{"id":1089,"date":"2011-07-21T15:32:47","date_gmt":"2011-07-21T13:32:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biodinamica.org\/?p=1089"},"modified":"2011-07-21T15:32:47","modified_gmt":"2011-07-21T13:32:47","slug":"viaggio-nelle-aziende-biodinamiche-italiane-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.idra.it\/biodin\/viaggio-nelle-aziende-biodinamiche-italiane-3\/","title":{"rendered":"Viaggio nelle aziende biodinamiche italiane \/ 3"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>L\u2019AZIENDA CASCINE ORSINE E LA COLTIVAZIONE BIODINAMICA DEL RISO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La caratteristica che pi\u00f9 colpisce nel paesaggio delle Cascine Orsine \u00e8 l\u2019acqua che scorre. Lungo la strada e i sentieri del bosco, ai margini dei campi, sul prato delle marcite, nel vicino fiume Ticino, l\u2019elemento vitale dell\u2019acqua \u00e8 sempre presente, col suo scorrere incessante, con la sua trasparenza cristallina, con le sue piante, i suoi pesci e gli altri animali acquatici.<\/p>\n<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: left\">L\u2019abbondanza d\u2019acqua si manifesta anche nella presenza di alcuni \u201cfontanili\u201d, nei quali l\u2019acqua sotterranea sgorga in superficie e pu\u00f2 essere usata per l\u2019irrigazione. La dominanza dell\u2019elemento acqua si esprime anche &#8211; in modo forse meno simpatico &#8211; nelle nebbie e nel proliferare delle zanzare nei periodi pi\u00f9 caldi.<\/div>\n<p style=\"text-align: left\">Il simbolo dell\u2019azienda agricola \u00e8 proprio la rana che canta, che qui \u00e8 ancora presente come in un\u2019isola felice, circondata da un paesaggio ostile dal quale fu cacciata in seguito alla massiccia introduzione delle sostanze chimiche nella produzione del riso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Secondo tra i cereali in ordine di importanza mondiale, il riso viene consumato soprattutto nei paesi dell\u2019Oriente, questa pianta \u00e8 infatti originaria del sud-est asiatico. La coltivazione del riso in Europa si diffuse con gli Arabi che iniziarono a coltivarlo in Spagna;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1096\" aria-describedby=\"caption-attachment-1096\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/1.MG_2976.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1096\" title=\"_1.MG_2976\" src=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/1.MG_2976-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1096\" class=\"wp-caption-text\">Il riso, in questa fase della lavorazione chiamato risone, nei rimorchi dopo la trebbiatura<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\">attualmente \u00e8 coltivato soprattutto nella Pianura Padana e in Spagna e, su superfici pi\u00f9 ridotte, anche negli altri paesi dell\u2019area del Mediterraneo. Essendo una pianta tipica delle zone tropicali e sub-tropicali (e quindi con esigenze termiche molto elevate) per essere coltivata in zone temperate ha bisogno della presenza di uno strato di acqua che sommerga il terreno e una parte della pianta svolgendo le funzioni di volano termico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">E proprio da qui nascono le difficolt\u00e0 della coltivazione biodinamica del riso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>La gestione del suolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Perch\u00e9 si possa formare uno strato d\u2019acqua permanente \u00e8 necessario rendere impermeabile il terreno, livellarlo e, trattandosi nel nostro caso di un terreno sabbioso, intasarlo in modo che la risaia resti sommersa per tre mesi e mezzo\/quattro mesi e mezzo (aprile, maggio, giugno, luglio) a seconda della variet\u00e0. \u201cQuello che molti non sanno \u2013 dice Aldo Paravicini, proprietario dell\u2019azienda \u2013 \u00e8 che la coltivazione del riso \u00e8 un vero atto di sacrificio che si richiede al terreno. Tutti gli sforzi che l\u2019agricoltore biodinamico fa per rendere vitale il terreno, per migliorarne la struttura, per favorire lo sviluppo dei lombrichi, qui vengono annullati: si distrugge la struttura, si creano condizioni di anaerobiosi, i lombrichi scompaiono. Ma \u00e8 un sacrificio anche per l\u2019agricoltore che deve dedicare una cura particolare a ripristinare le condizioni ideali nel terreno dopo la coltura del riso\u201d. Nel passato si mandava il bestiame nel campo per schiacciare il terreno, ora si usano i trattori con ruote metalliche che trainano rulli metallici. L\u2019invasivit\u00e0 di queste pratiche \u00e8 una delle ragioni per cui il riso viene coltivato per due anni sullo stesso campo, segue poi un\u2019ampia rotazione che include anche alcuni anni di prato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1098\" aria-describedby=\"caption-attachment-1098\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/4.-MG_2946.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1098\" title=\"_4. MG_2946\" src=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/4.-MG_2946-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1098\" class=\"wp-caption-text\">Nei campi durante la fase di trebbiatura<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\">Tra un anno e l\u2019altro di riso, dopo la trebbiatura, si semina tra le stoppie un miscuglio da sovescio (veccia, ravizzone, segale o triticale), le cui radici lavorano il terreno, alleviando un po\u2019 le difficili condizioni in cui lo ha lasciato il primo anno di riso. In questo modo, inoltre, il suolo \u00e8 coperto anche d\u2019inverno e viene arricchito in seguito all\u2019interramento della coltura da sovescio effettuato in primavera. L\u2019azoto fissato dai batteri che vivono in simbiosi con le radici delle leguminose \u00e8 sufficiente a soddisfare le esigenze del riso che \u00e8 una coltura che non richiede molto azoto, e quindi non riceve una letamazione diretta ma si avvantaggia dal fatto di essere preceduta da altre colture che vengono concimate con il composto di letame biodinamico. Dopo i due anni di riso viene eseguito un passaggio con il ripuntatore allo scopo di rompere la suola compattata e di fare rientrare aria nel terreno asfittico. Gi\u00e0 dopo un anno arrivano i primi lombrichi, dopo tre anni il terreno si \u00e8 ripreso completamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Per queste ragioni (che riguardano strettamente la salute del suolo) non si pu\u00f2 aumentare la superficie coltivata a riso, sebbene la domanda di riso delle Cascine Orsine superi del 30% la produzione annuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Il controllo delle infestanti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Un altro grande problema nella coltivazione biodinamica del riso \u00e8 il controllo delle erbe infestanti dopo che il riso \u00e8 seminato: una volta che il suolo \u00e8 sommerso dall\u2019acqua \u00e8 impossibile effettuare il controllo con mezzi meccanici. Un tempo nelle risaie lavoravano moltissime persone, il riso si trapiantava, le infestanti venivano strappate a mano; il fatto di trapiantare il riso permetteva di dargli un vantaggio rispetto alle infestanti. Ora invece non si trapianta pi\u00f9 ma si semina direttamente in campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Venti anni fa si fece un tentativo di reintrodurre le mondine. Un lavoro faticoso ed erano disponibili a lavorare mezza giornata, ma\u2026 nell\u2019altra met\u00e0 della giornata le malerbe crescevano. Il tentativo fu interrotto dopo una settimana.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Alla ricerca del metodo migliore per il controllo delle erbe infestanti, diversi anni fa furono introdotte in questa azienda delle trapiantatrici giapponesi e vennero fatti vivai di piantine, senza per\u00f2 che si potessero constatare vantaggi significativi. Un altro tentativo fatto fu quello di coltivare il riso in asciutta fino a giugno (invece di immettere l\u2019acqua in aprile) di modo da potere effettuare diverse erpicature e strigliature per distruggere le erbe indesiderate. Anche ci\u00f2 non diede i risultati sperati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Ora viene adottato con successo il sistema tradizionale della semina in acqua, preceduto dal controllo delle infestanti tramite il metodo della \u201cfalsa semina\u201d: dopo avere effettuato le lavorazioni di preparazione per la semina, si fa asciugare il terreno, le infestanti germinano, crescono, quindi si fanno due o tre passaggi con il coltivatore riuscendo cos\u00ec a eliminarne la maggior parte. In maggio viene sommerso il campo e si semina, a questo punto si pu\u00f2 intervenire sulle infestanti solo variando il livello dell\u2019acqua. Un grande vantaggio del metodo biodinamico consiste nel severo rispetto delle rotazioni colturali: negli anni in cui il riso non c\u2019\u00e8, su quel campo non si svilupperanno neppure le infestanti tipiche del riso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1104\" aria-describedby=\"caption-attachment-1104\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/2.-Campo-riso.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1104\" title=\"2. Campo riso\" src=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/2.-Campo-riso-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1104\" class=\"wp-caption-text\">Un campo di riso fotografato in giugno in pieno stadio vegetativo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\">Nella risicoltura convenzionale un grande problema \u00e8 costituito dal riso crodo (riso rosso o selvatico) che per legge non deve essere presente nel riso alimentare. La caratteristica del riso crodo \u00e8 che i semi cadono spontaneamente dalla spiga, finiscono sul terreno e germinano nell\u2019anno successivo. Quindi, o si elimina il riso crodo spiga per spiga, o (come si fa in agricoltura convenzionale), si semina il riso presto e poi si diserba con prodotti chimici. \u201cNoi \u2013 afferma con orgoglio Aldo Paravicini \u2013 non sappiamo neppure cosa sia il riso crodo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Un altro mezzo per difendersi dalle infestanti in agricoltura biodinamica \u00e8 quello di scegliere variet\u00e0 antiche a taglia alta che riescono a coprire le infestanti riducendone lo sviluppo. Esse forniscono anche una maggiore quantit\u00e0 di paglia, che in un\u2019azienda biodinamica \u00e8 indispensabile per l\u2019allevamento del bestiame. Nell\u2019agricoltura convenzionale queste variet\u00e0 (che potevano raggiungere i 120 \u2013 130 cm di altezza) sono state abbandonate perch\u00e9, in seguito alle concimazioni azotate spinte, il riso tende ad allettare. Le nuove variet\u00e0 convenzionali raggiungono l\u2019altezza di 40 cm., sono inallettabili e sono pi\u00f9 produttive<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Un\u2019altra possibilit\u00e0 di ridurre la pressione delle erbe infestanti \u00e8 offerta dalla recente introduzione in azienda di un nuovo tipo di mietitrebbia: le testate Stripper. Mentre le mietrebbie tradizionali tagliano le piante, ributtando sul campo tutto ci\u00f2 che non \u00e8 granella di cereale, queste nuove macchine non tagliano le piante ma ne prelevano solo i semi, quindi anche parte dei semi delle infestanti pi\u00f9 alte restano nel cassone con la granella di cereali dalla quale poi possono essere separati tramite vagliatura. La paglia resta intera sul campo, il chicco di cereale viene stressato meno, cos\u00ec si riesce ad aumentare la qualit\u00e0 della granella raccolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Il problema del brusone e l\u2019uso dei fitofarmaci in risicoltura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La malattia fungina pi\u00f9 diffusa nel riso \u00e8 il brusone, la cui diffusione (dovuta alle spore che permangono nel terreno) \u00e8 favorita dalla concimazione azotata e dalla ripetizione della cuoltura del riso per pi\u00f9 anni sulla stessa superficie che viene praticata in agricoltura convenzionale. La sostanza attiva usata per combattere il brusone \u00e8 il triciclazolo, sostanza il cui uso fu vietato dalla Commissione della UE in data 30 settembre 2008, con la motivazione che \u201c&#8230;esistono indizi chiari per ritenere che essa possa avere effetti nocivi sulla salute umana\u2026..\u201d. La commissione concesse un periodo di moratoria che avrebbe dovuto essere il pi\u00f9 breve possibile e scadere in ogni caso entro il 30 marzo 2010. Aldo Paravicini ci mostra un documento della ditta che produce il fitofarmaco in questione, nel quale si annuncia ai risicoltori che la Commissione Consultiva per i Prodotti Fitosanitari nazionale ha consentito una proroga all\u2019uso del prodotto per 120 giorni dell\u2019anno 2010. Sembra che anche quest\u2019anno (2011) la proroga ci sar\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1100\" aria-describedby=\"caption-attachment-1100\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/5.MG_3030.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1100\" title=\"_5.MG_3030\" src=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/5.MG_3030-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1100\" class=\"wp-caption-text\">Il risone durante la fase di essiccazione dopo la raccolta<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\">Grazie alle rotazioni colturali adottate e alle pratiche biodinamiche i danni da brusone sono molto limitati in questa azienda. Anche quando, circa tre anni fa, ci fu un gravissimo attacco di brusone che mise in ginocchio molte aziende risicole, le Cascine Orsine non ne risentirono in modo particolare. Per farci un\u2019idea del problema costituito dall\u2019uso di fitofarmaci in risicoltura, consultiamo il documento \u201cRelazione di attivit\u00e0 SIAN 2007\u201d riportante i risultati del monitoraggio delle acque di risaia eseguito dalla ASL 11 di Vercelli e dalla ASL 13 di Novara con il supporto del Laboratorio del Dipartimento Provinciale dell\u2019ARPA Piemonte. In sintesi i risultati: i prelievi di acque di risaia hanno rivelato la presenza di residui di 13 principi attivi autorizzati e di 2 principi attivi non autorizzati (questi ultimi riscontrati nel 38% dei campioni delle acque di sommersione di risaia). La conclusione dell\u2019indagine: \u201cI risultati confermano la necessit\u00e0 di proseguire il monitoraggio, ampliando ogni anno l\u2019indagine in particolare alle molecole di pi\u00f9 recente immissione sul mercato.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\u201cDa allora \u2013 dice Aldo Paravicini \u2013 non fu pi\u00f9 pubblicata alcuna relazione cos\u00ec analitica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>I residui di cadmio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Circa 20 anni fa, uno degli acquirenti del riso delle Cascine Orsine (la ditta tedesca Holle che produce alimenti biodinamici per neonati), comunic\u00f2 che le analisi del riso avevano evidenziato residui di cadmio, un metallo pesante. Grande fu la costernazione dei conduttori dell\u2019azienda: si cerc\u00f2 subito di trovare la fonte di questa contaminazione che fu identificata nelle fosforiti (in quel periodo in agricoltura biologica era uso concimare con fosforiti naturali). Da allora in azienda non vengono usate pi\u00f9 fosforiti, l\u2019unica aggiunta di elementi minerali \u00e8 la potassa da miniera (Patentkali) nei terreni carenti di potassio. Solo nel 2010 una ricerca effettuata dall\u2019Ente Nazionale Risi conferm\u00f2 questo fatto riscontrando una maggiore presenza di cadmio nei concimi fosfatici e nei risi coltivati in asciutta. In agricoltura convenzionale si usano regolarmente e in grandi quantit\u00e0 i concimi fosfatici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>La scelta delle variet\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Le due variet\u00e0 coltivate in azienda sono: \u201cRosa Marchetti\u201d e \u201cBaldo\u201d. La variet\u00e0 \u201cRosa Marchetti\u201d, che \u00e8 caratterizzata da taglia alta, da chicco tondo di media lunghezza ed \u00e8 molto apprezzata per il sapore, fu selezionata 70 anni fa dal Cav. Uff. Domenico Marchetti. Egli scelse in campo quelle pannocchie di riso che presentavano i caratteri che desiderava selezionare, semin\u00f2 tutti i chicchi di una pannocchia su una fila (metodo della fila-pannocchia), quindi ripet\u00e9 questo procedimento riuscendo nel giro di una decina d\u2019anni a ottenere una variet\u00e0 dai caratteri stabili, e quindi procedette alla riproduzione della semente, che chiam\u00f2 con il nome della moglie,<\/p>\n<figure id=\"attachment_1106\" aria-describedby=\"caption-attachment-1106\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/3.-IMG_30431.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1106\" title=\"3. IMG_3043\" src=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/3.-IMG_30431-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1106\" class=\"wp-caption-text\">La risaia il giorno dopo la semina con l\u2019acqua limpida e chiara che permette una rapida germinazione del seme<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\">Rosa. Sottolineiamo che il riso \u00e8 una pianta autogama (che si autofeconda), tramite il vento per\u00f2 possono verificarsi degli incroci casuali che consentono l\u2019introduzione di nuovi caratteri. Le nuove variet\u00e0 di riso (selezionate per rispondere al meglio alle tecniche colturali dell\u2019agricoltura convenzionale e per ottenere un chicco allungato ad elevata resistenza alla cottura) furono invece ottenute tramite incrocio o, in casi pi\u00f9 rari, tramite mutazione indotta. Aldo Paravicini racconta che 10 anni fa l\u2019associazione dei Punti Macrobiotici venne in visita in azienda alla ricerca della variet\u00e0 \u201cRosa Marchetti\u201d, che altrove non era pi\u00f9 reperibile perch\u00e9 soppiantata dalle nuove variet\u00e0. Ci racconta anche una curiosit\u00e0: il famoso chef Alain Ducasse (tre stelle della guida Michelin) cucina solo con il riso \u201cRosa Marchetti\u201d delle Cascine Orsine! E il sapore \u00e8 infatti insuperabile, come sa qualunque affezionato consumatore di questo riso, in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>L\u2019essicazione e la conservazione del riso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L\u2019essicazione del riso viene sempre effettuata con aria calda: invece di usare un bruciatore a gasolio (come si fa altrove) col rischio di contaminare con sostanze nocive anche il cereale, qui si preferisce usare un bruciatore alimentato a gas metano, che ha emissioni meno dannose. Per la conservazione nei mesi pi\u00f9 caldi, invece di usare i prodotti antiparassitari che sviluppano gas, nel silo nel quale viene conservato il riso si inocula aria asciutta e fredda.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">I preparati biodinamici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il cornoletame (500) viene distribuito sul terreno prima della semina, successivamente si distribuisce il cornosilice (501) durante la fase di crescita della pianta. Prima della semina il seme viene messo in acqua per una notte, il giorno dopo si irrora la semente con il cornoletame (500) prelevandolo direttamente dalla botte in cui \u00e8 stato dinamizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Ma le Cascine Orsine non sono solo riso!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L\u2019azienda comprende: 350 ha di bosco r 351,12 ha di seminativi, cos\u00ec suddivisi (anno 2011): farro 13,30 ha, grano tenero 13,11 ha, orzo 41.10 ha, mais da granella 41,27 ha (di cui 10 ha sono preceduti da sovescio), pisello proteico 55,84 ha (in parte seguito da mais in parte da soia), 81,40 ha di riso (di cui 14 ha preceduti da sovescio), 69,30 ha di prato, 26,58 di segale foraggicola seguita da mais da trinciato), 6,22 ha di mais da trinciato (preceduto da sovescio), 1,90 ha di ortaggi e infine 1,10 ha di patate. Quindi abbiamo una rotazione varia e prevalentemente orientata verso la produzione di riso e di foraggi destinati al bestiame.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">E, infatti, abbiamo anche: 190 capi di vacche da latte di razza Frisona e quattro tori da riproduzione, 30 capi di vacche da carne, 9 tori da carne, 161 bovini giovani. In azienda si fa anche trasformazione e vendita diretta, c\u2019\u00e8 un caseificio aziendale nel quale si producono svariati tipi di formaggi freschi e semistagionati e un negozio nel quale si vendono i prodotti dell\u2019azienda e i prodotti di altre aziende biodinamiche.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1102\" aria-describedby=\"caption-attachment-1102\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/6.MG_3230-unico.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1102\" title=\"_6.MG_3230-unico\" src=\"http:\/\/test.biodinamica.org\/wp-content\/uploads\/6.MG_3230-unico-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1102\" class=\"wp-caption-text\">Foto di gruppo delle Cascine Orsine<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\">E (importantissimo!) da pi\u00f9 di 30 anni l\u2019azienda \u00e8 la rinomata sede dei diversi corsi organizzati dall\u2019Associazione per l\u2019Agricoltura Biodinamica, che sono stati (e sono ancora) frequentati da una gran parte degli agricoltori biodinamici italiani che proprio qui imparano i principi dell\u2019agricoltura biodinamica e i rudimenti del mestiere. \u00c8 certo che la saporita cucina delle due cuoche Esterina e Ivana &#8211; in particolare il famoso risotto e l\u2019ancor pi\u00f9 rinomato \u201crotolo di polenta\u201d &#8211; non pu\u00f2 che essere un ottimo argomento a favore della bont\u00e0 dell\u2019agricoltura biodinamica!<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>Cav. Uff. Domenico Marchetti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Marchetti nasce nel 1903 ad Arborio, in provincia di Vercelli, nella Baraggia, un paese che ignor\u00f2 a lungo l\u2019uomo che diffuse in tutto il mondo un nome prima insignificante.. Coltivatore diretto, figlio di coltivatore diretto, autodidatta, inizi\u00f2 la sua carriera partecipando a corsi riguardanti diverse discipline agricole.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Nel 1925, coltivando i suoi quattro ettari di terreno, poco pi\u00f9 di un grande giardino, inizi\u00f2 la sua opera di selezionatore, spesso solo osservando e conservando risi nati da semplici mutazioni genetiche. Nella cantina di casa arriv\u00f2 ad avere anche 5\/600 minuscoli pacchettini di carta con cinque-sei semi di riso e una scritta a matita, premesse di enormi mucchi di cereale, oppure di semplici curiosit\u00e0, destinate a rimanere per sempre solo nella sua memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Nel 1928 si iscrisse per la prima volta al concorso di selezione di sementi di riso che la Stazione di Risicoltura di Vercelli indiceva annualmente, e da allora collezion\u00f2 decine e decine di diplomi, medaglie e riconoscimenti vari tra i quali un premio dal Ministero dell\u2019agricoltura nel 1953, uno dalla camera di commercio di Vercelli nel 1958,uno dalla provincia di Ferrara nel 1964. Nello svolgere attivit\u00e0 di selezione ebbe a constatare deficienze di comportamento in molte variet\u00e0 di riso, e si convinse che gli sarebbe stato possibile lavorare nel campo della costituzione di nuove variet\u00e0 di riso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Partecip\u00f2 quindi ad un corso per selezionatori, con il quale vennero date le pi\u00f9 basilari nozioni di botanica e di genetica necessarie per intraprendere l\u2019ibridazione del riso. Nel 1936 selezion\u00f2 l\u2019Arborio, chiamandolo come il suo paese, che in breve tempo si diffuse in tutte le provincie risicole fra le quali quella di Ferrara.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Ottenuto l\u2019Arborio non smise di mandare avanti altre linee, cos\u00ec pot\u00e9 arrivare a costituire altre variet\u00e0: S. Domenico, Giovanni Marchetti Arborio Precoce, Arborio Gigante, Pierina Marchetti e nella seconda met\u00e0 degli anni sessanta il Rosa Marchetti (dal nome della Moglie), ottenuto con il metodo di selezione naturale isolando delle pannocchie tenute in evidenza in un cespo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La sua ricerca \u00e8 continuata instancabile finch\u00e9 un giorno, nella sua risaia, ebbe appena il tempo di sentire uno strano nuovo male, il tempo di correre a casa per l\u2019ultima volta con la sua Vespa, di sentirsi offrire una buona tazza di t\u00e8 dalla moglie \u201cRosa\u201d ma non il tempo di berlo e chiudere, in silenzio, semplicemente, come fu tutta la sua vita, le mani ancora imbrattate di terra della \u201csua\u201d Baraggia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019AZIENDA CASCINE ORSINE E LA COLTIVAZIONE BIODINAMICA DEL RISO La caratteristica che pi\u00f9 colpisce nel paesaggio delle Cascine Orsine \u00e8 l\u2019acqua che scorre. 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