltura del Corso di base di agricoltura biodinamica promosso dall\u2019Associazione biodinamica in collaborazione con Agricolturabio.info nell\u2019ambito del progetto Valbioagri. 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